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Udienza del 27/09/2011 Trascrizione completa

 
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Michaelforever
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MessaggioInviato: Mer Set 28, 2011 8:29 pm    Oggetto: Udienza del 27/09/2011 Trascrizione completa Rispondi citando

1° GIORNO, 27 settembre 2011. Dichiarazioni di apertura

E’ iniziato oggi il processo a carico di Conrad Murray, il medico personale di Michael Jackson negli ultimi mesi della sua vita. Murray è accusato di omicidio colposo sulla base di una “gross negligence” (grave negligenza) nella sua estrema deviazione dagli standard di assistenza medica a Michael Jackson. Le dichiarazioni di apertura del processo sono programmate per le 08:45 am LAT, ma 20 minuti dopo le porte dell’aula di tribunale al 9° piano sono ancora chiuse. Nel corridoio, restano in attesa i genitori di Michael Jackson, i suoi fratelli Tito, Jermaine, Randy, La Toya, Janet e 6 fortunati sostenitori di Michael Jackson, gli avvocati e l’imputato Murray. A quest’ultimo cerca di avvicinarsi una donna, fermata da due procuratori.

Circa alle 09:20 am LAT è cominciata l’udienza. Dopo una breve introduzione del giudice Pastor per istruire i giurati, la parola è stata data al procuratore David Walgren per la dichiarazione di apertura dell’accusa che in questo processo rappresenta lo Stato della California.

DICHIARAZIONE DI APERTURA DELL'ACCUSA - Vice Procuratore Distrettuale David Walgren:


“Michael Jackson ha messo letteralmente la sua vita nelle mani di Conrad Murray. Questa fiducia mal riposta nelle mani di Conrad Murray, a Michael Jackson è costata la vita. Murray ha somministrato a Michael Jackson il propofol ed altri farmaci il giorno della sua morte. I livelli di propofol erano simili a quelli di un’anestesia generale. Anche il Lorazepam era presente in quantità significative, aumentando gli effetti del propofol. L'indagine è incentrata sul giorno prima e sul giorno dopo la morte di Michael Jackson. Il giorno prima, Jackson era in forze e ha eseguito "Earth Song" durante le prove. Il giorno dopo, era morto. Che cosa è successo durante quel lasso di tempo? Le azioni di Murray hanno portato direttamente alla prematura morte di Jackson. Murray ha ripetutamente agito con grave negligenza e ha negato un’assistenza adeguata al suo paziente. Le sue ripetute azioni incompetenti e non qualificate hanno portato alla morte di Jackson.

Jackson si stava preparando per il "This Is It" tour che sarebbe cominciato a Londra. Voleva che i suoi figli avessero l'opportunità di vederlo esibirsi davanti ad una grande folla. Le prove iniziarono nel maggio 2009 al Center Staging di Burbank con diversi membri del team di produzione. Poi, le prove furono spostate al Forum di Los Angeles per gran parte del mese di giugno, per poi trasferirsi allo Staples Center.

Murray era un medico. Non era un anestesista, non era iscritto all’ordine dei medici come specialista in cardiologia , né con nessun’altra specializzazione. Murray e Jackson si incontrarono a Las Vegas nel 2006. I figli di Michael non stavano bene e Murray curò loro e Michael per dei piccoli malanni. Murray e Michael Jackson rimasero in contatto.

A Murray venne fatta un’offerta per accompagnare Jackson nel suo tour. Murray voleva 5 milioni di dollari, richiesta respinta con una controfferta di 150.000 dollari al mese, che venne accettata. Il contratto, tuttavia, non è MAI stato firmato da tutte le parti. Conrad Murray lo firmò il 24 giugno 2009, ma sul contratto mancano sia la firma della AEG Live (la società organizzatrice dei concerti del This is it che aveva redatto il contratto e avrebbe provveduto a pagare Murray, ndr) sia la firma di Jackson.

Nel mese di giugno 2009, Murray inviò un’email di addio ai sui clienti dicendo che, a causa di una opportunità unica nella sua vita, lui avrebbe sospeso il suo esercizio di medico per loro a tempo indeterminato.

Che cosa è il Propofol? E’ un farmaco anestetico generale. Non è un coadiuvante del sonno o un agente per indurre sonno - è un anestetico generale. E’ un ottimo farmaco se usato da qualcuno che sa cosa sta facendo. Determina la sedazione in modo rapido e altrettanto rapidamente si torna allo stato di coscienza con un minimo di nausea postoperatoria.

Proprietà sfavorevoli devono essere rispettate dal medico che somministra un farmaco così pericoloso, incluse la depressione respiratoria e cardiovascolare. Se il medico non è consapevole e preparato, questi pericoli possono diventare mortali in fretta. Il monitoraggio continuo è obbligatorio, secondo le informazioni accluse alla prescrizione del farmaco.

Il Propofol è disponibile in flaconi da 20 ml e 100 ml. Ciascun ml ha una concentrazione di propofol pari a 10 mg. Questo significa che in un flacone da 20 ml ci sono 200 mg di propofol e in un flacone da 100 ml ci sono 1000 mg di propofol.

Conrad Murray reperì una farmacia per rifornirsi di propofol, ma non fu onesto con il farmacista. Gli disse che aveva una clinica in California, quando in realtà si trattava dell’appartamento della sua fidanzata. Le spedizioni venivano fatte dall’Applied Pharmacy di Las Vegas a questo indirizzo, che corrispondeva all’appartamento della fidanzata di Murray e cominciarono il 6 aprile 2009.

Nella spedizione del 6 aprile 2009, i flaconi di propofol erano10 da 100 ml e 25 da 20ml. Il 28 aprile 2009, ci fu una spedizione di 40 flaconi da 100 ml e 25 flaconi da 20 ml. Il 30 aprile 2009, una spedizione di 10 fiale di lorazepam e 20 fiale di midazolam.

Il 10 maggio 2009, alle 09:05 del mattino, Murray fece una registrazione della voce di Michael Jackson sul suo iPhone. Su quella registrazione ci sono sia le voci di Murray che quella di Jackson La registrazione documenta un Jackson chiaramente sotto somministrazione di farmaci con Murray vicino a lui che lo sta registrando sul suo telefono. Essa rivela che Murray era perfettamente consapevole dello stato di Jackson il 10 maggio 2009.

Ecco un estratto di quella registrazione in cui la voce di Michael parla piano e farfugliando (lascia chiaramente intuire che si stesse risvegliando dall’anestesia, ndr):


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“Dobbiamo essere fenomenali. Quando le persone se ne andranno alla fine di questo spettacolo, del mio spettacolo, voglio che dicano: ‘non ho mai visto nulla del genere in tutta la mia vita. Wow, non ho mai visto nulla di simile, è fantastico. Lui è il più grande intrattenitore del mondo. Io prenderò quei soldi, un milione di bambini, un ospedale per bambini, il più grande del mondo, il Michael Jackson’s children hospital (Ospedale Pediatrico Michael Jackson).”

Nonostante vedesse Jackson in quello stato, Murray ordinò ancora più farmaci, per un totale di 45.000 mg di propofol. Il 10 giugno 2009, Murray ordinò ulteriori 50.000 mg di propofol. Da aprile a giugno, Murray ordinò 155.000 mg di propofol, che equivalgono a 15,5 litri di propofol o a 4.09 galloni, tutti nel giro di 80 giorni. Sulla base di quelle spedizioni, questo corrisponde alla somministrazione di un dosaggio di 1937,50 mg di propofol AL GIORNO.

Il 19 Giugno 2009, Jackson si presentò in condizioni di salute precarie alle prove - brividi, tremore, freddo, confusione. Kenny Ortega era preoccupato. Non aveva mai visto Jackson in quelle condizioni prima di allora. Jackson quel giorno non fece le prove. Ortega avvolse attorno al suo corpo una coperta e gli massaggiò i piedi nel tentativo di scaldarlo. Jackson finì col tornare a casa per il suo cattivo stato di salute.

Il giorno dopo, venne convocata una riunione a casa di Jackson fra Murray, Ortega ed altri riguardo alla salute di Jackson. Murray rimproverò Ortega per la sua preoccupazione, dicendogli di lasciare fare a LUI il medico di Michael.

Non ci furono prove il 21 e il 22 giugno 2009, si tornò a provare il 23. I filmati di quel giorno mostrano un Michael Jackson in forze, che non vedeva l’ora di andare in tour. Il giorno successivo, il 24, stessa cosa. Michael era eccitato perché il giorno dopo avrebbero provato un’illusione per lo spettacolo. Ma lui non fece mai ritorno allo Staples Center.

