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Udienza del 28/09/2011 Trascrizione completa

 
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Michaelforever
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MessaggioInviato: Ven Set 30, 2011 3:45 pm    Oggetto: Udienza del 28/09/2011 Trascrizione completa Rispondi citando

2° GIORNO, 28 settembre 2011

Il secondo giorno del processo a Conrad Murray è iniziato con la ripresa della testimonianza di Paul Gongaware, co-direttore della AEG Live, interrogato dal vice procuratore distrettuale Deborah Brazil.

Testimonianza di Paul Gongaware



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E’ stato fatto un riepilogo della programmazione per il tour. Da luglio a settembre 2009 erano previsti 27 spettacoli, di cui 8 a luglio, 10 in agosto e 9 a settembre. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre ci sarebbe stata una pausa, dopodiché erano programmati 23 spettacoli tra gennaio e marzo 2010: 10 a gennaio, 10 a febbraio e 3 a marzo 2010.

Dopo la fine del tour a marzo 2010, c’era il piano di aggiungere altri spettacoli, ma Gongaware ha sottolineato che si trattava solo di piani.

All’inizio di giugno, ci fu una riunione per discutere sulla salute e sulla resistenza di Jackson alla quale parteciparono Michael Jackson, Conrad Murray, Frank Dileo, Randy Phillips e Gongaware. Il testimone ricorda che fu un incontro positivo. Gongaware era a conoscenza anche della riunione del 20 giugno 2009, ma lui non ne prese parte.

Gongaware vide Conrad Murray alle prove al Forum di Los Angeles dopo quella riunione di inizi giugno.

Gongaware vide le prove di Michael Jackson il 23 e il 24 giugno 2009 e pensò che Michael fosse forte, eccitato, pieno di energia ed impegnato in quello che stava facendo.

CONTROINTERROGATORIO DI ED CHERNOFF:

La difesa ha richiamato l’esperienza di Gongaware con Michael Jackson. Gongaware ha detto di essere stato un tour manager per il Dangerous Tour, ma di non aver visto Michael Jackson in molte occasioni. Riguardo all’HiStory Tour, Gongaware lavorò con il promoter per la prima parte del tour e nella seconda parte lavorò come direttore, parlando ed interagendo con Michael Jackson. Al This is it tour, Gongaware prese parte sin dall’inizio.

La difesa ritorna a quel giorno in cui Gongaware vide Michael Jackson parlare più lentamente del solito e farfugliando leggermente sostenendo che Michael fosse tornato da un appuntamento con il dottor Klein. Gongaware ha detto che lui prestava attenzione a qualunque utilizzo di farmaci da parte di Michael Jackson.

Gongaware ha dettp che la sua relazione con Michael era una relazione d’affari, anche se amichevole. Se Gongaware aveva bisogno di contattare Michael, o lo vedeva alle prove se lui era lì, oppure, se necessario, passava per l’assistente personale di Michael Jackson, Michael Amir Williams.

La riunione agli inizi di giugno era stata sollecitata da Kenny Ortega che era preoccupato per il fatto che Michael Jackson stesse saltando le prove.

Gongaware non sapeva che tipo di dottore fosse Conrad Murray né conosceva le sue esperienze professionali.

Dopo che Gongaware disse a Murray che la sua richiesta di 5 milioni di dollari era impensabile, Murray non tentò di negoziare un altro compenso. Gongaware ricontattò Murray solo su esortazione di Michael Jackson per fargli l’offerta di 150.000 dollari.

Gongaware non sapeva che Murray fosse un cardiologo, non lesse il contratto finale e non sapeva per quanto tempo Murray avrebbe ricevuto i 150.000 dollari. Non vide il contratto finale tra AEG e Murray nel quale non era coinvolto, quindi non lo consoceva.

La difesa ha provato a fare riferimento alla causa di Katherine Jackson contro Gongaware e AEG, ma il tentativo è fallito.

RIPRESA INTERROGATORIO DI DEBORAH BRAZIL:

Gongaware non sapeva che Conrad Murray di notte somministrava dosi di propofol a Michael Jackson. Conrad Murray a lui non sembrò sorpreso di essere contattato in merito ai suoi servizi medici, per Gongaware non ci fu bisogno di spiegare in profondità perché lui lo stava chiamando Gongaware ha detto che avere un medico personale durante un tour è normale, ma la richiesta di 5 milioni di dollari è eccessiva secondo la sua opinione.

RIPRESA CONTROINTERROGATORIO DI CHERNOFF:

Gongaware fece una telefonata ad un altro dottore per avere un’idea di un compenso adeguato. Michael Jackson disse che loro dovevano prendersi cura della “macchina” (in riferimento al suo corpo, ndr). Non ci furono ulteriori conversazioni relative alle necessità mediche di Michael Jackson.


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MessaggioInviato: Ven Set 30, 2011 3:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Testimonianza di Kathy Jorrie

Secondo testimone della giornata chiamata dall’accusa l’avvocato Kathy A. Jorrie dello studio legale Luce, Forward, Hamilton & Scripps, responsabile del loro ufficio di Los Angeles.


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Interrogatorio condotto dal vice procuratore distrettuale Deborah Brazil.

L’avvocato Jorrie venne incaricata dalla AEG Live di redigere un contratto per il dottor Conrad Murray. Quando il procuratore Brazil ha parlato di “contratto di impiego”, l’avvocato Jorrie l’ha corretta dicendo che la definizione appropriata è “contratto di servizi”, che il dottor Murray avrebbe dovuto prestare a Michael Jackson. La Jorrie cominciò la stesura del contratto nei mesi di maggio/giugno del 2009 dopo essere stata contattata da Tim Wooley della AEG Live. Wooley le inviò le informazioni base e l’avvocato Jorrie gli spedì una prima bozza del contratto il 15 giugno 2009. Wooley inviò il contratto al dottor Murray, che chiamò la Jorrie per parlare di quella bozza.

La Jorrie ha sottolineato più volte che quel contratto per ritenersi effettivo richiedeva che tutte le parti coinvolte lo avessero firmato. Queste parti erano il dottor Murray, la AEG Live e Michael Jackson. La data di inizio del contratto di Murray sarebbe coincisa con la firma di tutte e tre le parti. Finché tutti e 3 non avessero firmato, il contratto non poteva considerarsi valido.

Nella prima bozza, il termine conclusivo del contratto era fissato per il mese di settembre 2009. Murray chiamò l’avvocato Kathy Jorrie per chiederle di spostare la data alla fine di marzo 2010. La Jorrie chiese a Murray se Michael Jackson era d'accordo con la corresponsione di un compenso al dottor Murray anche nei mesi del tour previsti di pausa, cioè da ottobre a dicembre del 2009, e fino a tutto marzo 2010. Murray le rispose che Jackson lo era.

