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I libri che amiamo!!!!
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szwaby82
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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 2:51 pm    Oggetto: I libri che amiamo!!!! Rispondi citando

-IL GABBIANO JOHNATAN LIVINGSTON


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TRAMA
Questo libro parla della voglia di lottare, di ottenere ciò in cui si crede, e che spesso invece, per paura di fallire o di essere giudicati, non tentiamo neppure di intraprendere. Al di là del testo, che può sembrare in un primo momento fin troppo semplice e forse elementare, narra, infatti, la storia di un gabbiano che scopre la bellezza di librarsi nel cielo, a differenza dei suoi compagni, ai quali interessa solo poter volare per procurarsi il cibo, si cela il significato profondo della vita: la ricerca della libertà. Quella libertà alla quale tante persone ambiscono, quella libertà per la quale tanti individui sono costretti a lottare, ma soprattutto quella libertà che ti rende unico.
Il piccolo e anticonformista Gabbiano Jonathan riesce ad intravedere una nuova via da poter seguire, una via che lo allontana dalla banalità e dal vuoto del suo precedente stile di vita, e comprende che oltre che del cibo un gabbiano vive "della luce e del calore del sole, vive del soffio del vento, delle onde spumeggianti del mare e della freschezza dell'aria...". Jonathan desidera solo poter volare, compiendo così quel gesto considerato tanto inutile, e far partecipi della sua gioia anche i suoi amici, facendo captare loro la sua pienezza, la sua meravigliosa scoperta di quanto sia importante e bello poter e saper volare: ma questi non lo capiranno, accecati da quei valori materiali nei quali intravedono l'unica ragione di vita, e soprattutto fermati dal timore di cambiare, arrivando persino a cacciarlo dallo stormo, vedendolo come una sorta di minaccia. Ma è proprio l'enorme forza di volontà di Jonathan che prevale su tutti gli ottusi preconcetti dei suoi simili: egli continua a volare, e a gioire delle nuove emozioni che riesce a percepire
Ma attenzione, Jonathan non è un ribelle: è solo un giovane gabbiano che compie ciò che "sente" di dover fare, seguendo il suo istinto, la sua mente, il suo cuore, anche se spesso questo comporta a dover fare scelte sofferte, che comunque dimostrano il coraggio delle proprie azioni. Lo stesso Bach, autore del libro, dedica la sua opera al "vero gabbiano Jonathan, che vive nel profondo di tutti noi". Dovremmo tutti avere il coraggio di certe azioni, senza il timore di non riuscire nel nostro intento o di rimanerne delusi. Solo così, aprendo gli occhi, riusciremo a vedere, o comunque percepire, tutte quelle cose che ci faranno sentire finalmente vivi, e saremo capaci di far volare lontano quel gabbiano che è celato nel nostro cuore.
Il sentimento di libertà è presente in tutto il racconto. Bach riesce, con un linguaggio estremamente semplice, a trasferire al lettore quelle emozioni che lui, come autore, e il Gabbiano, come protagonista, possono aver provato. E' pur vero che il sentimento di libertà unito ad un pizzico di trasgressione, catturano sempre l'interesse del lettore. Quando poi tutto viene condito con un buon linguaggio, il successo può considerarsi assicurato. L'ambiente in cui si svolge la vicenda e' un po' insolito, ma il lettore riesce ad immedesimarsi nei personaggi e vive, attraverso la propria immaginazione una grande avventura, e rimane affascinato, viene trasportato con animo e corpo dal Gabbiano Jonathan Livingston, vive le sue stesse avventure di aria pura, di libertà e di entusiasmo.




- PETER PAN


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Tra i sobborghi londinesi di fine ‘800 vive felicemente Wendy Darling (Rachel Hurd-Wood) e la sua famiglia: oltre i genitori, i suoi fratelli con cui divide la cameretta e si diverte a raccontare favole e storie di pirati; lei, però, non è più una bambina, sta crescendo, come dice zia Millicent, deve ricevere un'educazione da signorina e, un giorno, futura moglie di un uomo dell’alta società, e poi chissà, magari, proprio di quel fortunato cui è destinato il suo "bacio" nascosto nell’angolo destro della bocca, come ha sua madre. Ma Wendy non vuole diventare donna: lei preferisce ancora raccontare storie di pirati, continuare ad avere Nana, un San Bernardo, per tata e soprattutto sognare ad occhi aperti: come quella notte in cui vide un ragazzino volteggiare per la stanza, del quale s’era innamorata; quel ragazzino però non era un sogno: era Peter Pan (Jeremy Sumpter), il bambino che non vuole crescere, che ogni sera tornava nella sua città natale per ascoltare di nascosto i racconti di Wendy e che, quella notte, perse per fuggire a Nana la propria ombra nella sua camera.
Una notte Peter Pan ritorna per cercare la propria ombra e Wendy, finalmente, scopre che quello strano ragazzo, a cui aveva appena ricucito l’ombra ai piedi, non era solo un suo sogno, ma che era reale esattamente come lei e che esisteva un luogo lontano, dopo la "seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino", dove anche suoi racconti non erano più soltanto semplici fantasie. Peter l’ammalia con le sue fantastiche avventure e la invita a seguirlo coi fratelli là, Sull’isola che non c'è, dove il tempo non scorre mai, e può dimenticare quel mondo reale, che ormai non le piace più, coi suoi obblighi e le sue regole, esattamente come fece lui.
Grazie a Peter Pan, i tre fratelli scopriranno le fate e che per volare basta un po’ della loro polvere e dei pensieri felici; sull’isola vivranno finalmente tutte quelle avventure che prima avevano soltanto fantasticato: conosceranno gli indiani, combatteranno i pirati e, soprattutto, vedranno il terrificante Capitan Uncino (Jason Isaacs). Wendy, però, si renderà pian piano conto che per Peter la vita è tutta soltanto un grande gioco e che, quei sentimenti che lei nutre, non potranno mai essere da lui realmente ricambiati, per la sua paura di crescere ed il suo rifiuto di tutto ciò che lo farebbe sentire adulto. Delusa, decide di tornare a casa, prima che pure lei ed i suoi fratelli si dimentichino del tutto dei propri genitori, com'è successo ai bambini smarriti.
Dopo aver detto addio a Peter, però, vengono catturati e portati a bordo del JollyRoger, il galeone dei pirati, dove Uncino capirà che per sconfiggere Peter Pan, venuto in loro soccorso, lo deve far sentire solo e privo di amore esattamente com’è lui. Quando Peter Pan è a terra, senza più volontà per combattere, e tutto sembra irreversibilmente perduto, Wendy, donandogli il suo "bacio", gli fa comprendere che in fondo lei lo ama, nonostante abbia deciso di tornare a casa, e gli permetterà di sconfiggere definitivamente i pirati facendo divorare Capitan Uncino dal famoso coccodrillo. Tutti i bambini tornano a casa, compresi i bambini smarriti, tutti tranne Peter Pan, "perché tutti i bambini diventano adulti tranne uno..."