Murray passò la notte a casa di Jackson ogni notte per quasi 2 mesi. Riportando le sue stesse parole: ‘il suo scopo era di mettere Michael a dormire con il Propofol’".

A questo punto, Walgren ha mostrato ai giurati le fotografie della casa di Michael Jackson a Carolwood, sia gli esterni che gli interni, incluse le foto della camera da letto in cui Michael Jackson è morto.

“Cosa è venuto fuori analizzando gli eventi dalle 01:00 am del 25 giugno 2009 fino alla morte di Jackson? Le indagini delle forze dell’ordine hanno rivelato un Murray molto impegnato al telefono quella notte/mattina con conversazioni telefoniche, e-mail e sms. C’è una e-mail dal broker della compagnia di assicurazione di Londra che cercava di ottenere le cartelle cliniche di Jackson in modo da poter rendere effettiva la polizza assicurativa. Murray rispose alle 11:17 del 25 giugno 2009, dicendo che quanto riportava la stampa sulla cattiva salute di Jackson erano falsità".

Walgren ha mostrato il grafico delle telefonate inviate/ricevute da Murray il 25 giugno 2009.

“Nelle due ore prima che notasse che Jackson era morto, ci fu un uso massiccio del telefono da parte di Murray. Alle 12:12 pm, Murray chiama e lascia un messaggio vocale alla guardia del corpo Michael Amir Williams dicendogli di richiamarlo immediatamente. Williams lo richiama e Murray gli dice che Jackson aveva avuto una "reazione negativa" ad un farmaco. Nessuna menzione sul fatto che qualcuno dovesse chiamare il numero di emergenza 911. Williams, che era ancora nella sua casa, chiama la guardia di sicurezza Alberto Alvarez che si trovava già alla residenza di Jackson e gli dice di correre in aiuto di Murray. Quando Alvarez arriva nella camera da letto, vede nel letto Jackson che a lui sembra morto. Alvarez vede Murray praticare il CPR a Jackson con una sola mano sul letto. Alvarez nota anche un catetere a sistema condom, lui in quel momento non sa che si chiama così, ma nota questo piccolo aggeggio attaccato al pene di Jackson. Murray istruisce Alvarez di raccogliere le fiale dei farmaci e metterle in un sacchetto, insieme alla sacca della flebo. Questo è confermato dai ritrovamenti delle forze dell’ordine durante la perquisizione: essi hanno trovato una sacca salina vuota con una fessura verso il basso e al suo interno una fiala di Propofol.

Solo successivamente, ad Alvarez è stato detto di chiamare il 911. Alvarez ha chiamato il 911 alle 12:20 pm. La telefonata non è stata fatta alle 11:56 am quando Sade Anding, una barista dalla quale sentirete che si considerava la fidanzata di Murray e che ricevette la sua telefonata alle 11:51 am, si rese conto che dall’altra parte del telefono non c’era più Murray ad ascoltarla, né alle 12.15 pm, quando Murray sentì Williams. La squadra di soccorso arrivò sul posto subito dopo la chiamata, ma era troppo tardi. Fecero tutto il possibile per cercare di rianimarlo. Ma le pupille di Michael Jackson erano dilatate e non c’era polso. Murray disse che era appena accaduto, che gli aveva appena parlato. Alla domanda su quali farmaci gli avesse dato, Murray parlò solo di Lorazepam, MAI rivelò di avergli dato il propofol.

Anche Murray salì sull’ambulanza assistendo Jackson lungo il tragitto per l’ospedale. Al pronto soccorso, gli venne chiesto dai medici dell’UCLA cosa avesse preso Jackson e cosa lui avesse somministrato a Jackson. Murray disse Flomax e Lorazepam. Disse che l'unica cosa che gli avevo dato era stato del Valium. Mai una volta Murray ha detto a qualcuno che aveva dato il Propofol a Michael Jackson.

Il flacone di Propofol è stato trovato sul pavimento di casa, insieme ad una siringa sul comodino risultata positiva al Propofol e alla Lidocaina. C’erano i flaconi anche di altri farmaci da prescrizione. C'era anche un libro per l’esame di Cardiologia finalizzato alla certificazione dall’Ordine dei Medici.

Inizialmente, gli investigatori non erano sicuri di quale poteva essere stata la causa della morte di Jackson dal momento che gli esami tossicologici non erano stati ancora fatti. Murray incontrò i detective e disse loro che era il medico personale di Jackson e che lo avrebbe accompagnato durante il suo tour. Disse loro che per oltre 2 mesi, di notte somministrava a Michael Jackson dosi di propofol. Dopo 2 giorni dalla morte di Jackson, era la prima volta che menzionava a qualcuno che stava somministrando il Propofol.

Secondo le sue dichiarazioni alla polizia, Murray mise una flebo nella gamba di Jackson per idratarlo. Alle 01.30 am gli diede del Valium, alle 2:00 am del Lorazepam, alle 03:00 am del midazolam. Alle 4:30 am Jackson era ancora sveglio e Murray sostiene che Jackson gli disse che doveva dormire un po’, anche se questo avrebbe significato saltare le prove, perciò Murray dice di aver dato a Jackson 25 mg di Propofol, che secondo gli esperti avrebbe permesso a Jackson di “dormire” per circa 10 minuti.

Tuttavia, dal momento che Jackson disse a Murray di annullare le prove e lasciarlo dormire, Murray gli diede più di 25 mg. Sulla base delle spedizioni di Propofol a Murray, lui regolarmente gli somministrava più di 25 mg.

Murray ha detto che andò al bagno e, quando tornò, Jackson non respirava più. Questo dagli esperti viene chiamato "abbandono medico" (lasciando il paziente sotto farmaci simili senza assistenza).

Le prove vi mostreranno i tabulati telefonici in dettaglio delle chiamate di Murray nello stesso periodo in cui lui somministrò il propofol a Jackson. Murray stava dicendo per email al broker dell’assicurazione che la precaria salute di Jackson riportata dalla stampa era una falsità, persino quando Jackson giaceva nel suo letto pesantemente sedato. Murray sostiene di non aver detto a Williams di chiamare il 911 perché voleva vedere cosa stava succedendo e lui aveva un paziente di cui occuparsi, non voleva perdere tempo a dare spiegazioni.

Murray ha agito con "gross negligence", un elemento di omicidio colposo, nelle sue azioni/non-azioni nei confronti di Jackson.

Il Propofol è utilizzato in ambiente ospedaliero, con appropriati attrezzature/personale per rianimare un paziente se qualcosa va storto - non è predisposto all’uso esterno a quell’ambiente. Il Propofol non è un agente per alleviare l'insonnia. Usarlo come tale è un’estrema deviazione dagli standard di assistenza medica e gravemente negligente. Non c'era alcuna apparecchiatura di monitoraggio usata per Jackson come è richiesto quando si somministra il Propofol. E’ stato trovato ciò che sembra essere un immacolato, inutilizzato misuratore della pressione sanguigna a bracciale. Murray stava usando il più economico dei pulsossimetri privo di uno schermo di monitoraggio. Per 100 dollari di più Murray si sarebbe potuto procurare materiale per il controllo dell'ossigenazione del sangue, indispensabile con l'uso di un anestetico, in grado di suonare un allarme nel caso i livelli di ossigeno fossero diventati pericolosamente bassi.
Il Propofol richiede un accesso immediato a tutte le apparecchiature standard di rianimazione di emergenza - crash cart, un defibrillatore automatico, il soccorso d'emergenza delle vie respiratorie (tubo trachea, ecc). La combinazione delle benzodiazepine con il propofol ne potenzia gli effetti e aggiunge solo pericolo al pericolo. Ribadisco, nessuna attrezzatura di monitoraggio. Estrema deviazione dagli standard di assistenza medica equivalenti a “grave negligenza”.

Inoltre, nessun consenso informato firmato dal paziente che dimostri che fosse consapevole dei rischi. Altra deviazione estrema dagli standard di assistenza medica.

Grafici e documentazione assenti: deviazione estrema dagli standard di assistenza medica.

IL COMUNE BUON SENSO RICHIEDE DI CHIAMARE IL 911 IMMEDIATAMENTE, ma persino questo non è stato fatto: un’altra estrema deviazione dagli standard di assistenza medica che corrisponde a grave negligenza.