Il contratto nella versione approvata dal dottor Murray venne firmato dallo stesso Murray e rispedito all’avvocato Jorrie la sera del 24 giugno 2009. Quella del dottor Murray resterà sempre l’unica firma su quel contratto.

La Jorrie ha parlato due volte al telefono con il dottor Murray per le modifiche al contratto, una il 18 giugno e l’altra il 23 giugno 2009.

Le modifiche richieste dal dottor Murray furono quella di rendere l'inizio del suo pagamento retroattivo al mese di maggio 2009 e non mettere il suo nome come individuo, ma quello della sua società GCA Holdings LLC.
La Jorrie gli rispose che avrebbe potuto aggiungere il nome della sua società, ma era necessario mettere anche il suo nome e così fu fatto.

Un’altra modifica discussa con il dottor Murray riguardava il fatto di avere a disposizione un medico per sostituirlo a Londra, piuttosto che un’infermiera come era stato scritto nella bozza. La Jorrie chiese a Murray per quale motivo questo fosse necessario e lui le rispose che nel caso in cui lui fosse stato impegnato oppure stanco e avesse avuto bisogno di riposo, a sostituirlo ci sarebbe stato un altro medico.

Una clausola del contratto diceva che se Michael Jackson non avesse voluto più Murray, il contratto sarebbe stato immediatamente annullato. Ciò sarebbe avvenuto anche se il tour fosse stato annullato. Murray volle fare una modifica per la quale se una di queste circostanze si fosse verificata dopo il suo pagamento il 15 del mese, non avrebbe dovuto restituire i soldi.

Nella conversazione telefonica avuta con Murray dalla Jorrie il 18 Giugno 2009, vennero discusse le attrezzature mediche necessarie da includere come clausola nel contratto. La Jorrie voleva sapere perché il dottor Murray avesse bisogno di questa apparecchiatura tra cui c’era anche una macchina per la rianimazione cardiopolmonare. Murray le disse che quando Jackson si sarebbe esibito all’Arena O2, avrebbe fatto cose straordinarie e, considerando la sua età, Murray voleva la macchina per precauzione. La Jorrie gli chiese perché pensava che le attrezzature mediche presenti all’Arena non fossero sufficienti per quel tipo di eventualità, preoccupandosi del fatto che Jackson potesse avere un problema cardiaco o che fosse malato. Murray assicurò alla Jorrie che Michael Jackson era sano, per tre volte le disse che Jackson era in perfetta salute e che la sua era solo una misura precauzionale.

Nella conversazione telefonica del 23 giugno, Murray chiese di cambiare il termine risolutivo del contratto da settembre 2009 a tutto marzo del 2010. Il contratto diceva "servizi richiesti da parte del Produttore", Murray chiese che fosse cambiato in "dell'Artista".

La compagnia di assicurazione di Londra, che avrebbe dovuto stipulare la polizza per i concerti, aveva richiesto la storia clinica di Michael Jackson degli ultimi 5 anni. Murray disse alla Jorrie che lui era medico di Michael da tre anni e che in questo tempo Michael era sempre stato in perfetta salute, quindi il materiale che lui avrebbe fornito sarebbe stato piuttosto esiguo. Murray chiese alla Jorrie di inviare quanto necessario a casa di Michael, la Jorrie allora fornì a Murray le informazioni dell'assicurazione così avrebbe potuto contattarli direttamente.

L’accusa ha presentato il contratto che Murray inviò alla Jorrie il 24 giugno 2009. Su di esso compare solo la firma di Murray.

Sopra lo spazio dove avrebbe dovuto firmare Michael Jackson, si legge:
"Il sottoscritto conferma di aver chiesto alla produzione di assumere il dottor Murray secondo le condizioni previste nel presente documento per conto ed a spese del sottoscritto."

Il contratto era tra Murray, AEG Live e GCA Holdings con il consenso di Michael Jackson.

CONTROINTERROGATORIO DI MICHAEL FLANAGAN:

La Jorrie ha detto che Murray si qualificava come medico personale di Michael Jackson, ma non ha mai affermato di essere l’unico dottore che lo aveva in cura. Flanagan le ha chiesto se nel contratto era implicata l’intenzione di trattenere Murray all’obbligo di occuparsi esclusivamente di Michael Jackson, la Jorrie ha risposto che non crede che al dottor Murray fosse proibito dal contratto fare altre cose. Il contratto è stato firmato solo da Conrad Murray e la AEG non gli ha versato nessun pagamento. Murray doveva fornire un'assicurazione di responsabilità civile e un'assicurazione in caso di malasanità.

Conrad Murray disse alla Jorrie che lui avrebbe avuto bisogno di quelle attrezzature a Londra. “Murray disse che aveva bisogno della macchina per il CPR presso il luogo in cui ci sarebbero stati gli spettacoli. Non ha mai indicato l'uso domestico” ha detto la Jorrie. La prima volta che lei parlò con Murray fu il 18 giugno 2009. Quando lei ricevette le informazioni base da Tim Wooley, la macchina per il CPR era già nella lista delle attrezzature richieste da Murray.

La Jorrie non era consapevole delle ore nelle quali Murray avrebbe reso i suoi servizi a Michael Jackson. Lei presunse che fossero diurne, non ha mai avuto indizi sul fatto che si sarebbero svolti di notte.

Le cartelle cliniche non furono fornite alla Jorrie, ma lei chiese a Murray di spedirle a Bob Taylor, il broker della compagnia di assicurazione di Londra.

La risoluzione del contratto era a discrezione di Michael Jackson e a Murray non era garantito il lavoro per il mese successivo.


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MessaggioInviato: Sab Ott 01, 2011 6:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Testimonianza di Michael Amir Williams

Il terzo a salire sul banco dei testimoni nella seconda giornata di processo per conto dell’accusa è stato Michael Amir Williams, l’assistente personale di Michael Jackson.


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Venne assunto approssimativamente nel giugno del 2007, inizialmente come addetto all’archivio della cineteca di Jackson, poi divenne suo personale assistente. Si occupava di programmare gli impegni di Michael giorno per giorno, pianificandone i viaggi, gli spostamenti, e rispondeva a tutto ciò di cui Jackson poteva avere bisogno. Lui sentiva di avere un rapporto amichevole con Jackson.