-IL CACCIATORE DI AQUILONI

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Amir vive con il padre in una lussuosa villa con giardino insieme ai servitori Alì e Hassan. Quest’ultimo è sia il migliore amico, sia il fratellastro di Amir. I due passano insieme spensierate giornate e formano un’infallibile coppia nei tornei cittadini dei famosi combattimenti con gli aquiloni. Ma l'amicizia tra i due ragazzini si spezzerà improvvisamente dopo un combattimento tra aquiloni. Successivamente, con l'arrivo dei russi a Kabul, i due amici si separeranno: da un lato Amir e Baba fuggiranno negli Stati Uniti d’America, dall’altro Alì e Hassan scapperanno da Kabul, ma resteranno in Afganistan. A San Francisco Amir trascorre una vita serena, seppur segnata amaramente dalla morte del padre. Un giorno riceve una telefonata dall'Afghanistan dall’amico Rahim Khan, il quale gli chiede di andarlo a trovare. Così Amir lascia l’America per tornare in Afganistan. Rhaim Khan gli parla della vita di Hassan e del figlio Sohrab, rimasto orfano dopo l’assassinio dei genitori. Rahim chiede ad Amir di andare a Kabul a cercare Sohrab per portarlo via dall’Afganistan. Così Amir torna a Kabul dopo più di vent’anni e, arrivato in città con una guida locale, va all’orfanotrofio, per cercare il figlio di Hassan. Ma Sohrab non si trova all’orfanotrofio: è stato portato via dai talebani qualche settimana prima. Così Amir è costretto ad andare da Assef, il capo dei talebani, e combattere contro di lui. Grazie all’aiuto del bambino, il protagonista riesce a scappare dalla dimora dei talebani e porta il giovane in salvo, lontano da Kabul. Infine Amir e Sohrab torneranno in America, ma questo non basterà per cancellare un passato segnato dalle violenze e dalle paure.

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Michael
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MessaggioInviato: Mer Lug 07, 2010 9:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