Non c'era nessun rapporto medico-paziente nel quale il dottore dava istruzioni al suo paziente e si rifiutava di fornire assistenza medica inappropriata e persino di andare via se necessario. Piuttosto, c’era un rapporto dipendente-datore di lavoro, dove Murray non lavorava per la salute di Jackson ma per i 150.000 dollari al mese. Era un dipendente ed ha AGITO come tale, non come un medico professionista. Enorme ed immorale violazione degli standard di assistenza medica.

Murray ha ingannato anche i paramedici. A loro non disse mai nulla riguardo al Propofol, anche mentre stavano lavorando nel tentativo di resuscitare Michael Jackson. Estremi, immorali, irragionevoli violazioni dagli standard di assistenza medica. Lo stesso quando gli venne chiesto espressamente dai medici del pronto soccorso - non fece nessuna menzione del Propofol.

Medici esperti vi diranno che le azioni di Murray o la mancanza di esse corrispondono ad un professionista non qualificato e non-formato sotto il profilo medico. Le violazioni dei suoi doveri hanno portato direttamente alla morte di Jackson. Ha dato a Jackson un accesso illimitato al Propofol senza alcun riguardo per la sicurezza di Jackson o della sua vita. Murray ha agito con deviazione estrema dagli standard di assistenza medica che ha avuto come risultato la morte di Jackson.

Murray aveva il dovere legale di assistenza di usare il suo miglior giudizio, di "non nuocere" Jackson. Invece, con un occhio sul suo vantaggioso contratto, ha accettato di fornire regolarmente a Jackson dosi massicce di Propofol.

Metaforicamente e letteralmente, Murray ha ABBANDONATO Jackson il 25 giugno 2009. Ha lasciato un uomo vulnerabile, pieno di tutte quelle medicine, senza apparecchiature di monitoraggio – lasciandolo ad arrangiarsi da solo. Conrad Murray non solo ha violato ogni standard di assistenza medica, ma anche la decenza di un essere umano nei confronti di un altro essere umano.

La grave negligenza di Murray e le sue mani inesperte, insieme alla brama del suo remunerativo contratto remunerativo, ha portato Murray non solo ad abbandonare il suo paziente ma tutti i principi di assistenza medica. Le sue azioni e omissioni hanno agito direttamente come causa della morte di Jackson.

Lo Stato chiede un verdetto di colpevolezza per omicidio colposo sulla base della grave negligenza di Murray."



DICHIARAZIONE DI APERTURA DELLA DIFESA - Avvocato a capo del team di difesa Ed Chernoff:

Alla fine del processo, vi verrà chiesto di determinare se il dottor Murray ha commesso un crimine, non se era un buon medico in astratto. Vi verrà chiesto di determinare chi/cosa è stata la causa della morte di Jackson. Noi crediamo che la pura scienza vi dimostrerà che, malgrado tutto ciò che sia accaduto in passato o qualche ora prima, Jackson era frustrato perché il suo medico non gli dava il farmaco che lui voleva. Ha commesso un atto che ha causato la sua stessa morte. Jackson ha ingerito una grande quantità di Lorazepam, abbastanza da mettere a dormire sei persone. Ha fatto questo quando Murray non c’era.

Quando Murray lasciò la stanza, Jackson si auto-somministrò il propofol. Insieme al Lorazepam, esso ha creato una tempesta perfetta che l’ha ucciso all'istante. Quando Murray tornò nella stanza, non c'era nessun medico o nessun macchinario che avrebbe potuto far rivivere Jackson. E' morto all'istante, così rapidamente che non ha nemmeno avuto il tempo di chiudere gli occhi.

Alla difesa non è richiesto dimostrare cosa è successo, ma il nostro obiettivo lo sarà mettendolo su un piano scientifico. Vi forniremo le risposte a due domande: primo, come ha fatto Jackson ad arrivare a questo punto di disperazione? Secondo, cosa è successo quando Murray era fuori dalla stanza?

Jackson voleva entrare nella storia con i suoi concerti all’arena O2. Sentirete dai testimoni che Jackson non si esibiva da 10 anni. Questa particolare serie di concerti sarebbe stata la sua assoluzione – lui aveva bisogno di fare questi spettacoli. Loro vi diranno che lui era intimamente coinvolto in ogni aspetto della produzione.
Jackson non era solo artisticamente brillante, era un uomo intelligente ed era coinvolto in ogni aspetto del progetto. La danza, la musica, la scrittura - era tutto suo. Questo sarebbe stato il suo ricordo – lui aveva bisogno di fare questi spettacoli.

Randy Phillips vi dirà che l’intenzione non era quella di terminare con "This Is It". Se lui avesse completato questa serie di concerti, avrebbe avuto l'opportunità di un tour mondiale, fatto di 4 tranche. Vedrete scritti da Jackson i suoi piani per 4 o 5 film. Questo equivaleva a centinaia di milioni di dollari per Jackson. Tutto quello che doveva fare era completare la serie all’arena O2. Il problema era che lui non avrebbe mai potuto riuscire a fare questi spettacoli. Jackson aveva un problema che nessuna quantità di determinazione e talento avrebbe mai potuto superare. Sapeva di aver bisogno di aiuto. E nella primavera del 2009, andò alla ricerca di questo aiuto.

Randy Phillips vi dirà che nell'estate del 2008, cominciarono le negoziazioni per il "This Is It". Nel mese di ottobre 2008, lui incontrò Jackson ed altri in un albergo per discutere i parametri dello spettacolo. Jackson pianse durante la riunione. Disse: "Sono stanco di essere un vagabondo. Voglio solo una casa per me e per i miei figli."

Nel gennaio del 2009 Jackson incontrò Phillips di nuovo per firmare il contratto. Jackson firmò per sé stesso come individuo e come presidente della Società Michael Jackson. Jackson era nervoso. Nel contratto si legge "fino a 31 spettacoli," e Jackson aveva paura che non avrebbe venduto i biglietti. Ha venduto così rapidamente che dopo una settimana di semplice pre-vendita, hanno dovuto aumentare gli spettacoli a 50. Jackson accettò a due condizioni: 1) che avesse una casa per lui ed i suoi figli di 16 ettari con dei cavalli e 2) che il libro del Guinness dei primati sarebbe stato lì a documentare l'evento storico.

Nel marzo 2009, venne fatto l'annuncio all’arena O2. Durante l'intero processo - trattative, firme di contratti, discussioni sul tour – il dottor Murray stava aiutando pazienti. Sentirete durante il processo chi è veramente Murray. Non è un medico delle celebrità - non ha uno studio medico che eroga pillole ai ricchi e ai famosi. E' un cardiologo interventista. Ha due studi - uno a Houston e uno a Las Vegas. Esegue l’angioplastica ogni settimana, procedure che richiedono anestesia/sedazione. Si prende cura di persone che hanno avuto, o sono a rischio di un attacco di cuore. Ecco chi era e chi è. Il Signor Walgren ha detto che il compenso mensile di 150.000 dollari era così redditizio che Murray avrebbe fornito qualsiasi farmaco a Jackson. Noi vi porteremo pazienti del Dr. Murray che testimonieranno su ciò che per lui conta più di tutto. Un testimone vi racconterà come Murray abbia aperto una clinica per i malati di cuore nella parte più povera della città, dove non ci sono soldi da fare. Quando i pazienti andavano a farsi visitare da Murray, lui non chiedeva loro in che modo pensavano di pagare, ma in ogni caso si prendeva cura di loro. Avete bisogno di sentire tutta la storia su Murray, e noi ve la forniremo.

Murray incontrò Jackson a Las Vegas nel 2006, quando una delle guardie del corpo di Jackson (il cui padre era stato guarito da Murray) chiamò Murray quando uno dei figli di Jackson si ammalò. Negli anni 2006-2008, Murray curò Jackson per piccoli disturbi, Murray e Jackson erano amici. In due occasioni, Jackson disse a Murray che aveva ansia e problemi a dormire. Murray, che non conosceva il "vero" problema che aveva Jackson, gli prescrisse il Restoril. Per Jackson, era efficace pressoché come l'acqua. Jackson non soffriva di insonnia. Non aveva problemi ad addormentarsi. Lui aveva un'assoluta, profonda e totale incapacità di dormire, non per minuti o ore, ma per giorni.