Amir venne impiegato alla residenza di Carolwood, dove vivevano Michael Jackson ed i suoi tre figli, alla fine del 2008, più o meno verso Natale. Amir era colui che faceva da intermediario fra Jackson ed il resto del personale e della sicurezza, trascorreva le sue giornate fra commissioni varie e nella roulotte della sicurezza.

Il procuratore Walgren ha mostrato ad Amir una serie di foto per l’identificazione dei figli di Jackson, della residenza, della roulotte della sicurezza e della porta di ingresso della casa.

Amir ha fatto notare una scalinata a spirale che conduce al piano superiore ed una porta che conduce al retro della casa.


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Amir ha ricordato qual era la routine di trasporto di Michael alle prove: generalmente, il personale di sicurezza predisposto ad anticipare l’arrivo di Jackson nelle sue destinazioni faceva strada, nel mezzo c’era il veicolo nel quale viaggiava Michael Jackson, sul sedile posteriore, mentre lui era seduto davanti sul sedile del passeggero e in coda un veicolo con il personale di sicurezza. Michael Jackson si fermava spesso per salutare i fan e parlare con loro, per mostrare ai suoi fan che lui li amava. Anche all’esterno delle location per le prove c’erano sempre fan ad aspettarlo. Se qualcuno della sicurezza avesse fatto qualcosa contro i fan, avrebbe dovuto vedersela con Amir. Durante le prove, se non era impegnato a sbrigare faccende commissionategli da Michael, lo ammirava mentre si esibiva sul palco. Per tornare a Carolwood la routine di trasporto era la stessa. Quando Jackson arrivava presso casa sua, si fermava ancora per salutare i fan e ricevere i loro regali. Questi regali poi venivano raccolti da Amir che li lasciava sui primi due gradini della scalinata a spirale. Amir solitamente non andava al piano di sopra perché a Michael piaceva avere la sua privacy. Tutto il personale di sicurezza rispettava questo e andava al piano di sopra solo su specifica richiesta di Jackson.

Amir ha identificato l’imputato Murray dicendo di averlo visto nella seconda parte del 2007 quando Murray fece una visita a Michael nella sua casa di Las Vegas, prima che andasse in Virginia. Amir poi incontrò Murray nel 2008 a Las Vegas. Amir chiamava Murray su richiesta di Jackson per la cura dei figli di Michael quando vivevano a Las Vegas.

Amir vide frequentemente Murray a Carolwood nei mesi di aprile, maggio e giugno del 2009. Generalmente Murray rimaneva la notte a Carolwood, Amir ha identificato l’automobile di Murray mostratagli dal procuratore Walgren. Amir di solito vedeva l’auto di Murray parcheggiata in cortile la notte e al mattino. Jackson, anche se aveva un suo cellulare, chiese ad Amir alcune volte di mettersi in contatto con Murray.

Walgren ha chiesto ad Amir di descrivere gli eventi della sera del 24 giugno 2009. Amir ha detto che si svolse la solita routine per portare Michael alle prove, che si stavano tenendo allo Staples Center. Amir ha detto che erano in ritardo quella sera, uscirono verso le 5 o le 6 del pomeriggio. MJ era di buon umore e voleva arrivare in tempo. Amir ha detto che le prove del 24 furono favolose. "Michael Jackson mi disse che aveva dato il 30/40% durante quelle prove. Ma io ho pensato che fosse stato fantastico".
Anche quella sera, Jackson si era fermato a parlare con i suoi fan.

Al ritorno dallo Staples, Amir vide l’auto di Murray parcheggiata in cortile.


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Amir prese i regali dei fan, li mise sui gradini della scala e diede la Buonanotte a Jackson. Dopo una breve riunione con il personale di sicurezza, che faceva dei controlli sul perimetro della casa e poi rimaneva nella roulotte, Amir lasciò Carolwood per tornare al Downtown di Los Angeles, dove vive.

Il 25 giugno 2009 alle 12:13 pm Amir ricevette una telefonata dal dottor Murray. Amir era sotto la doccia e Murray gli lasciò questo messaggio in segreteria:



“Richiamami immediatamente, richiamami subito, grazie”

Amir lo richiamò alle 12:15 pm e Murray gli disse: “Vieni qui immediatamente, lui ha avuto una brutta reazione, ha avuto una brutta reazione. Manda qualcuno qui sopra subito”. Murray non gli disse di chiamare il 911.

Walgren ha proiettato sullo schermo i tabulati telefonici dell’iPhone di Amir.


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Amir alle 12:16 pm chiamò Faheem Muhammad che gli disse di non essere a Carolwood perché era andato in banca. Amir gli disse di rientrare immediatamente alla residenza.

Amir cercò di mettersi contatto con Alberto Alvarez e poi con Derek Cleveland, ma non riuscì a raggiungere nessuno dei due.

Amir provò a richiamare Alvarez che finalmente riuscì a raggiungere e gli disse di correre dentro casa di Michael. Alvarez corse all’ingresso dove la tata dei figli di Michael gli aprì la porta. Alvarez salì di corsa le scale e poi interruppe la telefonata con Amir.

Amir fece diverse telefonate in quei 30/40 minuti che gli ci vollero per raggiungere Carolwood da casa sua. Quando Amir arrivò alla residenza, vide l’ambulanza e i medici che stavano trasportando Michael sulla barella. Amir vide Murray vicino all’ambulanza in forte stato di agitazione.

La preoccupazione di Amir fu per i figli di Michael, che mise in un’auto a seguito dell’ambulanza. In quell’auto, c’erano anche lui, la tata dei bambini e l’autista, Faheem Muhammad.

Lungo il tragitto per l’UCLA, c’erano diversi paparazzi e persone che seguivano l’ambulanza. Arrivati all’ospedale, Amir cercò di proteggere i figli di Michael scortandoli fino ad una stanza privata insieme alla tata e facendo la guardia alla porta. Poi, tornò verso il posto in cui si stavano prendendo cura di Michael e vide arrivare Frank Dileo, Randy Phillips e i familiari di Michael. Poco dopo, apprese che Michael Jackson era stato dichiarato morto.

Murray gli si avvicinò dicendogli che a casa di Michael c’era una crema che lui era sicuro che a Michael Jackson non sarebbe piaciuto che il mondo venisse a sapere e gli chiese se lui o qualcun altro potevano riportarlo a Carolwood. Amir gli disse: “Mi lasci controllare”. Amir non voleva riportare Murray a Carolwood, lui era emotivamente provato e ne parlò con Faheem Muhammad. Entrambi furono d’accordo a non voler riportare indietro Murray: “Non possiamo permettere che lui rientri in quella casa”. Faheem disse ad Amir: “Non gli darò le chiavi” ma era spaventato. Amir allora disse a Murray: “Non possiamo riportarla a casa, la polizia ha già trattenuto le mie chiavi”, cosa che non era vera.