IL FU MATTIA PASCAL

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Mattia Pascal vive nell'immaginario paese ligure di Miragno dove il padre, che si era arricchito con i traffici marittimi e il gioco d'azzardo ha lasciato in eredità alla moglie e ai due figli una discreta fortuna. A gestire l'intero patrimonio è un avido e disonesto amministratore, Batta Malagna. Egli, dopo la morte della moglie, sposa Oliva, ragazza che Mattia conosce bene, per avere un figlio. Ma l'uomo non riesce ad avere eredi, e crede che sia colpa di Oliva, non pensando che invece sia lui il problema. L'amico Pomino dice al protagonista che ha parlato con una serva, e ha scoperto che Malagna sta tramando qualcosa con la cugina, Marianna Dondi, vedova Pescatore: questa gli avrebbe detto che gli sta bene che non riesca ad avere un figlio, dato che si è rifiutato di sposare Romilda, figlia della vedova e nipote di Malagna, di cui Pomino è innamorato. Ora lo zio si sarebbe pentito di non aver accontentato la nipote. Mattia e Pomino temono che l'uomo stia complottando con la cugina per avere un figlio da Romilda. Pascal aiuta l'amico, e, giusto per stordirlo un po', gli dice che, per salvare la giovane, Pomino potrebbe sposarla. Con la scusa di una cambiale, Mattia si reca a casa di Marianna Dondi, dove trova anche Malagna. Conosce Romilda. Si trattiene poco a casa della vedova Pescatore, per poter tornare ancora da Romilda e dalla madre, che, però, non sembra contenta dell'annuncio di una sua prossima visita. Nonostante il giovane le parli di Pomino, Romilda si innamora di Mattia, e lui ricambia l'amore. Un giorno, la ragazza, rimasta sola con lui dopo che la madre si è allontanata, gli chiede di portarla via. Romilda, viene messa incinta da Mattia, e lui, in seguito a quel loro incontro, pensa come preparare la madre alla notizia del suo inevitabile matrimonio. Ma riceve una lettera da Romilda, in cui lei gli dice che non devono più vedersi. Mattia non comprende il motivo che ha spinto la giovane a chiedergli una cosa simile. Oliva si reca a casa sua per sfogarsi con la madre di lui per la disperazione cagionatale dal marito. Batta Malagna ha annunciato il prossimo arrivo del suo tanto atteso figlio. Mattia, compresa la ragione per cui Romilda gli ha detto che non avrebbero dovuto più vedersi, si sente ingannato da lei. Si reca a casa di Oliva, e le mostra la lettera. La ragazza capisce che Malagna non è il vero padre del bambino che aspetta Romilda, ma Mattia le dice che lei deve far credere al marito che lui può veramente avere un figlio. Pascal ingravida anche Oliva; Malagna scopre il tradimento della moglie, va da Mattia e gli dice che ha disonorato la nipote e che deve rimediare a quello che ha fatto. Il protagonista capisce che Romilda non ha fatto nulla di male per far credere a Malagna di essere il padre del bambino che lei aspetta. La ragazza, infatti, sostiene che, quando ha rivelato alla madre l'amore che ormai la legava indissolubilmente a Mattia, Marianna Dondi è andata su tutte le furie, e le ha detto che non avrebbe mai acconsentito a farla sposare con uno «scioperato». Giunto Batta Malagna, la vedova Pescatore ha lasciato sola Romilda con lui. La giovane gli ha rivelato la sciagura che le è capitata, e gli ha chiesto di opporsi alla madre e indurla a più giusti consigli, dato che lei voleva restare fedele a Mattia. L'uomo si è intenerito, ma non troppo; le ha detto che, essendo Romilda minorenne, è ancora sotto la potestà della madre, che potrebbe anche agire giudiziariamente contro Pascal. Batta Malagna ha rimediato accettando come suo il figlio che sarebbe nato da Romilda. Ma ora che anche la moglie è incinta, dovrà fare da padre al bambino che Oliva aspetta da Mattia.
Mattia è costretto a sposare Romilda e a convivere con la suocera, la vedova Pescatore, che non manca di manifestare il suo disprezzo per il genero, considerato un inetto. Romilda, invidiosa del figlio che sarebbe nato ad Oliva tra gli agi, al contrario del suo, che verrà al mondo nell'incertezza del domani, "non può vedere Mattia". Per salvare il podere della Stia col mulino, si devono vendere le case, e la madre del protagonista va a vivere con il figlio. Ma questo non basta. Pascal cerca di trovare un'occupazione, ma non ci riesce. La vedova Pescatore e Romilda non si dimostrano gentili con la madre di Mattia, e lui teme che, irritate dalla guardia che il giovane fa alla madre, la trattino male. La zia Scolastica la porta via. Un giorno, verso sera, Pascal incontra per caso Pomino. Lui ce l'ha con Mattia per il suo tradimento, ma il protagonista cerca di convincerlo che è stato Pomino a tradirlo, dato il sacrificio che deve compiere vivendo con Romilda e la vedova Pescatore. L'amico gli trova un lavoro: suo padre, entrato nel municipio, dice che la biblioteca di Boccamazza è in misere condizioni, e colui che se ne occupa è fisicamente debole. Grazie a Pomino, Mattia diventa bibliotecario. Un giorno, gli vengono a dire che la moglie sta per dare alla luce il bambino. Lui si precipita a casa, dove Marianna Dondi gli dice di andare a cercare un medico. Dopo aver girato invano, Mattia, esausto, torna a casa, e vi trova il dottore. Pascal vede che sono due bambine quelle che Romilda gli sta dando: una è già nata, l'altra sta per venire al mondo. Una delle figlie muore a pochi giorni, l'altra quando ha quasi un anno. Con la piccola viene a mancare anche la madre di Mattia, nello stesso giorno e quasi nella stessa ora. Una notte intera Mattia vaga per il paese e le campagne, e alla fine si ritrova nel podere della Stia, presso la gora del mulino. Viene aiutato da un vecchio mugnaio di nome Filippo, che lo fa sedere sotto un albero e gli parla della madre e del padre del protagonista. L'uomo lo consola, gli dice che non deve piangere e disperarsi così, perché la figlia è stata accolta nel «mondo di là» dalla sua nonna, che le parlerà sempre di lui e non la abbandonerà mai. Dopo una delle solite scene con Romilda e la vedova Pescatore, che dopo la morte della sua bambina e della madre lo disgustavano, non riuscendo più a resistere alla sua miserabile vita, Mattia fugge dal paese. Strada facendo, pensa di recarsi a Marsiglia, da cui partirebbe per l'America. Ma giunto a Nizza si ferma davanti ad una bottega, dove sono esposti opuscoli che rappresentano la roulette. All'inizio si allontana dalla bottega, ma poi vi entra e, per curiosità, compra un opuscolo. Quindi parte per Montecarlo. Arrivato qui, si ferma a giocare alla roulette, e, con sua sorpresa, vince. Mattia continua a vincere e diventa ricco. Dati i suoi colpi fortunati, una donna gli propone di giocare con lei, ma il giovane Pascal la respinge. Anche uno «spagnuolo» gli porge la stessa richiesta, e lui, dopo averci parlato, se ne allontana. La mattina del dodicesimo giorno, Mattia viene a sapere che qualcuno si è ucciso: è un giovinetto che il protagonista conosceva, avendo entrambi giocato una volta allo stesso tavolino. Pascal ne copre il viso con un fazzoletto. Fugge e ritorna a Nizza per partirne il giorno stesso. Deciso a ritornare a casa per riscattare la sua proprietà e vendicarsi dei soprusi della suocera, un altro fatto muta il suo destino. Mentre è in treno legge per caso su un giornale che a Miragno è stato ritrovato nella roggia di un mulino il cadavere di Mattia Pascal, scomparso da molti giorni, uccisosi per dissesti finanziari.
Sebbene sconvolto, comprende presto che, credendolo tutti ormai morto, può crearsi un'altra vita. Così, con il nome inventato di Adriano Meis inizia a viaggiare prima in Italia e poi all'estero. Infine, decide di stabilirsi a Roma in una camera ammobiliata. Si innamora, ricambiato, di Adriana, la dolce e mite figlia del padrone di casa, Anselmo Paleari, e sogna di sposarla e di vivere un'altra vita, ma presto si rende conto che la sua esistenza è fittizia. Infatti, non essendo registrato all'anagrafe, è come se non esistesse e pertanto non può sposare Adriana, non può denunciare il furto subito da Terenzio Papiano, un losco individuo penetrato nella sua stanza per rubare del denaro, e non può svolgere alcuna delle normali attività quotidiane, poiché privo di identità. Finge così un suicidio e, lasciato il suo bastone e il suo cappello vicino a un ponte del Tevere, ritorna a Miragno come Mattia Pascal.
Sono intanto trascorsi due anni e arrivato al paese, Mattia viene a sapere che la moglie si è risposata con Pomino e ha avuto una bambina. Si ritira così dalla vita e trascorre le sue giornate nella biblioteca polverosa dove lavorava in precedenza a scrivere la sua storia e ogni tanto si reca al cimitero per portare sulla tomba del "fu Mattia Pascal" una corona di fiori. Nella Premessa seconda (filosofica) a mo' di scusa il protagonista decide di mettere per scritto la sua strana vicenda: Mattia lascerà il manoscritto nella biblioteca dove aveva lavorato con l'obbligo però di aprirlo soltanto cinquant'anni dopo la sua terza, ultima e definitiva morte. La prima morte è quella che lo vede suicidato nel mulino della "Stìa", la seconda quella in cui "muore" il suo alter ego Adriano Meis. Il consiglio di mettere per scritto il suo caso viene a Mattia da un suo amico bibliotecario, don Eligio.

COME UN URAGANO

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Come un uragano è un altro romanzo romantico di Sparks ed è ambientato su un'isola della Carolina del Nord nel 1988.
La storia inizia attorno ad un tavolo di cucina, dove Adrienne, tranquilla madre di tre figli e già nonna, decide di raccontare alla figlia, depressa per la morte del marito, ciò che le è accaduto appunto quattordici anni prima.
Adrienne all'epoca era una donna separata e suo marito si era innamorato di un'altra donna, una collega. Un giorno Adrienne venne contattata da un'amica, che gli chiese di sostituirla nella gestione della locanda. Dato che i figli erano già piuttosto grandi, dopo averci pensato, accettò. È qui che incontrò Paul, un medico, di passaggio alla locanda per alcuni giorni, e anche l'unico cliente in quella settimana. Tra una parola e l'altra e con l'arrivo di un uragano, la loro amicizia si fece sempre più intensa e profonda. Adrienne riscoprì sentimenti e emozioni che credeva perdute, ma il destino era appostato dietro l'angolo.
Il tutto porta al dramma finale degno del suo autore.