Il 27 giugno 2009, due giorni dopo la morte di Jackson, io ed il dottor Murray incontrammo gli investigatori. Le uniche cose scelte da me e da Murray furono il luogo (perché ci trovavamo lì) e l’orario (perché dovevamo imbarcarci per un volo). Tutto il resto è stato deciso dalla polizia.

Avevamo fissato la riunione alle 02:00 pm, ma loro la riprogrammarono per le 04:00 pm. Il detective Smith aveva già indagato due volte nella casa di Jackson, presenziato all'autopsia, intervistato il personale ospedaliero, tutti prima di parlare con il dottor Murray. Nessuna limitazione su cosa avrebbe potuto chiedere a Murray, nessun limite di tempo. Murray rispose a tutte le domande accuratamente. Murray disse agli investigatori: “Non so cosa ha ucciso Michael Jackson, voglio saperlo anch’io".

Nel corso della riunione con i detective, Murray parlò dei problemi di insonnia di Jackson . Raccontò loro della discussione a riguardo nella primavera del 2009, quando Jackson andò da lui per chiedergli aiuto. Quello che voi sentirete è il dottor Murray che parla della disperazione di Jackson. Jackson disse a Murray che non riusciva a dormire e che l’unico modo con il quale poteva farlo era con il Propofol. Jackson disse a Murray come doveva essere applicata (con la Lidocaina). Aveva un soprannome per il Propofol - "latte". Il soprannome della Lidocaina era "anti-bruciore".

Murray disse che Jackson lo avrebbe utilizzato con o senza il suo aiuto, perciò Murray accettò di aiutarlo a dormire fornendogli il Propofol.

Lo Stato sostiene che la semplice azione di fornire Propofol a Jackson è negligente. Eppure, quello che voi apprenderete è che Murray fornì Propofol a Jackson per dormire per 2 mesi e in quei 2 mesi Jackson dormì, si svegliò e visse la sua vita. Andò a lavorare e continuò a fare ciò che lui sentiva di dover fare . Le prove non vi mostreranno che Jackson è morto quando Murray gli diede il Propofol per dormire. Mostreranno che Jackson è morto quando Murray ha smesso di darglielo. Apprenderete che Murray disse alla polizia che lui sentiva che il suo ruolo fosse quello di aiutare Michael Jackson a trovare un modo per dormire, ma lui discusse con Jackson che non poteva continuare ad usare il Propofol per sempre.

Murray ordinò benzodiazepine sperando che potesse passare a queste per svezzare Jackson dal Propofol cosicché Jackson potesse dormire in modo naturale. Ciò che Murray disse alla polizia è che il giorno in cui Jackson morì era il terzo giorno di svezzamento. Tre giorni prima di morire, Jackson finalmente accettò di cooperare per svezzarsi dal Propofol. Quel giorno, Murray gli diede la metà della quantità che gli avrebbe normalmente dato (normale sarebbe stato 25 mg + una flebo per mantenere il livello dell’anestesia).Gli diede 25 mg di propofol e le benzodiazepine. E Jackson si addormentò, poi si alzò e andò a lavorare. Il giorno dopo, non gliene diede affatto. Prima notte in 2 mesi nella quale Jackson dormiva senza il Propofol, usato solo le benzodiazepine.

La notte prima che morisse, Murray prevedeva di non dargli il Propofol, ma di passare alle benzodiazepine. Per 10 ore, Murray rifiutò di dargli Propofol, dandogli invece delle benzodazepine. Come si avvicinarono le 10:00, Jackson cominciò a pregare Murray per il Propofol. Murray era confuso - non capiva perché i farmaci non erano riusciti a farlo dormire. Provò a vedere sotto il letto se le medicine erano andate disperse in qualche modo.

Le prove riveleranno alcuni tratti della personalità che Jackson aveva. Lui aveva l'abitudine di dividere le relazioni in compartimenti, di disporli in confezioni separate, come i raggi di una ruota. La ruota girava, ma i gruppi di persone erano come raggi: loro raramente, se mai, si toccavano. Il suo personale di sicurezza sapeva dove lu andava perché ce lo portavano, ma a loro non era permesso di entrare in casa. Il presidente della AEG doveva passare attraverso la guardia del corpo Williams per parlare con Jackson. Sentirete di situazioni del genere con la sua famiglia.

Uno dei raggi della ruota di Jackson era il dottor Arnold Klein. Noi non possiamo chiamare lui o il suo staff a testimoniare ma possiamo fornirvi le cartelle cliniche citate in giudizio che mostreranno i trattamenti che Jackson riceveva nel suo studio.

Klein è un dermatologo. Voi apprenderete che Jackson si recava da lui 3 o 4 volte a settimana per ricevere del Botox o del Restalyne, forse per rimuovere un inestetismo. In ciascuna di queste occasioni, comunque, riceveva un’iniezione di Demerol, da 100, 200, 300 mg. Ci sono state volte in cui ne ha ricevuto più di 1000 mg in una settimana. Noi vi presenteremo un dottore specialista in dipendenze. Vi dimostreremo che il dottor Klein aveva reso Jackson dipendente dal Demerol. Una delle cose più insidiose del Demerol e dell’astinenza da esso è un’assoluta incapacità di dormire per alcuni pazienti.

Quando Murray si è messo a controllare sotto le lenzuola per vedere dove stavano andando a finire le medicine, Murray non faceva parte di quel compartimento, lui non sapeva che Jackson stesse ricevendo questo Demerol. Lo specialista in dipendenze vi parlerà degli eventi nella settimana che ha portato Jackson alla morte. Vi dirà che Jackson stava soffrendo di astinenza dal Demerol e l’insonnia era un risultato di questo. Jackson disse a Murray che non poteva dormire perché nella sua mente gli frullavano continuamente idee e progetti. Ma era anche a causa del Demerol.

Murray spiegò molto dettagliatamente cosa avvenne quando accettò di dare i 25 mg di propofol. Voi sentirete quello che accadde tra Murray e Jackson in quel momento. Jackson disse a Murray intorno alle 10:50 am del 25 giugno 2009:“Se non dormo, se non riesco ad addormentarmi un po’, non posso completare le mie prove. Se non posso fare questo, non posso fare il mio spettacolo. Deluderò i miei fan. Fallirò se non riesco ad esibirmi.”. La conversazione in quella riunione di emergenza a casa di Jackson in realtà riguardò lo staccare la spina sul tour. Quando Jackson disse a Murray quelle cose, si riferiva a quello e Murray sapeva che lui si riferiva a quello. Murray sapeva che Jackson doveva essere in piedi a mezzogiorno. Sapeva che Jackson aveva già le benzodiazepine nel suo sistema, Murray accettò di dargli il propofol, ma solo un’iniezione da 25 mg. Gli diede anche la lidocaina con una siringa. Gli esami tossicologici lo dimostreranno. Quando Murray fece questo, finalmente Jackson si addormentò. Murray controllò il pulsossimetro, la saturazione ed il polso erano normali. Murray lasciò la stanza solo quando si sentì sicuro riguardo a Jackson. Quando Murray lasciò quella stanza, c’era zero propofol nel sistema di Jackson e noi vi spiegheremo perché. Come vi ho detto durante la selezione della giuria, questo è un caso scientifico. State a sentire la scienza e saprete la verità. Voglio che voi sappiate esattamente cos’è il propofol e cosa non è perché in questo caso è il nocciolo della questione. Chiameremo esperti al banco dei testimoni. Il dottor White è un preminente esperto di propofol. Lui è conosciuto a livello internazionale nel campo dell’anestesia, uno degli esperti dell’accusa è stato un suo studente. Lui è conosciuto dai suoi pari come il “padre” del propofol, lui ha sviluppato il protocollo per usare il propofol per la sedazione cosciente in questo paese.

Il dottor White vi dirà cose sul propofol che voi potreste non aver sentito:

Il Propofol normalmente viene usato come un farmaco per via endovenosa (iniettato o attraverso una flebo);

il Propofol non è un veleno o una neurotossina. La sua funzione è: indurre il sonno, inclusa l’anestesia generale per la chirurgia invasiva. La quantità di propofol usata a tale scopo è 2 mg per chilo di peso corporeo, approssimativamente 130 mg per il corpo di Jackson.