A quel punto, Murray disse che lui aveva fame e voleva un passaggio per andare a mangiare. Amir scrollò le spalle.

Amir disse a Faheem di chiamare la sicurezza a Carolwood per dare istruzioni che a nessuno fosse permesso entrare o uscire dalla residenza. “Dì loro di metterla sotto chiave”.

Amir non vide più Murray dopo che lui gli aveva detto che aveva fame. Amir fornì alla polizia i recapiti di Murray. Dopo che Jackson venne dichiarato morto, Amir e le altre guardie del corpo prepararono le auto e guidarono per ingannare i media e fare in modo che la famiglia Jackson potesse lasciare l'ospedale senza essere seguita. Lungo la strada, Amir ricevette una telefonata dove veniva richiesto al personale di sicurezza di tornare a Carolwood, dove loro parlarono con la polizia.

Era normale che ci fossero bombole d'ossigeno. La sicurezza abitualmente le prendeva e le portava in casa.


CONTROINTERROGATORIO DELLA DIFESA DI ED CHERNOFF:


Chernoff ha esaminato le telefonate tra Murray ed Amir. Gli ha chiesto se gli fosse sembrata un'emergenza. Amir ha risposto che quando ha richiamato Murray lui non ha detto: “E’ un’emergenza” ma “ha avuto una brutta reazione” e a quell’espressione lui personalmente non ha pensato a nulla di fatale, per questo non ha chiamato il 911. “Lui mi disse cosa fare ed io ho fatto quello che il dottore mi disse di fare, andare lì immediatamente".

Chernoff gli ha fatto notare che la sua telefonata con Murray dura 35 secondi e tutto quello Murray gli disse di quella situazione fu: “ha avuto una brutta reazione”.

Amir: Mi ha detto: “Il Signor Jackson ha avuto una brutta reazione. Vieni qui immediatamente. Manda qualcuno qui subito” e questo escludendo la mia parte di conversazione. Io ho provato a seguire le sue istruzioni nel miglior modo possibile.

Chernoff gli ha chiesto della sicurezza della casa 24 ore su 24 e Amir ha confermato che c’erano 2 guardie del corpo nella proprietà 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. La casa aveva dei cancelli costantemente sorvegliati e monitorali dalla sicurezza, se qualcuno si avvicinava ai cancelli questi non venivano semplicemente aperti. Chernoff gli ha fatto anche l’esempio dei familiari di Michael e Amir ha detto che solo su autorizzazione di Michael i cancelli venivano aperti.

A questo punto Chenoff gli ha detto: “Infatti il 13 maggio si presentarono ai cancelli Joe e Randy Jackson, è così?” ma il giudice ha accolto l’obiezione dell’accusa e a questo punto ha chiamato la pausa pranzo.

SESSIONE POMERIDIANA - RIPRENDE IL CONTROINTERROGATORIO DI ED CHERNOFF:

Chernoff ha continuato le sue domande sui dettagli di sicurezza a Carolwood. Ha chiesto ad Amir se nella proprietà c’erano linee telefoniche fisse e Amir ha detto che era una buona domanda, che non lo sapeva ma non ricorda di averne mai usato una. Il giudice poi ha accolto l’obiezione dell’accusa quando Chernoff voleva sapere se qualche altra guardia del corpo avrebbe saputo rispondere in merito a questo.

Chernoff ha chiesto ad Amir quale fosse il protocollo stabilito in caso di emergenza a Carolwood, per esempio se a qualcuno dei figli di Michael fosse successo qualcosa. Amir ha detto che se ci fosse stato lui avrebbe chiamato il dottor Murray e Michael e se non ci fosse stato lui, anche gli altri della sicurezza avevano il numero del dottor Murray, quindi avrebbero chiamato lui o in sua assenza il 911.

Chernoff ha ricordato la telefonata di Murray ad Amir dicendo che lui gli aveva chiesto di mandargli uno della sicurezza, ma Amir lo ha corretto dicendo che Murray aveva solo detto di mandargli “qualcuno”. Chernoff allora ha fatto notare ad Amir che lui aveva chiamato tutte guardie del corpo e lui ha risposto: “Io ho chiamato la sicurezza, ma lui non ha detto di mandargli la sicurezza, la domanda era cosa mi avesse chiesto Murray”.

Amir ha detto che se Murray gli avesse chiesto di chiamare il 911, lui avrebbe fatto esattamente quello. Chernoff allora gli ha chiesto nel caso in cui lui avesse ricevuto un messaggio vocale di Murray in cui gli diceva di chiamare il 911, lui cosa avrebbe fatto, se chiamato il 911 o richiamato Murray. Amir dice che lo avrebbe anche richiamato, ma avrebbe chiamato il 911 perché non avrebbe pensato che Murray stesse scherzando e l’avrebbe preso seriamente. Chernoff allora gli ha domandato se avrebbe chiamato prima il 911 e Amir e ha detto: “Sì, se lui mi avesse lasciato un messaggio dicendomi: Michael, chiama il 911 e vieni a casa subito, avrei fatto esattamente quello e poi lo avrei richiamato”.

Chernoff: Perciò, lei lo avrebbe fatto se avesse sentito questo nel messaggio, non avrebbe cercato prima di essere coinvolto in prima persona per capire prima che cosa era successo.

Amir: Il dottor Murray era il medico personale del Signor Jackson. Se lui mi avesse telefonato e detto di chiamare il 911 e poi di andare dritto a casa, avrei fatto quello e poi sarei andato.

Chernoff: Che cosa avrebbe fatto solo sulla base del messaggio vocale?

Amir: L’avrei preso sul serio, sì signore.

Chenoff: E l’avrebbe fatto (chiamato il 911).

Amir: Sì, signore.

Chenoff: Perciò, quando lei richiamò il dottore, lei impiegò del tempo per cercare di capire che cosa era successo.

Amir: Sì, signore.

Chernoff: Perché lei voleva sapere quello che era successo. Giusto?

Amir: Sì, signore.

Chernoff ha insistito perché Amir riconoscesse che quella telefonata, quel messaggio vocale da Murray, era una circostanza insolita ma Amir ha detto che non era insolito scambiare delle telefonate con Murray, era già avvenuto prima che per esempio Jackson avesse bisogno di medicine e aveva chiesto ad Amir di chiamarlo, questo era normale.