COME UNA BAMBINA

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Sheila fu assegnata alla classe di Torey Hayden per "bambini speciali" all'età di 6 anni dopo aver legato a un albero un bambino di 3 anni e averlo gravemente ustionato.
UNA BAMBINA è la storia di Torey Hayden del suo tentativo di fare emergere le incredibili capacità di questa bambina torturata.
Alcune parti di questo libro - le orribili molestie sessuali - vi faranno arrabbiare. Altre - la tranquilla descrizione fatta da Sheila della sua rabbia, paure e dubbi - vi faranno piangere. E altre parti ancora - la graduale presa di coscienza di Sheila delle proprie capacità - vi rallegreranno.
Qualunque sia la vostra reazione, credo che sarete d'accordo che da molto tempo non avevate letto un libro con l'impatto emotivo di UNA BAMBINA.
New York Times Book Review

COME IN GABBIA

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Il suo nome era Kevin, ma quelli che si occupavano di lui lo chiamavano Zoo Boy. Non parlava, si nascondeva sotto i tavoli e si circondava di una gabbia di sedie. Non era mai uscito dall'edificio in cui si trovava nei quattro anni da quando era arrivato. Aveva paura dell'acqua e non voleva farsi la doccia. Aveva paura a mettersi nudo e a cambiarsi d'abito. Aveva quasi 16 anni.

Nel disperato tentativo di veder cambiare il ragazzo, lo staff dell'istituto per la cura degli adolescenti di Kevin chiamò la Hayden. Mentre lei leggeva per lui e lo incoraggiava a leggere, infilandosi nella sua gabbia di sedie con lui, Kevin parlava. Poi cominciò a disegnare e dipingere e si dimostrò sveglio e intelligente, manifestando al contempo un odio feroce e mortale per il suo patrigno.

La Hayden scrive in modo molto gradevole. Anche se Kevin doveva incutere molta paura, lui raramente ne fa a lei e questo non è sicuramente un libro che fa paura. Tutti abbiamo bisogno di rassicurazione e in questo mondo disastrato, l'amore funziona ancora. Possiamo guarirci a vicenda, se stiamo ad ascoltare.

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"He RoCkEd My WoRlD...you know...He DiD!!"

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marina56
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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 8:57 am    Oggetto: Rispondi citando

I PILASTRI DLLA TERRA

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Un mistery, una grande rievocazione storica: in quella che è la sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell'Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passione si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e tradimenti, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Un romanzo che si sviluppa lungo più di quarant'anni di storia, i cui indimenticabili protagonisti sono vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.

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marina56
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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 9:00 am    Oggetto: Rispondi citando

[color=red]LA PARRUCCHIERA DI KABUL[/color]

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Da lontano sembrano fiori nella polvere, sprazzi di azzurro nel grigio delle strade di Kabul. Fiori calpestati, ma non spezzati, che sotto il burqa celano storie di sofferenza e coraggio. Come quella di Baseera, promessa sposa a dodici anni a un uomo più vecchio di lei e costretta a partorire sul nudo cemento di un ospedale privo di personale medico. O quella della quindicenne incarcerata perché fuggita dal marito che la picchiava e denunciata alla polizia dagli stessi genitori. A raccontare queste storie è Deborah Rodriguez, una volontaria americana che nel 2002 è partita per l'Afghanistan con una piccola ONG. E stata tra le fondatrici della prima scuola per estetiste della capitale afghana: un progetto nato per offrire a tante donne un'opportunità di indipendenza economica, e per ridare una speranza a quelle che, durante il regime talebano, avevano dovuto chiudere i loro saloni di bellezza e sotterrare gli specchi, proibiti al pari degli aquiloni. La sua testimonianza è anche un inno all'amicizia, perché nell'oasi della Kabul Beauty School, libere dal burqa e dal controllo degli uomini, le donne hanno trovato uno spazio tutto per sé, dove sono nate complicità inaspettate, capaci di superare le barriere erette da una cultura repressiva. In un paese in cui la strada verso la pace e la conquista dei diritti civili sembra impraticabile, questa impresa straordinaria lancia un messaggio di speranza.

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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 1:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Harry Potter e la pietra filosofale


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Il romanzo si apre con la presentazione della famiglia Dursley: Vernon, Petunia e il piccolo Dudley; vivono a Little Whinging, nel Surrey, al n.4 di Privet Drive. Una famiglia apparentemente normale, del resto. Un giorno, però, i Dursley iniziano a notare qualcosa di strano nell'aria: si vedono gufi volare di giorno, si vedono in giro persone vestite in modo strano, il signor Dursley vede addirittura un gatto che legge un cartello stradale. In quello stesso giorno, però, i maghi stanno festeggiando perché il loro nemico più cattivo, Voldemort, è stato sconfitto. È incredibile perché Voldemort non è riuscito a distruggere un insolente bambino, Harry Potter, che viene trasferito nella casa dei suoi zii. La mattina dopo si ritroveranno sulla soglia della loro porta un bambino di appena un anno: il nipote, Harry Potter, figlio della sorella di Petunia, morta insieme a suo marito. Passano molti anni, e Harry, mentre suo cugino Dudley è diventato un ragazzo corpulento, violento e prepotente, è cresciuto nella maniera opposta, maltrattato dai suoi zii: è un ragazzo mingherlino, costretto a indossare i vestiti smessi del cugino, ha gli occhi di un verde brillante e i capelli neri perennemente spettinati. L'unica caratteristica del suo aspetto che gli piace è una sottile cicatrice sulla fronte a forma di saetta: i suoi zii gli hanno raccontato che i genitori sono morti in un incidente stradale, e che quella era l'unico segno della tragedia. Intorno ad Harry, però, sembrano accadere cose strane: ad esempio, ogni volta che gli zii tentano di tagliargli i capelli sempre in disordine, gli ricrescono in una sola notte; il giorno del compleanno di Dudley, visitando un rettilario, Harry non solo "parla" con un serpente, ma, arrabbiato perché il cugino lo ha appena scaraventato sul pavimento, fa sparire il vetro di protezione della vasca, liberando il serpente e guadagnandosi, come punizione, una settimana di fame nello sgabuzzino in cui è costretto a dormire.

Un giorno, prendendo la posta, Harry trova una lettera indirizzata a lui, ma i Dursley gli impediscono di leggerla; nei giorni successivi arrivano altre lettere, tutte identiche, fin quando la casa viene riempita di lettere e abbandonata per spostarsi in una catapecchia su uno scoglio. Lì, il giorno dell'undicesimo compleanno di Harry, fa irruzione nella catapecchia un uomo enorme, Rubeus Hagrid, che gli consegna la lettera e rivela ad Harry la causa di tutte le stranezze che accadevano intorno a lui: Harry è un mago, proprio come i suoi genitori che 10 anni prima sono stati uccisi da un mago malvagio, Lord Voldemort. Harry frequenterà quindi la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, e per farlo dovrà prendere l'Espresso di Hogwarts alle 11.00 del 1° settembre dal Binario 9 ¾ della stazione di King's Cross a Londra; alla stazione conosce Ron Weasley ed Hermione Granger, con i quali sul treno inizierà a stringere una sincera amicizia; incontrerà anche il ragazzo che diverrà il suo acerrimo nemico, Draco Malfoy. Giunti al castello di Hogwarts, gli alunni del primo anno vengono smistati nelle quattro Case, che sono Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde: Harry, Ron e Hermione vengono smistati a Grifondoro, mentre Draco Malfoy andrà a Serpeverde.