Con quella quantità, non solo c’è il pericolo che il tuo cuore si fermerà, ma anche il rischio di andare in apnea. Ma il propofol il più delle volte non è usato per la chirurgia invasiva, ma per la sedazione in quantità inferiori a quelle che occorrono per quelle procedure pericolose. E’ una questione di quantità. Dosaggi di 25-50 mg di propofol (sedazione cosciente) non determinano il pericolo di una restrizione delle vie respiratorie né il rischio di un effetto sul cuore. Questa informazione viene dall’Anestesiologia Americana per il protocollo dei non-anestesisti. E’ un fatto noto. Murray a Jackson diede 25 mg di propofol il giorno in cui è morto. E’ una questione di quantità."

Pausa chiamata dal giudice Pastor alle 12:00 pm. La Corte si aggiorna alle 01:30 pm.

Dopo la pausa, l’avvocato Chernoff riassume la dichiarazione di apertura per la difesa:

"Il dottor White vi dirà che entrambe le somministrazioni di propofol sono una questione di quantità. Come per altri farmaci, come per il Tyleon, prenderne 1 può farvi passare il mal di testa, ma prenderne troppi vi farà perdere il fegato. Il propofol si dissolve.Gli effetti clinici scompaiono molto più rapidamente di altri farmaci, a prescindere da quanto sia il dosaggio ricevuto. Somministrati 25 mg, si dissolveranno e non saranno più nel sangue in 10 minuti. Lo stesso per quantità maggiori, dopo 10 minuti, non resta nulla. La quantità trovata negli esami tossicologici è coerente con una chirurgia invasiva.

Noi riteniamo che gli esperti sia da parte dell’accusa che della difesa diranno che è una quantità superiore ai 100 mg. Ascolterete la testimonianza di un’investigatrice del coroner su ciò che era presente sulla scena, su quello che è stato trovato. Vi dimostreremo che non solo era improbabile che ci fosse una flebo, ma che era impossibile.

Perciò, la domanda che voi dovrete porvi nella stanza della giuria sarà: “come ha fatto Michael Jackson ad assumere più propofol?”

Voi sarete alle prese con questa domanda. Un’azione non può essere la causa della morte a meno che non ne sia un “fattore sostanziale”. Questo è il linguaggio che noi riteniamo avrete nella stanza della giuria, vi sarà detto che un’azione può essere una causa della morte soltanto se è la naturale e probabile conseguenza di quell’azione, quella che una persona ragionevole è probabile sappia che possa accadere se nulla interviene.

Noi riteniamo che il dottor White vi dirà che Murray non può aver ucciso Jackson, non può essere responsabile della sua morte; che le quantità date da Murray non erano in grado di determinarne il decesso; che le precauzioni prese erano sufficienti; che se Murray avesse somministrato quella simile quantità, non sarebbe stata misurabile dopo 10 minuti. La scienza proverà che Jackson deve aver assunto più propofol quando Murray ha lasciato la stanza.

Se i farmaci ricevuti da Jackson il 25 giugno fossero stati esattamente quelli riportati da Murray, questi avrebbero ucciso Michael Jackson? Ciascuno degli esperti vi dirà di no, che deve essere stato consegnato/fornito/assunto da Jackson dopo che Murray lasciò quella stanza. Noi crediamo che sia stato lo stesso Michael Jackson ad assumerla.

Crediamo che quanto accaduto con il Lorazepam dimostri lo stato mentale in cui Jackson si trovava. Nel suo sistema ce ne erano elevate quantità. Murray a lui ne diede solo 4 milligrammi. Se gliene avesse dati a sufficienza per raggiungere i livelli riscontrati dagli esami tossicologici, avrebbe dovuto avergliene somministrate un numero enorme di iniezioni. La quantità nello stomaco di Jackson era di 4 volte superiore a quella nel flusso del suo sangue. Piuttosto che per iniezione, deve averle ingerite per mostrarsi a quel modo nello stomaco. Dal momento che Murray non gli dava il propofol che lui voleva, Jackson ha ingerito fino ad 8 pillole per conto proprio senza il permesso del suo dottore. Quando Murray lasciò la stanza, si auto-somministrò una dose supplementare di Propofol che lo uccise all’istante e non c’era alcun modo di salvarlo.

Questo è un caso emozionante, la storia nel suo complesso è tragica, ma le prove non mostreranno che sia stata responsabilità del dottor Murray. Lui non è un uomo perfetto, come tutti noi non lo siamo, ma questa in corte criminale, non è colpevole.


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MessaggioInviato: Gio Set 29, 2011 4:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'accusa chiama Kenneth Ortega come primo testimone









Ortega elenca un ampio background nella coreografia e nella produzione di film, concerti, spettacoli teatrali, cerimonie sportive. Il primo contatto con Jackson risale al 1990, quando Jackson lo chiamò a casa per esprimergli il suo interesse a lavorare con lui per l’imminente tour "Dangerous" e lui assolutamente colse questa offerta. Per il Dangerous Tour Ortega era il co-creatore dello spettacolo insieme a Michael ed era il direttore della produzione. Ortga è stato co-creatore con Jackson anche del tour "HiStory" e anche di un altro paio di produzioni a scopo benefico che non erano parte di un tour.

Ortega descrive la sua collaborazioni con Jackson estremamente creative, divertenti e piene di ispirazione. Loro due si incontravano all’inizio del processo di produzione e maturavano insieme idee per tutto quello che contribuisce alla produzione nel suo complesso - musica, effetti, costumi, allestimento, luci, ecc. Per quanto riguarda le coreografie, era Michael a crearle per conto proprio e anche insieme ad altri coreografi. Ortega le supervisionava ma non partecipava al lavoro quotidiano sui passi di danza, anzi spesso lui arrivava che molto delle coreografie era già stato preparato da Michael.

“Abbiamo avuto una grande amicizia lavorando insieme come professionisti” ha detto Ortega “Io non ho trascorso molto tempo insieme a Michael quando non eravamo impegnati in qualche produzione, ma negli ultimi anni ci siamo tenuti in contatto un po’ più spesso, visti in qualche occasione e parlati al telefono”

Per il This is Tour, Ortega venne prima informato dalla AEG Live che Michael aveva interesse a coinvolgerlo nei piani di un tour, poi Jackson lo contattò lui stesso al telefono per chiedergli di fare parte di questo tour. Di quella telefonata, Ortega ricorda l’eccitazione di Jackson che usava molto spesso la frase: “This is it”, questo è il momento, e Ortega suggerì che sarebbe dovuto essere questo il nome del tour: “This Is It”. Ortega disse a Michael che in quel momento era coinvolto in un altro paio di progetti ma che avrebbe fatto tutto il possibile per lavorare insieme a lui. Lui cominciò a lavorare sulla produzione a metà aprile del 2009 come co-creatore e co-direttore del tour insieme a Michael, che era completamente coinvolto in tutto ciò che riguardava la produzione come era già avvenuto per gli altri tour.

Ortega e Michael iniziarono a vedersi 4/5 volte a settimana per le loro conversazioni creative sullo spettacolo al Center Staging di Burbank. Ortega ricorda che Jackson era molto entusiasta, convinto che questo fosse il momento di tornare ad esibirsi. Ne era convinto per diverse ragioni, ma Ortega ritiene che quelle più importanti per Jackson fossero il suo desiderio di condividere quello che lui amava fare da una vita insieme ai suoi figli, che erano diventati grandi fan del suo lavoro ed in quel momento erano in un'età nella quale sarebbero stati in grado di apprezzarlo; tornare per i suoi fan, che si erano sempre mostrati leali con lui e ai quali lui teneva tantissimo e li amava profondamente; e perché lui sentiva che la sua musica in quel momento più che mai era adatta alla situazione del mondo: “Earth Song, Will you be there, Heal the Wordl”, voleva usare il palcoscenico come piattaforma per ricordare a tutti l’importanza di fare tutto ciò che possiamo per prenderci cura del pianeta e l’uno dell’altro.

Il procuratore Walgren ha chiesto ad Ortega se i figli di Michael Prince, Paris e Blanket abbiano mai assistito alle prove e Ortega ha risposto di no, che secondo lui Jackson stava aspettando di portarli a vedere gli spettacoli a Londra e voleva che loro rimanessero concentrati sui loro impegni scolastici e i bambini non sarebbero stati più a scuola durante i mesi estivi del tour.

Walgren ha chiesto ancora ad Ortega di parlare della motivazione di Michael legata ai fan e lui ha detto che Michael aveva un rapporto incredibile con i suoi fan di tutto il mondo e loro con lui, era molto affettuoso e speciale e Michael voleva dare indietro ai suoi fan quello che lui riceveva da loro, coinvolgendoli anche nelle decisioni relative alle performance da eseguire nello spettacolo.