Chernoff ha detto ad Amir che allora la sola cosa insolita della telefonata di Murray era che lui disse: “ha avuto una brutta reazione”.

Amir: Lui ha detto: “ha avuto una brutta reazione, vieni qui immediatamente”. Quello che ho sentito non è stato: chiama il 911, fai presto, qualcosa del genere, io non ho sentito dirgli queste cose, lui ha detto: “ha avuto una brutta reazione, vieni immediatamente a casa”.

Chernoff: Perciò lei sta dicendo che non c’era nulla di insolito in quella telefonata.

Amir: Non ho mai detto questo signore.

Chernoff: Lo era o non lo era?

Amir: Lo era, sì.

Chernoff: Lei non aveva mai ricevuto una telefonata del genere dal dottor Murray prima di allora…

Amir: Non con quel tono, signore.

Chernoff: Com’era quel tono?

Amir: Il tono che abbiamo sentito nel messaggio vocale.

Chernoff ha continuato a chiedere se secondo Amir non fosse insolito che Murray chiamasse prima lui, Amir, in una situazione di emergenza ed Amir ha detto che se il signor Jackson stava morendo, sì, lo sarebbe stato.

Chernoff poi ha ricordato ad Amir che lui aveva chiamato prima Faheem e poi Alvarez, le guardie del corpo che avevano più familiarità con il Signor Jackson, e poi gli ha chiesto quanto fossero familiari per lui. Amir ha detto di conoscere Faheem da 10 anni e Alvarez poco meno di cinque.

Chernoff ha fatto delle domande ad Amir su Alvarez: Amir ha detto che a Carolwood Alvarez aveva un impiego full-time, che era tornato alla fine del 2008 dopo non esserci stato per qualche mese, era tornato su specifica richiesta di Michael.

Chernoff ha detto che quando Alvarez tornò c’era stato il cambio di tutto il personale di sicurezza, ma l’accusa ha fatto obiezione e il giudice ha invitato Chernoff a non argomentare, ma a chiedere. Chernoff ha quindi domandato ad Amir se lui ha familiarità con la società “Security Measures” che lavora nell’ambito del personale di sicurezza e Amir ha detto di sì, che loro sono tornati quando Michael si è trasferito a Carolwood e ha confermato di essere stato il tramite per il loro ritorno, precisando che era stato il Signor Jackson a chiedere il loro ritorno. Chernoff voleva sapere se Alvarez e Faheem erano loro dipendenti, Amir ha detto che entrambi lavoravano per Jackson anche prima del ritorno di quella società, che Faheem ci aveva lavorato in passato, ma che comunque non erano sul loro libro paga.

Chernoff è tornato al 25 giugno 2009, dopo che Michael venne dichiarato morto, chiedendo ad Amir cosa aveva fatto. Amir ha spiegato che lui ed altri della sicurezza caricarono i loro Escalade e poi lungo la strada furono chiamati dalla polizia. Amir parlò con i poliziotti anche il 31 agosto 2009. Pure le altre due guardie del corpo Alvarez e Muhammad vennero convocati lo stesso giorno, ma ciascuno di loro fu interrogato separatamente dalla polizia. Amir ha detto che è possibile che abbia parlato con Alvarez e Faheem degli eventi del 25 giugno 2009 al telefono e quando si sono ritrovati alla convocazione della polizia, ma non c’è mai stato fra loro un incontro per parlarne.

Chernoff poi gli ha chiesto quando aveva fatto il video mostrato in aula del messaggio vocale di Murray. Amir ha detto di non ricordarlo, di averlo fatto dopo che i poliziotti gli dissero di tenere le prove delle telefonate di Murray. Chernoff gli ha chiesto se lo aveva fatto prima del 31 agosto 2009 e Amir ha detto di sì. Chernoff gli ha chiesto se qualcuno lo aveva aiutato a realizzarlo, Amir ha detto di sì, che però non era stato aiutato da Alvarez o da Faheem, ma da sua moglie. Chernoff ha voluto sapere perché Amir ha conservato solo i dettagli relativi a Murray del 25 giugno 2009 e Amir ha ribadito che era stata la polizia a dargli quelle indicazioni.

Chernoff ha poi fatto delle domande ad Amir sul suo rapporto con Michael in qualità di suo assistente personale. Amir ha detto che lui avrebbe fatto tutto quello che gli chiedeva Michael, tranne qualcosa di illegale, cosa mai successa naturalmente. Amir riceveva anche telefonate per conto di Michael, che aveva un suo cellulare per i familiari, i suoi amici intimi, anche per qualche socio in affari, per esempio quelli di AEG lo chiamavano sul suo telefono personale, ma a volte chiamavano anche Amir.

Chernoff ha ricordato che tra i compiti del suo lavoro c’era anche quello di prendere le prescrizioni mediche e Amir ha detto che sì, prendeva le prescrizioni mediche a nome di Michael e dei suoi figli. Amir ha confermato di aver accompagnato Michael anche dal dottor Klein, cosa che era diventata regolare negli ultimi tempi. Chernoff gli ha chiesto se Amir aveva avuto occasione di sentire la registrazione audio di Michael e lui ha detto che girando i notiziari gli era capitato. Chernoff gli ha chiesto se lui aveva mai sentito Michael Jackson parlare così piano prima, Amir ha risposto non a quel livello, ma lo aveva già sentito parlare così piano. Chernoff gli ha detto se questo era accaduto anche dopo che Michael si era recato nello studio di Klein e Amir ha detto che sì, qualche volta parlavo piano a quel modo, certamente non a quel livello, ma usciva dallo studio parlando più piano. Chernoff ha chiesto ad Amir se aveva mai fatto una telefonata per conto di Michael al dottor David Adams, Amir ha detto che il nome non gli è nuovo, è possibile, ma non ricorda.

Chernoff ha voluto sapere quando Amir lasciò Carolwood dopo esservi tornato per parlare con i poliziotti. Amir ha detto che lui rimase lì per aspettare la famiglia Jackson una volta che la polizia finì le investigazioni e alla casa furono tolti i sigilli, voleva assicurarsi che ci fosse qualcuno ad accogliere la famiglia di Michael. Poi, gli fu detto che quella notte stessa cambiò tutto il personale di sicurezza, chiamò probabilmente Frank Dileo o Randy Phillips per accertarsene. Non chiamò Tohme Tohme.

RIPRESA INTERROGATORIO PROCURATORE WALGREN:

Walgren ha chiesto ad Amir di quando Michael lasciava lo studio del dottor Klein, del fatto che parlasse lentamente. Amir ha dichiarato che non era insolito, ma nemmeno succedeva sempre.