Durante l'anno scolastico, i tre amici pensano che il professor Piton (Pozioni) voglia rubare la Pietra Filosofale, una pietra prodigiosa che trasforma ogni metallo in oro e produce l'Elisir di Lunga Vita, e che è nascosta al castello di Hogwarts. Ma in realtà si sbagliano: è Voldemort che ha bisogno della Pietra Filosofale, per cui si stabilisce nel corpo del professor Raptor (Difesa contro le Arti Oscure), il quale cerca di rubare la pietra. Quando Harry, Ron ed Hermione capiscono che qualcuno sta cercando di rubare la pietra, sono costretti a superare tutti gli incantesimi dei professori per arrivare alla pietra. Nell'ultima stanza arriva solo Harry, che trova il professor Raptor davanti allo Specchio delle Brame: lui vede se stesso con la pietra, ma non riesce a prenderla. Mentre Harry si guarda nello Specchio, vede se stesso prendere la pietra e infilarsela in tasca, e d'un tratto sente il peso della pietra che gli scivola in tasca: la chiave per ottenerla, dunque, era il voler trovare la pietra, ma non usarla. Riesce così a sottrarre la Pietra Filosofale a Voldemort, e uccide il professor Raptor (essendo posseduto da Voldemort, questo non può toccare Harry senza provare dolore).

Terminato l'anno scolastico, gli studenti tornano tutti nelle loro case a trascorrere le vacanze estive.

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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 1:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Harry Potter e la camera dei segreti


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Durante le vacanze estive, Harry scopre di trovarsi nei guai: un elfo domestico di nome Dobby, si presenta nella sua stanza a casa Dursley e lo avverte che non può tornare a Hogwarts, perché qualcuno attenterà alla sua vita. Harry non è disposto a rinunciare al secondo anno, e per dispetto Dobby esegue una magia in casa Dursley, facendo cadere a terra una torta preparata per un importante cliente di zio Vernon. In seguito un gufo (mezzo normale di posta dei maghi) recapita ad Harry una lettera ufficiale del Ministero della Magia nella quale gli viene ricordato il divieto di effettuare magie al di fuori della scuola. Visto l'insuccesso dell'affare, i Dursley rinchiudono Harry nella sua stanza, bloccando la finestra con delle inferriate. Fortunatamente una notte i giovani Weasley arrivano davanti alla finestra di Harry a bordo di una vecchia Ford Anglia volante e lo liberano, portandolo a casa Weasley (la Tana), dove il giovane Harry viene accolto come un figlio dai genitori dell'amico Ron. Il primo settembre, tentando di raggiungere il binario 9 ¾, Harry e Ron stranamente non riescono ad attraversare la barriera tra i binari nove e dieci. Perso il treno, decidono di raggiungere Hogwarts con la vecchia Ford volante, anche se vengono visti da sei o sette Babbani, rischiando così di rivelare il mondo dei maghi ai Babbani. Una volta a scuola diviene subito chiaro che non sarà un anno facile. Hogwarts è minacciata da un mostro le cui origini sono oscure e ignote. Gira infatti voce che sia stata riaperta la camera dei segreti, una sala creata da Salazar Serpeverde in persona per tutelare i diritti dei suoi discendenti, che racchiude un mostro terrificante. La prima volta che la stanza fu aperta morì una studentessa (che in seguito si scoprirà essere Mirtilla Malcontenta, il fantasma della ragazza che infesta il bagno del secondo piano). Tutta la scuola è in fermento, e tutti i professori sono preoccupati, così viene fondato il club dei duellanti, dal professor Gilderoy Allock nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Durante il primo incontro si scopre che Harry è un Rettilofono e parla il serpentese, così tutti gli studenti si convincono sia stato lui ad aprire la camera, e cominciano ad evitarlo. Lui aveva detto, involontariamente, al serpente, di lasciar stare il ragazzo a cui si era avvicinato. Harry spiega a Ron ed Hermione, che l'anno prima aveva liberato un serpente allo zoo. Inoltre Harry sente strane voci, che solo lui può sentire. L'unico felice è Oliver Baston, capitano della squadra di Quidditch che è convinto che il terrore seminato da Harry li aiuterà a vincere la coppa. Durante una partita di Quidditch Harry rischia di morire inseguito da un bolide incantato: è di nuovo opera dell'elfo domestico Dobby che, venuto a trovarlo la notte nell'infermeria della scuola, gli assicura di avere solo l'intenzione di proteggerlo. Per scoprire chi ha aperto la stanza Harry, Ron ed Hermione si cimentano nella preparazione della pozione polisucco, nel tentativo di estorcere informazioni a Malfoy. Intanto continuano gli incidenti, ed il Ministro della Magia Cornelius Caramell fa arrestare Hagrid, che viene condotto ad Azkaban. Anni prima, infatti, era stato accusato di aver introdotto un'acromantula nella scuola, e l'animale era stato ritenuto il mostro della Camera dei Segreti: era stato il prefetto, Tom Orvoloson Riddle a denunciare Hagrid. Nonostante questo arresto i problemi continuano ed altri studenti, tra cui la stessa Hermione, vengono pietrificati. Persino il fantasma di Nick-Quasi-Senza-Testa viene pietrificato, e Ginny Weasley scompare rapita. Fortunatamente Hermione aveva risolto il dilemma prima del suo incidente: il mostro è un Basilisco, che solo Harry poteva sentire perché Rettilofono. Per una fortunata serie di coincidenze, il mostro non è riuscito ad uccidere con il suo sguardo, ma solo a pietrificare col suo sguardo riflesso. L'insegnate di Difesa contro le Arti Oscure, quest'anno, è un sedicente mago, un millantatore che conosce solo l'incantesimo per alterare la memoria. Harry e Ron, in missione per salvare Ginny, lo costringono a scendere con loro nella Camera dei Segreti, che può essere aperta solo da un Rettilofono. Nella Camera, Harry si trova faccia a faccia con il giovane Tom Orvoloson Riddle, in realtà Lord Voldemort ai tempi della scuola, tornato in vita tramite un diario incantato che Lucius Malfoy aveva passato a Ginny. Grazie all'aiuto della fenice del professor Silente, Harry riesce a sconfiggere prima il basilisco e poi il ricordo di Riddle salvando così Ginny. Nell'ufficio del preside Harry scopre che Dobby è l'elfo domestico di casa Malfoy e, grazie ad un inganno, lo libera. Egli scopre anche che la notte in cui Voldemort tentò di ucciderlo, egli gli passò involontariamente alcune delle sue capacità, come parlare il Serpentese.