Michael sentiva che le canzoni che lui aveva scritto sull’ambiente, sul pianeta, sui bambini erano importanti in quel momento quanto nel momento in cui le aveva scritte, se non di più e perciò lui si sentiva in dovere di assicurarsi che fossero parte dell’esperienza dello spettacolo.

La ragione per la quale la location delle prove fu trasferita dal Center Staging di Burbank al Forum e infine allo Staples Center era essenzialmente lo spazio. Fu trasferita allo Staples Center, circa una settimana prima che Jackson morisse, perché era più grande e più simile all’Arena O2 di Londra dove si sarebbero tenuti gli spettacoli. Sarebbe stata una produzione immensa con enormi schermi tridimensionali e ogni sorta di oggetti scenici, luci, costumi, effetti speciali, effetti pirotecnici. L’idea dello schermo tridimensionale era stata di Jackson, lui ed Ortega avevano creato dei brevi filmati in 3D che avrebbero accompagnato lo spettacolo dal vivo cosicché gli spettatori avrebbero vissuto un’esperienza tridimensionale dal vivo durante lo spettacolo. Ortega ha detto che la fase della produzione relativa all’allestimento cominciò al Forum. Allo Staples Center, vennero fatte le prove tecniche, per esempio sulle luci e su altri elementi dello spettacolo.

Le prove di Jackson erano quasi sempre nel tardo pomeriggio fino alla sera e tipicamente duravano tra le 5 e le 7 ore. Questo intervallo di tempo includeva la creazione, il prendere delle decisioni e provare lo spettacolo. Jackson aveva sempre l’ultima parola su ogni divergenza di opinione relativa alla creazione dello spettacolo.

Dopo aver identificato l’imputato Murray, Ortega ha detto di averlo incontrato un giorno nella casa di Jackson a Carolwood dove lui si era recato per parlare con Jackson di questioni relative alla creazione dello spettacolo. Da quello che ricorda doveva essere metà aprile/inizi maggio del 2009, Jackson presentò Murray ad Ortega dicendogli “questo è il mio dottore”. Ortega ha detto di sapere che Murray era presente a qualche sessione di prova, ha detto di non averlo mai visto al Center Staging di Burbank, di ricordare Murray al Forum e per quanto riguarda lo Staples Center crede di no, ma potrebbe anche sbagliare.

Nel giugno 2009, Jackson non si stava presentando alle prove, più o meno dalla metà alla seconda parte di giugno, prima che si trasferissero allo Staples. Approssimativamente, era l’ultima settimana al Forum. Ortega ha testimoniato che si aspettava l’arrivo di Jackson ogni giorno e invece diventò un’assenza continua. A lui fu semplicemente detto che si trattava di questioni di programmazione e lui in quel momento non poteva conoscere ragioni diverse da questa.

Venerdì 19 giugno 2009, che dovrebbe essere stato l’ultimo giorno di prove al Forum di Los Angeles, Ortega osservò che il suo amico Jackson non stava bene e questo lo preoccupò moltissimo.

Jackson aveva i brividi e sembrava perso, tra il perso e un po’ sconclusionato, sebbene loro stessero conversando e lui poteva rispondere alle domande. Ortega sentì che Michael non stava affatto bene, non a sufficienza per provare. Ortega gli offrì del cibo che Michael accettò. Ortega gli avvolse una coperta attorno al corpo, gli massaggiò i piedi e nella stanza in cui erano mise vicino a Jackson una stufa. Ortega e Jackson parlarono e Jackson gli chiese se quella sera lui poteva semplicemente stare seduto vicino a lui e guardare le prove. Questo è ciò che fecero, per poco meno di 2 ore. Jackson sembrava che non fosse presente, come se ci fosse qualcosa che non andava. Non aveva mai visto Jackson in quel modo prima di allora. Jackson se ne andò prima della fine delle prove. Ortega gli suggerì di andare via e Jackson fu d’accordo.

Poche ore dopo quella sessione, Ortega inviò un’email a Randy Phillips, il presidente della AEG Live, per esprimergli le sue preoccupazioni. L’email risulta inviata alle 02:04 am del 20 giugno 2009. “Nel momento in cui l’ho scritta ero profondamente preoccupato e volevo che anche altri lo sapessero.” ha detto Ortega, che poi è stato invitato dal procuratore Walgren a leggere il contenuto dell’email:


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“Randy,

farò tutto ciò che posso per essere di aiuto in questa situazione, se tu hai bisogno che io venga a casa (sua), fammi semplicemente una telefonata in mattinata. La mia preoccupazione è, ora che abbiamo portato dentro il dottore e siamo stati severi, ora o mai più dobbiamo preoccuparci del fatto che l'artista possa risultare non all'altezza della situazione per problemi emotivi. È apparso molto debole e affaticato questa sera. Aveva dei fortissimi brividi, tremava, era sconclusionato ed ossessivo. Tutto mi dice che lui dovrebbe essere analizzato psicologicamente. Se abbiamo qualche possibilità di farlo riprendere è proprio quella di prendere un bravo terapista che lo sostenga in tutto questo oltre ad un immediato nutrimento fisico. Mi è stato detto dal nostro coreografo che durante la prova costumi con il suo stilista stasera hanno notato che sta continuando a perdere peso. Per quello che posso dire io, non c'è nessuno che si stia assumendo la responsabilità di (prendersi cura) di lui quotidianamente. Dov’era il suo assistente stasera? Stasera io gli ho dato da mangiare, avvolto in coperte per placare i suoi brividi, massaggiato i piedi per calmarlo e chiamato il suo dottore. C'erano 4 guardie del corpo fuori alla sua porta ma nessuno che gli abbia offerto una tazza di tè caldo. Alla fine, è importante che questo lo sappiano tutti, io credo che lui questo lo voglia davvero. Se noi staccassimo la spina, ne sarebbe distrutto, gli si spezzerebbe il cuore. E’ terribilmente spaventato che gli venga portato via. Stasera mi ha chiesto più volte se io avevo intenzione di abbandonarlo. Stava praticamente implorando la mia fiducia. Questo mi ha spezzato il cuore. Era come un ragazzino smarrito. Ci può essere ancora una possibilità che lui possa essere all'altezza della situazione se gli diamo l’aiuto di cui ha bisogno.


Cordiali saluti,
Kenny”



Walgren ha chiesto ad Ortega: “Chiamare il suo dottore, si riferiva a Conrad Murray?”

Ortega: “Sì, signore”

Walgren: “Lei riuscì a raggiungere il dottor Murray quella sera?”

Ortega: “No, signore”.



Walgren poi ha voluto che Ortega precisasse a cosa si riferiva quando scrisse a Phillips che Michael “questo” lo voleva davvero e Ortega ha spiegato che con “questo” intendeva lo spettacolo, il tour e che anche l’espressione “staccare la spina” era riferita al tour.

Walgren quindi fa notare che lo stesso giorno, il 20 giugno 2009 (ore dopo, visto che l’email era stata scritta alle due del mattino), ci fu la riunione a casa di Michael, riunione che Ortega ha detto che venne programmata quel giorno stesso. Lui ne venne a conoscenza perché il suo assistente gli disse che aveva ricevuto una telefonata che gli chiedeva di essere a casa di Michael e lui ricorda di essere andato a Carolwood nella tarda mattinata/primo pomeriggio del 20 giugno 2009, di non aver ricevuto spiegazione in merito ad essa ma lui presunse che riguardasse Michael e quando lui arrivò c’erano Randy Phillips, Frank Dileo, il dottor Murray e Michael.

Una volta lì, Ortega apprese presto qual era l’argomento della riunione e venne affrontato dal dottor Murray che gli disse che era arrabbiato che Ortega non aveva permesso a Michael di fare le prove la sera prima e che lo avevarispedito a casa e disse ad Ortega che “avrebbe dovuto smetterla di provare a fare il medico e lo psicologo dilettante, di essere il direttore dello spettacolo e lasciare la salute di Michael a lui.” Queste sono le parole di Murray per quanto Ortega possa ricordarle nel modo più preciso possibile.

Ortega rispose a Murray che non era stata una sua scelta, che era stata una specifica richiesta di Michael quella di sedersi ed osservare lo spettacolo, sebbene lui fosse stato assolutamente d’accordo, e lui sentiva che in quel momento quel posto era una costrizione per Michael.

Ortega ha ricordato che Murray gli garantì che “Michael era fisicamente ed emotivamente capace di gestire tutte le sue responsabilità per lo spettacolo”.