Walgren ha fatto riferimento alla registrazione fatta da Murray di Michael Jackson in uno stato decisamente intossicato. Amir ha detto che l’ha sentita al notiziario perché ormai è ovunque. Walgren ha chiesto ad Amir se lui aveva mai sentito Michael in quelle condizioni estreme, Amir ha detto “Mai, mai in quelle condizioni estreme”. Walgren gli ha chiesto se sentirlo in quel modo lo aveva scioccato e Amir ha detto che è stato piuttosto triste.

RIPRESA CONTROINTERROGATORIO ED CHERNOFF:

Chernoff ha chiesto ad Amir se lui ha mai contattato Cherilyn Lee per conto di Michael Jackson e Amir dice di sì. Chernoff ha chiesto se Amir aveva mai chiamato la Lee perché Michael stava male e Amir ha risposto che lui no, ma una volta Faheem chiamò la Lee perché Michael Jackson non si sentiva bene.


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Michaelforever
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MessaggioInviato: Lun Ott 03, 2011 7:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Testimonianza di Faheem Muhammad


Quarto e ultimo testimone dell’accusa, nella seconda giornata del processo a Conrad Murray, Faheem Muhammad, capo del personale di sicurezza di Michael Jackson.


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Il procuratore Walgren gli ha chiesto di descrivere le sue responsabilità e Faheem ha spiegato che come capo della sicurezza le sue responsabilità andavano dall’assicurarsi che la casa fosse protetta, che i bambini fossero protetti e che giorno per giorno ogni attività da svolgere fosse sicura e pianificata. Generalmente, la sua postazione era nella roulotte della sicurezza. Se Michael voleva andare a fare shopping o qualcosa del genere, Faheem era parte della pianificazione e del trasporto. Faheem era arrivato circa 10 mesi prima di giugno 2009 a lavorare per Michael e il suo impiego iniziale era quello di autista. Poi, era stato promosso a capo del personale di sicurezza.

Per occuparsi di queste cose, Faheem non aveva con Michael Jackson un contatto diretto ma solitamente passava per l’assistente personale di Jackson, Michael Amir Williams.

Faheem ha identificato il dottor Murray, che lui vide per la prima volta a casa di Jackson a marzo 2009. Ha ricordato di averlo visto prima che gli venisse presentato formalmente.

Nei mesi di aprile, maggio e giugno 2009, Faheem vide Murray regolarmente di notte. Il dottor Murray si fermava la notte a Carolwood, Faheem vedeva la sua macchina parcheggiata nel cortile della casa- Ha ricordato che fosse una bmw, come il procuratore Walgren gli ha mostrato:


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Walgren gli ha chiesto se a quel tempo Faheem sapeva perché il dottor Murray veniva alla residenza e trascorreva la notte lì, se conosceva i dettagli in merito alla ragione per la quale il dottor Murray era a Carolwood e Faheem ha detto di no.

Faheem ha detto che sapeva delle bombole di ossigeno che venivano spostate in loco o nella roulotte della sicurezza, che in particolare aveva visto le bombole nella roulotte e il dottor Murray prenderle e spostarle.

Walgren ha ripercorso gli eventi della sera del 24 giugno 2009. Faheem era coinvolto nel trasporto di Michael allo Staples Center e attraverso i tunnel sotterranei Michael veniva portato alla golf cart che lo conduceva nel suo camerino

Mentre Jackson provava, Faheem e il resto della sicurezza dovevano coprire le diverse uscite di emergenza e le porte che non erano controllate, c’erano ragazzi seduti in prima fila e avevano anche la loro personale stanza e c’era un monitor tv come sistema di sicurezza. Faheem gestiva la rotazione del personale.

Walgren: Quella notte del 24 giugno lei è riuscito ad osservare le prove?

Faheem: Sì

Walgren: Da dove?

Faheem: Coprendo location differenti, a distanza, in platea, in verità c’era un sistema di monitor da dove guardavamo il palco nelle sue diverse parti perciò potevamo avere una completa osservazione della performance di Michael Jackson.

Walgren: Quella notte come descrivi le prove?

Faheem: Eccellenti, c’era una grande energia, molto buone.

Intorno a mezzanotte, Faheeem preparò il trasporto di Michael per tornare a casa, stessa routine con il team di avanzamento che faceva strada e lui guidava il veicolo nel quale c'erano Michael Jackson ed il suo assistente personale.

Faheem ha ricordato che ad un certo punto, prima di lasciare lo Staples Center o lungo la strada, è stata fatta una telefonata in sua presenza per essere sicuri che il dottor Murray fosse a casa quando Jackson tornava, la telefonata venne fatta da Amir.

Quando Jackson fece ritorno a Carolwood, c’erano dei fan, i fan normalmente stavano lì, perciò Faheem ha detto che si diressero verso il cancello e Jackson chiese loro di fermarsi così lui poteva avere il tempo a volte di fare foto con i fan e di parlare con loro. Passavano probabilmente 60 secondi prima che il cancello si aprisse, Faheem vide il veicolo di murray, poi si accostarono e parcheggiarono davanti all’ingresso principale.

Arrivarono intorno alle 01:00 am, Faheem e altri della sicurezza portarono i regali dei fan dentro casa e poi augurarono a Michael la Buonanotte. In seguito, ci fu una breve riunione con la sicurezza di circa 10 15 min e quelli di loro che andavano via tornarono a casa.

Walgren: Il 25 giugno 2009 sei tornato a Carolwood?

Faheem: Sì, più o meno alle 11:45. Stessa routine. Ho fatto i controlli di sicurezza, fatto le domande di base alle guardie che erano rimaste lì a controllare la casa e poi ad un certo punto sono andato via per recarmi in banca.

Il procuratore Walgren ha cominciato ad esaminare i tabulati del cellulare di Faheem.

Faheem ha ricevuto una telefonata da Amir alle 12:16 pm. In questa telefonata della durata di 29 secondi, Amir gli chiese di salire subito al piano di sopra. Faheem disse ad Amir che era andato in banca e Amir lo esortò a tornare immediatamente a Carolwood.

La telefonata successiva registrata sul tabulato è una chiamata da Faheem a Derek Cleveland, un altro membro della sicurezza, alle 12:18 pm. Faheen non ha ricordato bene se è riuscito proprio a parlare con lui, è possibile che gli abbia lasciato un messaggio in segreteria per dirgli di correre al piano di sopra e che lui sarebbe rientrato a breve.

faheem è tornato indietro a casa di Michael e una volta rientrato nella proprietà, ha richiamato Amir alle 12:23 pm per 11 secondi. Faheem ha detto che non era solito che loro andassero di sopra e volle fare un doppio controllo chiedendogli se era sicuro che dovesse andare di sopra e Amir disse sì.