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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 1:50 pm    Oggetto: Rispondi citando




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Harry Potter rientra per la terza volta ad Hogwarts dopo essere scappato dalla casa degli zii Dursley, dove aveva gonfiato la zia Marge Dursley, sorella di zio Vernon, che l'ha ripetutamente umiliato durante il suo soggiorno a casa Dursley, ed aver preso il Nottetempo, un pullman a tre piani; misteriosamente, Harry non viene punito per aver utilizzato la magia fuori della scuola (come gli era stato invece riferito l'anno prima nel caso dell'incantesimo effettuato dall'elfo domestico Dobby): scoprirà in seguito, a Diagon Alley, di essere sotto stretta osservazione. A scuola sono previste nuove materie come Divinazione, la cui professoressa è Sibilla Cooman, e Cura delle Creature Magiche, con Rubeus Hagrid, custode dei luoghi e delle chiavi ad Hogwarts, che ha preso il posto dell'insegnante precedente, ora in pensione. Sono inoltre state introdotte uscite organizzate a Hogsmeade, un villaggio di soli maghi poco lontano da Hogwarts. Harry scopre che un pericolosissimo criminale, Sirius Black è evaso da Azkaban, la prigione dei maghi (nessuno c'era mai riuscito) e gli sta dando la caccia. A scuola inoltre scopre che suo padre (James Potter), Sirius Black, il suo nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure Remus Lupin e Peter Minus, amici per la pelle, avevano fondato un gruppo illegale e non dichiarato di animaghi per proteggere Lupin che, essendo stato morso ancora bambino dal lupo mannaro Fenrir Greyback, era diventato anch'egli un lupo mannaro. Nel corso della prima lezione di Cura delle creature magiche Hagrid mostra agli alunni un ippogrifo di nome Fierobecco, che ferisce alla spalla Malfoy (che lo aveva provocato con offese): per questa ragione l'animale è accusato di essere una bestia pericolosa e viene processato e condannato a morte dal Ministero della Magia . Harry scopre che Black era il "custode segreto" dell'Incanto Fidelius, l'incantesimo di protezione che, lanciato sulla casa dei Potter, la rendeva invisibile e irraggiungibile da Lord Voldemort: Black però tradì i suoi amici rivelando ai Mangiamorte l'ubicazione della casa. Harry inoltre viene a conoscenza che Black è un fedele seguace di Voldemort e che ha ucciso in un colpo solo tredici persone, polverizzando pure l'amico Peter Minus (di cui venne trovato solo un dito) che lo aveva trovato in una strada affollata di babbani; per questo, è stato catturato e rinchiuso ad Azkaban. Inoltre viene a conoscenza del fatto che Sirius era ed è tutt'ora il suo padrino. Per tutto il tempo Harry avrà a che fare con i Dissennatori, creature che si nutrono della felicità e dei bei ricordi della gente. Alla fine, si scoprirà che Minus non era morto nel duello contro Black ma si era trasformato in Crosta, il topo di Ron ed aveva vissuto per tutto il tempo nella famiglia dei Weasley. Si scopre inoltre che in realtà era lui il Custode Segreto dell'Incanto Fidelius, come Sirius aveva suggerito a James Potter (riteneva, infatti, che Minus fosse meno in vista di lui presso i Mangiamorte); Sirius non è cattivo, è sempre stato innocente e cerca in tutti i modi di proteggere e difendere Harry e non ha mai ucciso nessuno: essendo il suo padrino gli vuole bene e gli chiede di andare a vivere con lui, ma con la fuga di Peter Minus il Ministero della Magia non può scoprire la verità sugli omicidi di cui è accusato; Sirius, perciò, deve darsi alla fuga per sfuggire ai dissennatori, che continueranno a dargli la caccia tentando di infliggergli la punizione più atroce: il loro bacio, che succhia via l'anima. Il capitolo della saga si conclude con la fuga di Sirius con Fierobecco l'ippogrifo, sfuggito alla morte grazie a una giratempo manovrata da Hermione: uno strumento per far tornare indietro il tempo (molto pericoloso, in realtà, se usato in mani sbagliate) che gli era servito per frequentare tutte le lezioni scolastiche; la fine dell'anno scolastico vede anche le dimissioni del professor Remus Lupin che, rivelatosi essere un lupo mannaro, è costretto a lasciare Hogwarts: la sua natura di lupo mannaro, infatti, era il motivo delle sue frequenti assenze dalle lezioni. Nel viaggio di ritorno sul treno Harry scopre che la Firebolt, il manico di scopa più veloce del mondo, che Harry aveva trovato tra i suoi regali di Natale, e che gli era stata sequestrata perché la si temeva maledetta, era un regalo di Sirius; quest'ultimo regala anche un gufo a Ron (che si chiama Leotordo), affettuosamente chiamato Leo.

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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 1:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Harry Potter e il calice di fuoco


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« Come sapete, tre campioni gareggeranno nel Torneo [...] uno per ogni scuola. Essi otterranno un punteggio in base all'abilità dimostrata in ciascuna delle prove del Torneo e il campione che avrà totalizzato il punteggio più alto dopo la terza prova vincerà la Coppa Tremaghi. I campioni verranno designati da un selezionatore imparziale... il Calice di Fuoco. »

(J. K. Rowling, Harry Potter e il Calice di Fuoco)
La finale della coppa del mondo di Quidditch

La vicenda inizia con un sogno di Harry: Lord Voldemort e Codaliscia hanno trovato un rifugio temporaneo presso la villa dei Riddle a Little Hangleton. Frank Bryce custode della casa nota una luce provenire da una camera della villa e va a vedere chi siano gli intrusi. Nonostante non abbia fatto alcun rumore che desti l'attenzione degli intrusi, Frank Bryce arrivato viene scoperto dal serpente Nagini e ucciso da Voldemort. Al suono delle urla di Frank Bryce, a Privet Drive Harry si sveglia all'imporovviso dall'incubo, ma non ne ricorda tutti i dettagli. Harry sente un dolore molto intenso provenire dalla sua cicatrice. Un dolore simile lo aveva avvertito solo in presenza di Voldemort, e per questo scrive preoccupato una prima lettera a Sirius Black, suo padrino, fuggito l'anno precedente da Azkaban.

Qualche giorno dopo, i Weasley lo invitano ad andare con loro per vedere la Coppa del Mondo di Quidditch. La cosa non rende entusiasti gli zii di Harry, Vernon e Petunia Dursley. Ciò nonostante acconsentono dopo che Harry ha minacciato di scrivere del negato permesso al suo padrino Sirius Black, che i Dursley vedono come uno spietato assassino. Così il signor Weasley, con i due figli gemelli, Fred e George, si reca a Privet Drive 4 tramite la polvere volante per portare Harry alla Tana. In questa circostanza il signor Weasley fa la conoscenza dei parenti di Harry. Questo primo incontro non è tranquillo a causa di alcuni disguidi ed incomprensioni, che creano il panico nella famiglia Dursley.