Walgren: “E lei come ha risposto?”

Ortega: “Ero scioccato”

Walgren: “Perché?”

Ortega: “Perché Michael a me non sembrava che fosse fisicamente ed emotivamente stabile in quel momento”

Walgren: “Dopo l’esperienza della sera prima”

Ortega: “Sì”.



Walgren gli ha chiesto come era stato Murray con Ortega quando gli disse quelle cose, Ortega ha detto che il suo atteggiamento era stato duro e Ortega rispose con cortesia, rivolgendosi poi a Michael perché spiegasse a Murray che quanto accaduto la sera precedente alle prove non era stato imposto da lui a Michael, ma lo avevano concordato e Michael lo confermò in presenza di Murray. Poi, Michael disse ad Ortega che era pronto a prendere le redini, che Ortega non avrebbe dovuto avere timori, che lui era perfettamente in grado di gestire le sue responsabilità, che lui voleva farlo, e chiese ad Ortega di restargli vicino, gli disse di credere in lui. Ortega gli disse che lui gli voleva bene e che si preoccupava per lui e per la sua salute, che erano state queste le uniche ragioni per cui aveva espresso le sue preoccupazioni, Michael rispose che lo sapeva e che stava bene davvero e lo abbracciò. Così, Ortega andò via da Carolwood.

A seguito di quella riunione, ci furono le prove di martedì 23 giugno 2009 allo Staples Center. In quella sessione di prove, Michael non era nelle stesse condizioni del venerdì precedente. Ortega dice che venne alle prove pieno di energia, pieno di voglia di lavorare, pieno di entusiasmo, era un Michael diverso. In questa sessione, Michael provò The Way You Make Me Feel.

Il giorno dopo, il mercoledì 24 giugno 2009, le condizioni di Michael erano stesse del giorno prima, era del tutto coinvolto e partecipò alle prove e ad ogni altro aspetto della produzione. Fu un giorno di prove molto fruttuoso, Michael provò Earth Song ed era felice, chiese ad Ortega se lui lo era e lui rispose di sì.

Il 25 giugno 2009 era in programma una prova particolare, un’illusione. Si trattava di una trasposizione di Michael da un evento musicale ad un altro. Michael sarebbe rimasto su un letto avvolto da fiamme di seta e poi avrebbe fluttuato sul pubblico in un raccoglitore di ciliegie. Michael era molto eccitato perché adorava la magia e l’illusionismo, era felice che fosse arrivato l’intero apparato e finalmente avrebbero potuto fare una prova. La notte prima Michael gli disse di salutare tutti e dire a tutti che lui voleva bene ad ognuno di loro. Ortega gli disse che sarebbe stato tutto pronto l’indomani per quando lui sarebbe arrivato allo Staples così avrebbe potuto provare l’illusione. Si dissero reciprocamente che si volevano bene e si abbracciarono, poi Michael se ne andò.

Ortega arrivò allo Staples il giorno dopo per cominciare il lavoro sull’illusione. Ricevette una telefonata da Paul Gongaware che gli disse che un’ambulanza era arrivata a Carolwood per trasportare Michael in ospedale dove lui era insieme ai dottori e che lo avrebbe richiamato quando avrebbe saputo qualcosa di più. Gongaware lo richiamò e gli disse lapidariamente. "L'abbiamo perso". Ortega ha detto che ci mise un po’ di tempo per risentire la terra sotto i suoi piedi, che era chiaro che ognuno nella stanza stesse ricevendo messaggi e telefonate, che la notizia si era diffusa. Fu convocato tutto il cast dello spettacolo, si misero in cerchio e fu comunicato a tutti che Michael era morto.

Pausa di metà pomeriggio.

Quando l’udienza è ripresa, Walgren ha trasmesso in aula la clip di TWYMMF provata da Michael il 23 giugno 2009.Walgren ha chiesto che età avessero i ballerini che l’hanno eseguita con lui e Ortega ha detto dai 18 ai 24 anni.

Walgren poi ha preparato la proiezione della clip di Earth Song del 24 giugno 2009, prima di avviarla ha chiesto ad Ortega se questa era l’ultima prova fatta da Michael sul palco e Ortega ha detto di sì. Ricorda che dopo quella prova Michael scese dal palco e rimase insieme a lui ad osservare il resto delle prove, il coreografo Travis Payne salì sul palco al posto di Michael per la prova di Heal the World così Michael poté controllare le luci ed altri aspetti tecnici della performance.



CONTROINTERROGATORIO DI ED CHERNOFF:

L’avvocato a capo della difesa di Murray Ed Chernoff ha riportato l’attenzione sulla riunione del 20 giugno. Ortega ha detto di non aver parlato con altri al telefono dell’incidente del venerd’ 19 giugno prima di spedire quell’email. Ortega pensò che fosse stato Gongaware a programmare quella riunione ma non ne è sicuro. Chernoff gli ha chiesto se Ortega aveva capito che parte dello scopo della riunione era discutere delle prove saltate da Michael e a che cosa si riferisse con l’espressione “staccare la spina”, forse a qualche risoluzione del fatto che Michael saltasse le prove. Ortega ha detto: “I miei commenti erano basati su riunioni probabilmente avvenute prima di questa notte quando Michael venne informato del fatto che noi dovevamo prendere seriamente il fatto di venire alle prove”.

Chernoff quindi gli ha domandato se la riunione del 20 giugno 2009 non era stata l’unica nella quale con Michael era stato affrontato il problema che lui saltasse le prove e Ortega ha risposto: “Probabilmente no. Io non ero consapevole di altre riunioni oltre a quella, ma è molto probabile che ce ne fosse stata una perché io sapevo che il dottor Murray stava preparando un programma per Michael per aiutarlo a risolvere questi problemi”.

Chernoff ha chiesto se Ortega sapeva quando Murray aveva fatto questo programma e Ortega ha detto che non lo sapeva. Chernoff ha detto che il programma per Michael fatto da Murray era stato il risultato della prima riunione. Ortega ha detto di non avere idea di chi avesse dato a Murray le direttive per fare quelle programmazioni. Ha ribadito che lui aveva espresso preoccupazioni la settimana prima che Michael morisse e aveva avuto delle conversazioni in merito con Randy Phillips e Paul Gongaware. Frank Dileo non ne era stato coinvolto.

Ortega ha detto che in quella riunione del 20 giugno 2009 lui sentì come se Murray avesse l’impressione che Ortega aveva escluso Michael dalle prove piuttosto che pensare che Michael non era riuscito a provare la sera prima, come se Jackson a lui avesse detto una cosa, e a Murray un’altra. Ortega dice che durante quella riunione lui non voleva "dire a Michael Jackson" quello che doveva fare, in realtà lui partecipò solo 10 minuti all’incontro, dopodiché venne invitato a lasciare la stanza.

Chernoff ha chiesto ad Ortega se ha litigato con Murray durante la riunione del 20 giugno. Ortega dice di no. Ma ha detto che "quello che il dottor Murray mi diceva non era esattamente quello che era accaduto."

Chernoff ha chiesto ad Ortega se lui ricorda di aver detto a Karen Faye di aver “richiamato all’ordine” Michael. Ortega ha risposto di non ricordare quell’espressione, ma che crede che non l’avrebbe mai usata, piuttosto pensa che può aver raccontato alla Faye che Jackson gli aveva detto che stava riprendendo le redini in mano e poteva contare sul loro sostegno. Ortega ha anche negato di aver detto alla Faye di “non placare Michael Jackson”.

Chernoff ha domandato ad Ortega se lui sarebbe d’accordo nel dire che il successo di Ortega in qualche modo era legato al successo di Jackson con il tour ed Ortega ha detto di sì, che il fatto che Jackson non si presentasse alle prove aveva un impatto su tutti, incluso lui perché non sarebbe stato in grado di fare il suo lavoro. Chernoff gli ha chiesto la cancellazione del tour quale impatto avrebbe avuto su Jackson e Ortega ha risposto: "Creativamente sarebbe stato devastato. Voleva veramente fare questo tour ... Professionalmente, sono sicuro che non sarebbe stata una buona cosa".

Ortega ha confermato che le condizioni in cui vide Jackson il 19 giugno 2009 lo spaventarono e ha detto che sì, lui aveva pensato che Michael potesse essere sotto l’effetto di farmaci.