Dopo la conferma di Amir, Faheem entrò a casa e andò al piano di sopra.

Walgren ha mostrato alcune prove fotografiche per l'accusa:

il diagramma del secondo piano della casa


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la cima delle scale che guardano il pianerottolo del piano superiore


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una visuale della stanza da letto


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una visuale ravvicinata del letto e della zona del comodino


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Walgren ha chiesto a Faheem di confermare il diagramma della casa di Michael. Dopo le scale, immediatamente sulla sinistra, c’erano le porte di quella che era in realtà la camera da letto di Michael.

Walgren gli ha chiesto se lui è entrato nella seconda camera da letto e ha detto di si. Il procuratore ha mostrato a Faheem la foto della cima delle scale con la visuale del pianerottolo antistante la stanza e la camera da letto dove Faheem ha riconosciuto di essere entrato. Le prime cose che ha visto sono state la guardia del corpo Alvarez in piedi e camminare su e giù e i piedi di Michael a lato del letto, per terra. Continuando ad avanzare, riuscì a vedere il resto del corpo di Michael e vide il dottor Murray vicino al lato del letto.

Faheem chiese ad Alvarez cosa stesse succedendo e Alvarez gli rispose “niente di buono”.

Avvicinandosi vide il dottor Murray che sembrava stesse praticando il CPR a Michael. Murray sembrava molto nervoso e stava sudando.

Walgren gli ha chiesto se in quel momento ha visto il viso ed il corpo di Michael, Faheem ha detto di sì, ha detto di aver visto Michael con gli occhi aperti e la bocca leggermente aperta e che sembrava morto.

Walgren gli ha chiesto se in quel momento notò vicino a Michael apparecchiature mediche come monitor per il cuore e Faheem ha detto di no. Faheem ha confermato di aver visto uno stand per la flebo.

Faheem ha detto che quando ha raggiunto Alvarez nella stanza, il dottor Murray chiese loro: “Qualcuno sa come si fa il CPR?”

Faheem ha detto che all’inizio era scioccato e che dopo poco si è reso conto che c’erano i figli di Michael Paris e Prince fuori alla stanza perché li aveva sentiti. Paris era sul pavimento, confusa, piangeva e Prince stava lì, visibilmente scioccato e piangeva in modo sommesso. Faheem raggiunse i bambini e insieme alla tata che nel frattempo era venuta su per le scale, li accompagnò al piano di sotto.

Faheem poi tornò al secondo piano e sulla scena vide Alvarez che stava assistendo Murray nel CPR. Faheem chiese ad Alvarez se il 911 era stato chiamato e Alvarez gli disse di sì. Faheem si rese conto che l’ambulanza ci avrebbe impiegato del tempo ad arrivare, così Faheem tornò di sotto per preparare le auto. Poco dopo, arrivarono i paramedici e lui li scortò fino alla stanza da letto. Lui era nella stanza mentre i paramedici cercavano di rianimare Michael ma ricorda di averla lasciata due volte: una per mettere già i bambini nella macchina in modo che non vedessero il corpo del padre, l’altra per allertare la sicurezza sulla possibilità dell’assalto dei paparazzi.

Quando il corpo di Michael fu trasportato sulla barella dai paramedici, lui era al piano di sotto insieme ad altre guardie del corpo e i bambini erano in macchina.

Faheem vide il dottor Murray salire sull’ambulanza, poi lui salì sul veicolo dove c’erano i figli di Michael per seguire l’ambulanza fino all’UCLA.

Appena arrivati all’UCLA, i paparazzi si affollarono attorno ai paramedici per cercare di fotografare il corpo di Michael mentre usciva dall’ambulanza, perciò la prima cosa che Faheem e le altre guardie del corpo fecero fu quella di proteggere il corpo di Michael con le loro giacche. Fecero la stessa cosa per scortare i figli di Michael all’ingresso in ospedale.

Faheem parlò poi con la sicurezza dell'ospedale per avvertirli della presenza dei paparazzi e concordare come gestire la situazione, in quel periodo di tempo si divideva tra il pronto soccorso per capire cosa stava succedendo e i controlli con la sicurezza dell’ospedale per fare in modo che i familiari di Michael che man mano arrivavano potessero accedere senza problemi e invece tenere lontano le persone che non dovevano essere lì.

Faheem era all’UCLA quando Michael venne dichiarato morto e ha ricordato l’approccio diretto di Murray che gli disse che era affamato e che aveva bisogno di mangiare qualcosa, che gli chiese un passaggio per lasciare l’ospedale.

Faheem ha detto di non avergli dato il passaggio, che non potevano portarlo da nessuna parte in quel momento. Faheem disse a Murray che all’ospedale c’era una caffetteria.

Dopo avergli detto questo, Faheem ha visto Murray lasciare l’ospedale, l’ingresso all’UCLA è fatto di vetrate e Faheem ha visto Murray incamminarsi per lasciare l’ospedale.

Walgren ha mostrato il video ripreso dalle telecamere dell’UCLA che testimonia questa circostanza:

Faheem non ha più visto Murray dopo di allora. Faheem ha detto che dopo aver parlato con il dottor Murray è andato nella stanza dove erano i suoi figli. E' convinto che in quel momento i bambini erano in procinto di vedere il corpo di Michael. Faheem ha lasciato l'UCLA con Michael Amir Williams, Alberto Alvarez, e non è sicuro, ma forse Isaac, una guardia di Carolwood. Faheem ha detto di non essere certo di dove stessero andando, ma che la polizia li chiamo e chiese a tutto il personale di sicurezza di andare a Carolwood. Faheem ha detto di aver parlato con gli investigatori a Carolwood il 25 giugno e poi nel mese di agosto del 2009.

Walgren ha anche mostrato la foto dello stand per l’endovenosa che Faheem ha detto di ricordare, ma non ricorda se la sacca salina e il tubicino erano attaccati:


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CONTROINTERROGATORIO DI ED CHERNOFF:

Chernoff ha chiesto se quando Faheem è andato via da Carolwood alla fine di quella giornata la macchina di Murray era ancora nel cortile della residenza e Faheem ha detto di sì.

L’avvocato Chernoff ha mostrato un altro video ripreso dalle telecamere dell’UCLA che mostrano Murray nell’ingresso dell’ospedale. Faheem ha identificato Murray, il video è stato registrato in un altro momento (3 minuti prima del video mostrato dall’accusa) quando Faheem non c’era.