Harry e la famiglia Weasley si recano così al luogo dove si terrà la finale della Coppa del Mondo di Quidditch. La partita viene disputata tra l'Irlanda e la Bulgaria. Dopo alcune azioni spettacolari, l'Irlanda vince, nonostante Viktor Krum, il cercatore della Bulgaria, prenda il boccino d'oro. Durante la serata, al termine dei festeggiamenti, il campeggio dove tutti i maghi del mondo si erano dati appuntamento, viene messo a soqquadro dai Mangiamorte, seguaci di Voldemort. Questi maltrattano dei babbani fino a quando non appare in cielo il Marchio Nero, simbolo di Voldemort, lanciato con la bacchetta di Harry da un uomo ignoto, e che ha l'effetto di spaventare i Mangiamorte e farli fuggire.
L'annuncio del Torneo Tremaghi [modifica]

Harry trascorre il resto della sua vacanza insieme a Hermione e Ron alla Tana (casa della famiglia Weasley) dove conosce il fratelli maggiori di Ron: Bill e Charlie. Sul treno incontrano tutti i loro amici di Hogwarts e anche il loro acerrimo nemico: Draco Malfoy seguito, come al solito, da Tiger e Goyle. Durante il banchetto di benvenuto Albus Silente, il preside di Hogwarts, avvisa gli studenti che il torneo di Quidditch quell'anno non avrà luogo. Infatti, dopo quasi un secolo è stato deciso di organizzare nuovamente il Torneo Tremaghi. Questo torneo viene svolto tra tre scuole di magia e stregoneria: Hogwarts (Inghilterra), Durmstrang (Bulgaria) e Beauxbatons (Francia). Tale torneo che consiste in tre prove che tre campioni, uno per ogni scuola, dovranno affrontare. Lo scopo principale della competizione è quello di approfondire i rapporti con altre persone di nazionalità diverse. Le delegazioni delle scuole di Durmstrang e Beauxbatons arrivano nella serata del 30 ottobre con una barca e una carrozza trainata da cavalli volanti. Durante la cerimonia di benvenuto, Silente descrive a tutti gli studenti il Torneo Tremaghi, precisando che solo i maghi con più di 17 anni potranno candidarsi a diventare campioni della loro scuola. I campioni vengono scelti dal Calice di fuoco tra tutti gli studenti che hanno messo al suo interno un pezzo di pergamena con su scritto il proprio nome e la scuola di appartenenza. I campioni scelti sono: per Hogwarts Cedric Diggory il cercatore della casa di Tassorosso, per Durmstrang Victor Krum e per Beauxbatons Fleur Delacour, una ragazza in parte Veela. Ma il Calice di fuoco presenta a sorpresa un quarto campione: Harry Potter. Tutti cercano di capire cosa è successo, ma nessuno lo scopre e quindi Harry deve affrontare il torneo come secondo campione di Hogwarts.

Questo fatto non rende simpatico Harry nemmeno agli occhi del suo miglior amico, Ron. Infatti questi si arrabbia con Harry, perché lui al suo confronto è sempre al centro dell'attenzione. Anche il resto della scuola se la prende con lui. In particolar modo Draco Malfoy, che non perde l'occasione di umiliare Harry, inventando e distribuendo spille con slogan contro Harry. Gli unici che gli credono e hanno fiducia nella buona fede del giovane mago sono Hermione e Hagrid).
La prima prova [modifica]

Tutti cercano di svelare a Harry quale sia lo scopo della prima prova. Hagrid riesce a diglierlo con uno stratagemma: ognuno dei campioni deve affrontare un drago e impadronirsi dell'uovo d'oro che è sotto la sua stretta protezione. Quando lo viene a sapere, Harry lo dice a Cedric per lealtà nei suoi confronti, dato che anche i presidi delle altre due delegazioni, e quindi i rispettivi campioni, sono a conoscenza della prova. Alastor Moody, il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, avendo preso Harry molto in simpatia, gli fornisce alcuni consigli su come affrontare i draghi. Arriva il giorno della prova e tutti riescono a superare la prova abbastanza bene, Harry usa l’incantesimo di Appello per chiamare a sé la Firebolt, la scopa che l’anno prima gli ha regalato Sirius, il suo padrino, riesce a far decollare il drago e gli ruba l'uovo procurandosi una ferita alla spalla. Dopo la gara Harry e Ron riescono a fare pace.
Il ballo di Natale [modifica]

La professoressa McGranitt annuncia il Ballo del Ceppo una cerimonia del Torneo Tremaghi, che ci sarà nei pressi del Natale: Harry invita Cho Chang, ma lei è già impegnata con Cedric, alla fine va al ballo con Calì Patil mentre Ron invita la sorella gemella, Padma Patil una studentessa di Corvonero; Hermione viene invitata da Victor Krum. Alla fine del ballo Cedric restituisce il favore fattogli precedentemente e svela a Harry che per capire in cosa consiste la seconda prova bisogna aprire l'uovo sott'acqua. Harry segue il suo consiglio, ma non fa in tempo a prepararsi, allora Dobby, l'elfo domestico, lo aiuta dandogli l'Algabranchia: una specie di alga che lo farà respirare sott’acqua tramutando chi la ingerisce in una specie di creatura marina.
La seconda prova [modifica]

Arriva il giorno della seconda prova che consiste nel recuperare delle persone che stanno a cuore ai campioni nel fondo del lago. Harry, che ha preso sul serio l'indovinello dell'uovo, porta a riva non solo Ron, ma anche la persona che doveva essere salvata da Fleur: la sorella Gabrielle Delacour.
La terza prova [modifica]

La terza prova si tiene quasi alla fine dell'anno scolastico verso la metà di giugno e consiste nell'attraversare un labirinto pieno di creature magiche e di trappole. Harry e Cedric arrivano insieme alla fine (il falso professor Moody controllava con la Maledizione Imperius dal perimetro del labirinto Viktor Krum e aveva messo fuori combattimento Fleur delacure) e decidono di prendere nello stesso istante la coppa Tremaghi, che in realtà si rivela essere una passaporta che li trasporta in un cimitero dove Voldemort e il suo servo Codaliscia uccidono Cedric. (in realtà è Codaliscia a uccidere Cedric sotto l'ordine di Voldemort prima che il ragazzo abbia il tempo di accorgersi che cosa sta succedendo. Poi incatenano Harry ad una tomba e compiono il rito per far ritornare Voldemort in carne e ossa con i suoi vecchi poteri intatti.)
La rinascita di Voldemort [modifica]