Chernoff ha chiesto ad Ortega se lui conosce il dottor Arnold Klein. Ortega ha detto di averne sentito parlare ma di non averlo mai conosciuto in realtà.

Ortega ha detto di avere avuto delle conversazioni con Murray, che lo invitò a chiamarlo se avesse avuto delle preoccupazioni in merito alla programmazione di Michael. Murray riportò ad Ortega dei suggerimenti in merito a questa programmazione, uno di essi diceva che a Michael fosse concesso pranzare a casa insieme ai suoi bambini.

Ortega ritiene che allo Staples la produzione venne spostata la settimana immediatamente precedente alla morte di Michael. Ha detto che secondo i suoi ricordi allo Staples non ricorda di aver visto Murray, lo ricorda al Forum di Los Angeles. Ortega pensa che allo Staples vennero fatte solo 2-3 prove. Queste prove vennero registrate, così come quelle dal 15 al 19 giugno 2009, su richiesta di Michael, ma solo quando Michael era presente, quando lui non c’era, non si registrava.

Ortega venne assunto dalla Sony Pictures per editare il film This is It, Chernoff gli ha chiesto se c’è una registrazione di Jackson seduto su una sedia avvolto in una coperta e Ortega ha risposto di non averla vista.

Nessuna ripresa dell’interrogatorio da parte dell’accusa, il testimone Ortega è stato congedato.


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MessaggioInviato: Gio Set 29, 2011 4:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Testimonianza di Paul Gongaware

L’accusa chiama Paul Gongaware come suo secondo e ultimo testimone della prima giornata di processo. A condurre l’interrogatorio il vice procuratore distrettuale Deborah Brazil.

Paul Gongaware è il co-direttore generale della AEG Live. Da trent’anni si occupa di produrre e promuovere tour di concerti. Aveva avuto occasione di lavorare con Jackson in passato, la prima volta era stato con il Dangerous Tour, poi ancora con l’HiStory tour. Anche nel This is it tour era coinvolto, come produttore e promotore. Gongaware ha detto che professionalmente lui si muove tra l’arte ed il commercio. Jackson lo ricorda come un ragazzo brillante e molto entusiasta. Gongaware non era responsabile per la pianificazione del programma delle prove. Tuttavia, era coinvolto nella programmazione del tour. Inizialmente, c’era un numero di 31 spettacoli nel contratto fra AEG e Jackson per il tour This is it. Prince aveva fatto 21 spettacoli all’Arena O2 e Jackson voleva farne 10 di più; da qui, la pianificazione dei 31 spettacoli. Gongaware ha ricordato che la gente si registrava online per comprare i biglietti. Loro inizialmente fecero un’offerta di 10 spettacoli che esaurirono tutti i biglietti disponibili all’istante, perciò aggiunsero più spettacoli. Anche per le 31 date i biglietti andarono esauriti immediatamente e anche dopo il tutto esaurito dei 50 spettacoli, c’erano ancora 250.000 persone in attesa per comprare i biglietti.

Il vice procuratore distrettuale Brazil ha mostrato a Gongaware un documento di 11 pagine che lui ha esaminato e identificato come la programmazione delle prove e degli spettacoli di Londra. E’ un calendario che comincia dal mese di maggio 2009. E’ stato Gongaware a creare i calendari e lui ha identificato dove e quando le prove erano state predisposte sul calendario.

Nel luglio 2009, sarebbero dovuto esserci 8 concerti all’arena O2 e 5 prove, con un promemoria mensile dei giorni liberi. In agosto, c’erano 10 concerti e nessuna prova. A settembre, 9 concerti e nessuna prova programmata. Non erano programmate date per ottobre, novembre e dicembre perché l’arena era stata prenotata da altri artisti. A febbraio 2010 erano programmati 10 spettacoli e nessuna prova. Nel marzo del 2010, erano programmati 3 spettacoli. Nei giorni in cui non c’erano spettacoli o prove, Jackson era libero da obblighi.

Riguardo alle prove di maggio/giugno 2009 a Los Angeles, Gongaware era presente durante le prove al Center Staging di Burbank. Gongaware aveva l’opportunità di interagire con Jackson che sembrava felice, eccitato e aveva voglia di lavorare. Gongaware ebbe contatti con Jackson anche quando le prove furono spostate al Forum di Los Angeles, dove lui continuò a vederlo molto entusiasta del suo lavoro. Gongaware era presente ad alcune riunioni nella residenza di Jackson. In un caso particolare, Jackson era in ritardo, ma Gongaware non è riuscito a ricordare la data. Gongaware venne poi a sapere che Jackson era in ritardo perché era stato dal dottore. Gongaware ha detto di non riuscire a ricordare se Jackson tornava da un appuntamento con il dottor Murray o con il suo dermatologo, il dottor Klein. Gongaware notò che Jackson era un po’ stranito e quando arrivò farfugliava leggermente. Comunque, la riunione che era stata programmata si svolse e Jackson vi partecipò. A maggio del 2009 Gongaware ebbe una discussione con Jackson relativa al suo desiderio di assumere Murray come suo medico personale per il tour. Gongaware non conosceva affatto Murray, ma dal momento che si apprestavano ad andare a Londra, lui avrebbe preferito assumere un dottore di Londra che fosse familiare con le strutture mediche del posto. Jackson disse a Gongaware: “Questa è la macchina (riferendosi al suo corpo) e bisogna prendersi cura della macchina. Questo è ciò che voglio, io voglio il dottor Murray.”

Perciò, Gongaware contattò Murray per provare a raggiungere un accordo con lui. Murray voleva partecipare e Gongaware gli chiese quali richieste avesse. Murray gli disse che lui aveva 4 cliniche che doveva chiudere per partire con Michael, che doveva licenziare persone e che per fare questo aveva bisogno di 5 milioni di dollari all’anno. Gongaware gli disse che una richiesta simile non sarebbe mai stata accettata perché Michael non poteva permettersela. Gongaware sapeva che avrebbe potuto ottenere un servizio medico a Londra per molto meno, perciò pose fine alle negoziazioni. Jackson però riportò di nuovo in ballo la questione. L’assistente di Jackson chiamò Gongaware dicendogli che Jackson voleva che lui assumesse Murray.

Gongaware sentì la voce in sottofondo di Jackson dire: “Offrigli 150.000 dollari, offrigli 150.000 dollari”. Gongaware penso che volesse dire al mese e chiamò Murray per fargli questa offerta. Murray in un primo momento disse che lui non poteva farlo per quella cifra. Gongaware disse a Murray che l’offerta veniva direttamente dall’artista e Murray disse immediatamente: “L’accetto”. Murray gli disse di non preoccuparsi della licenza per Londra, che ci avrebbe pensato lui. Disse che lui aveva bisogno di attrezzature mediche, di un assistente e di una casa per la sua famiglia a Londra. Gongaware a quel punto mise in moto il meccanismo per la preparazione del contratto a Murray.

Quando gli è stato chiesto perché Murray era stato ingaggiato per 10 mesi, Gongaware ha detto che lui non ha avuto nessuna possibilità di vedere il contratto finito fra la sua società AEG Live e Michael Jackson, nella cui preparazione non era stato coinvolto personalmente, quindi non disponeva di personali informazioni in merito alle sue clausole.

All’inizio di giugno 2009, Gongaware presenziò ad una riunione a casa di Jackson. Ortega sentiva che Michael non si trovava al punto in cui sarebbe dovuto stare per essere pronto in tempo per la prima data di Londra. Gongaware ha detto che è come una specie di football, dove tu devi allenarti ed essere pronto e poi quando ti trovi sul palco si accelera tutto. Ortega sentiva che Michael in quel momento non era al punto in cui doveva stare e la riunione era per affrontare questa preoccupazione. Erano presenti Jackson, Ortega, Phillips, Dileo, Gongaware e Murray. Jackson non era sulla difensiva, sapeva che loro volevano fare ciò che era meglio per lui nella preparazione del tour. Lo scopo di quella riunione era vedere quello che loro potevano fare per Jackson o dargli per farlo arrivare al punto in cui sarebbe dovuto stare: abitudini alimentari, prove e l’ingaggio nel suo complesso. Jackson era molto ricettivo e Murray molto concentrato. Ascoltò molto e provò a capire la situazione dicendo che lui aveva fatto e sapeva ciò che doveva fare per far sì che Jackson fosse pronto.

La Corte per oggi si aggiorna. Le udienze riprenderanno mercoledì 28 settembre alle 08:45 LAT.


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