Chernoff ha chiesto a Faheem a che ora lui ha lasciato l’ospedale e Faheem ha detto di non saperlo.

Chernoff ha ricordato a Faheem che la prima volta che lui fece la sua dichiarazione riguardo alla crema che Murray voleva andare a recuperare a casa di Michael fu il 31 agosto 2009. Chernoff voleva sapere se c’era anche Alvarez, il giudice ha accolto l’obiezione dell’accusa e Faheem ha detto che lui era nell’ufficio del suo avvocato quando ha fatto quella dichiarazione in presenza dei detective. Chernoff gli ha chiesto se lui vide Alvarez prima di fare quella dichiarazione quel giorno e Faheem ha detto di non ricordarlo. Chernoff gli ha chiesto se lo ha visto dopo e Faheem ha detto di non ricordare nemmeno questo. Chernoff gli ha chiesto se ricordava di aver visto lì Michael Amir Williams e Faheem ha detto di sì.

Faheem ha detto di non aver mai lavorato insieme ad Alvarez prima di arrivare alle dipendenze di Michael nell’ottobre del 2008. Anche con Amir non aveva mai lavorato prima, si conoscono da 10 anni ma prima di allora si erano visti non per ragioni professionali.

Chernoff ha chiesto a Faheeem di confermare se una delle sue maggiori responsabilità era quella di accompagnare Michael Jackson dove lui desiderava. Faheem ha detto di sì e ha detto di ricordare di averlo portato dal dottor Klein in diverse occasioni.

Chernoff gli ha chiesto se quando Michael lasciava lo studio di Klein poteva sembrare un po’ alticcio, un po’ intossicato, Faheem ha detto di sì. Chernoff gli ha chiesto se era mai successo che Faheem accompagnasse Michael dal dottor Klein e poi Michael venisse portato giù per le scale da qualcuno del personale di Klein e Faheem ha detto di sì.

Chernoff ha sostenuto che Michael Jackson disse a Faheem “Devi pensare che io sia matto” riferendosi alle sue frequenti visite da Klein, che gli disse che lui ci andava perché aveva una malattia della pelle, Faheem ha detto di sì, che Michael gli disse che il suo dottore gli aveva detto di andare e lui lo faceva. Faheem non giudicava Michael e non si sentì a disagio per questa dichiarazione di Michael.

Chernoff gli ha chiesto se Faheem a Carolwood, durante il suo servizio diurno, avesse mai visto un altro dottore o un’infermiera, altro personale medico andare a casa di Michael. L’accusa ha obiettato che la difesa doveva limitare la domanda ad un arco temporale preciso, il giudice l’ha accolta e Chernoff ha parlato di un mese prima della morte di Michael. Faheem ha detto di non aver mai visto altro personale medico venire a casa sua.

Chernoff ha chiesto a Faheem se sapeva chi fosse Cherylen Lee, Faheem ha detto di sapere che è un’infermiera e che era stata assunta per i figli di Michael. Faheem ha aggiunto che conosce la Lee da un punto di vista professionale.

Chernoff voleva sapere se la Lee si era mai trattenuta a casa di Michael durante la notte, Faheem ha risposto “non che io sappia”.

Chernoff ha chiesto a Faheem se lui ricordava di aver telefonato alla Lee per conto di Michael il 21 giugno 2009 e lui ha detto di sì, che Michael Amir gli aveva detto che Michael aveva degli strani sintomi, una delle sue mani era calda e uno dei suoi piedi era freddo, e voleva che venisse un dottore per vedere se era tutto ok.

Chernoff gli ha chiesto se lui chiamò prima il dottor Murray e Faheem ha risposto di no, che chiamò la Lee. Chernoff gli ha chiesto se fu lui o Michael a parlare con la Lee, Faheem ha detto di non ricordarlo, di aver prima lasciato un messaggio in segreteria e alla fine essere riuscito a parlare con lei, ma non ricorda che tipo di suggerimento la Lee gli diede. Chernoff gli ha chiesto se la Lee gli disse di portare Michael in ospedale o di chiamare il 911, Faheem ha detto di non ricordarlo.

Chernoff ha chiesto a Faheem se lui raccontò a Murray questo episodio e Faheem ha risposto che lui personalmente no, ma crede che Michael Amir abbia informato Murray.

Chernoff ha ricordato che Faheem parlò due volte con la polizia ma non menzionò questa situazione con la Lee. Faheem ha detto che la situazione non venne fuori.

Chernoff ha detto che Faheem il 25 giugno 2009 disse alla polizia che Murray stava aiutando Michael Jackson perché lui non riusciva a dormire. Lui ha detto che era venuto a saperlo per voci di corridoio, non può parlare per tutti gli altri, ma solo per sé stesso, non ha discusso di questo né con Amir né con Alvarez.

Faheem ha detto di non credere che in casa ci fosse una linea telefonica fissa.

Chernoff ha chiesto di nuovo a Faheem di ricordare i suoi movimenti quella mattina del 25 giugno 2009. Gli ha poi domandato se c’erano delle telecamere di sorveglianza puntate sull’ingresso principale, Faheem ha detto di sì e che la polizia fece richiesta di quelle registrazioni, ma lui non sa quanto sia stato scaricato da quei nastri.

Faheem ha ripetuto di non ricordare cosa ci fosse sullo stand dell’endovenosa nella stanza di Michael, dove non ricorda di aver visto né le bombolo di ossigeno né altre apparecchiature mediche.

Chernoff gli ha chiesto come la sicurezza lasciò l'ospedale. Faheem ha detto di aver ricevuto una telefonata che richiedeva loro di tornare a Carolwood per parlare con gli agenti di polizia.

Faheem parlò con il detective Abdul davanti all’ingresso principale della casa. Ha ricordato che dopo quel colloquio di circa mezz’ora accompagnò il detective Abdul ad Hayvenhurst perché il detective voleva intterogare la tata dei figli di Michael che dopo l’ospedale erano andati a casa della mamma di Michael.

Chernoff ha mostrato delle immagini a Faheem di quei momenti e ha chiesto a Faheem di identificare chi sono le persone in quella foto. Faheem ha riconosciuto sé stesso, il detective Abdul , Alberto Alvarez. Derek Cleveland e Michael Amir.


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RIPRESA INTERROGATORIO WALGREN:

Faheem ha detto che durante il colloquio con gli investigatori il 31 agosto 2009 lui era solo insieme al suo avvocato. Alvarez ed Amir non erano con lui.

Faheem ha specificato che la Lee è un’infermiera olistica, una nutrizionista e questo è tutto quello che fa.


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