Codaliscia prepara una pozione, con una parte del corpo di Tom Riddle (padre babbano di Lord Voldemort), con la sua stessa mano amputata e con il sangue di Harry, con la quale fa risorgere Voldemort.) Voldemort chiama i Mangiamorte, per farli assistere al suo incontro con Harry che riesce miracolosamente a sfuggire e a prendere la passaporta per tornare a Hogwarts assieme al corpo di Cedric. Riesce a cavarsela grazie al Prior Incantatio: i fantasmi delle persone uccise dalla bacchetta di Voldemort tornano in senso cronologicamente inverso alla loro scomparsa, finché non si arriva ai genitori di Harry. Questi parlano al ragazzo e gli dicono che possono dargli solo qualche minuto una volta interrotto il legame tra la sua bacchetta e quella di Voldemort, per scappare. Harry trascina con se il corpo senza vita di Cedric.
Il ritorno ad Hogwarts [modifica]

Ritornati ad Hogwarts Harry tramite la pozione Veritaserum scopre che il professore di Difesa contro le arti oscure non era Moody ma il figlio di Crouch (Barty Crouch Jr.), che fuggito da Azkaban si è riunito a Voldemort. Nel corso dell'anno ha tenuto prigioniero il vero Moody in un baule con sette serrature e prendeva le sue sembianze grazie alla Pozione Polisucco e imparava le sue abitudini con la maledizione Imperius. Inoltre si scopre che lui stesso è l'assassino del padre. Nel banchetto di fine anno Silente annuncia agli studenti che Voldemort è tornato e che è stato lui a uccidere Cedric.

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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 1:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Harry Potter e l'Ordine della Fenice


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Concluso l'anno scolastico che ha visto la rinascita di Voldemort, Harry Potter torna come tutte le estati a Privet Drive, dove invano cerca (nonostante l'ostilità degli zii) di ottenere qualche notizia sul suo nemico attraverso i giornali e i notiziari televisivi. L'isolamento gli procura un senso di rabbia e di frustrazione, accresciuta dal fatto che nelle lettere che riceve da Ron e Hermione legge che i due amici si trovano insieme e sono molto occupati. Un pomeriggio, mentre litiga con il cugino Dudley, Harry è assalito dai Dissennatori ed è costretto, per salvare Dudley che rischia di essere "baciato" da uno di loro, a ricorrere all'Incanto Patronus: soccorso da Arabella Figg, la vicina di casa amante dei gatti che scopre essere una maganò, Harry torna a casa con Dudley ferito e scopre di essere stato espulso da Hogwarts per aver usato la magia fuori dalla scuola, ma che la sentenza è al momento sospesa in attesa di un'udienza disciplinare. Minacciato dallo zio, che lo vuole cacciare di casa per quello che è successo a Dudley, Harry rimane a Privet Drive grazie all'intervento della zia, che dopo aver ricevuto una strillettera convince il marito a far restare Harry. Qualche giorno dopo, Harry viene prelevato da un gruppo di maghi capeggiati da Malocchio Moody e condotto a Grimmauld Place, nella casa paterna di Sirius Black che, resa invisibile grazie a un Incanto Fidelius, è divenuta la sede dell'Ordine della Fenice, una società segreta capeggiata da Albus Silente con lo scopo di combattere Voldemort; scopre anche che il Ministero della Magia nega la notizia del ritorno di Voldemort, e ha iniziato a screditare Silente, e Harry stesso, per il fatto che essi hanno affermato la notizia. Presentatosi all'udienza, Harry viene assolto grazie all'intervento di Silente, che tuttavia per tutta la durata dell'udienza non gli rivolge nemmeno uno sguardo; tornato a Grimmauld Place, scopre che Hermione e Ron sono stati nominati prefetti. Tornato a Hogwarts, scopre che molti pensano che lui sia un visionario e che il ritorno di Voldemort sia una sua invenzione: Harry litiga più di una volta con i compagni a questo proposito, e per aver osato dichiarare che Voldemort è rinato di fronte alla nuova insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, Dolores Umbridge (una strega collocata a Hogwarts dal Ministero, per controllare l'insegnamento magico nella scuola, che si rifiuta di far usare la magia agli studenti), viene punito molto duramente. A causa delle punizioni, Harry fatica a stare alla pari coi compiti, ma è rinfrancato dalla proposta di Hermione di fondare un'associazione segreta chiamata Esercito di Silente, che ha lo scopo di preparare all'uso di incantesimi difensivi, cosa che la Umbridge rifiuta di fare a lezione; mentre l'Esercito di Silente si addestra all'uso degli incantesimi nella Stanza delle Necessità, Harry continua ad avere delle visioni notturne ricorrenti finché, una notte, si sveglia dopo aver visto sé stesso, nelle fattezze di un serpente, assalire e ferire gravemente il padre di Ron, Arthur Weasley. Spaventato, Harry si dirige con Ron verso l'ufficio del preside e gli racconta l'accaduto. Silente, usando una passaporta, lo manda insieme ai Weasley nel quartiere generale dell'Ordine della Fenice, dove trascorre il Natale. Fortunatamente il signor Weasley si riprende. Durante una visita al padre di Ron, ricoverato all'Ospedale San Mungo, Harry origliando una conversazione scopre che Voldemort può possederlo e vuole servirsi di lui per compiere i suoi piani; scoprirà anche il luogo dove hanno luogo le sue visioni: è l'Ufficio Misteri del Ministero della Magia, di cui Harry aveva visto l'ingresso recandosi all'udienza disciplinare, e man mano che egli continuerà ad avere le visioni notturne, sempre più proseguirà ad esplorare quel luogo misterioso. Al San Mungo Harry e i suoi amici, dopo Natale, incontrano i genitori di Neville, diventati pazzi per essere stati torturati da Bellatrix Lestrange con la maledizione Cruciatus, e il loro ex professore di Difesa contro le Arti Oscure, Gilderoy Allock, che ha perso la memoria e non li riconosce. Prima di tornare a scuola Harry riceve la visita di Piton, che gli spiega che Silente, per evitare che venga posseduto da Voldemort (per questo ha sognato di essere un serpente la notte in cui il padre di Ron è stato aggredito), vuole che egli studi Occlumanzia: e sarà proprio lui, Piton, a insegnargliela; tuttavia, a causa di un ricordo del professore che Harry vede nel Pensatoio, e che riguarda uno scherzo e un'umiliazione fattigli dal padre di Harry, James Potter, Piton si infuria e decide di non dargli più lezioni private. Nel frattempo le lezioni dell'Esercito di Silente vengono scoperte a causa del tradimento di un'amica di Cho Chang (la ragazza che Harry ha baciato e che ha invitato a una purtroppo fallimentare uscita di San Valentino), che proprio in quanto traditrice del patto firmato tra i membri dell'ES si ritrova un'orrenda scritta in faccia grazie a una fattura di Hermione: sarà questa una delle cause del litigio definitivo tra Cho e Harry. Nel frattempo, scoperta l'organizzazione segreta, Silente si autoaccusa per coprire Harry e scompare da Hogwarts, avendo cura di sigillare il proprio ufficio, mentre la Umbridge viene nominata preside. Arriva il periodo degli esami, che per Harry e i suoi amici sono importanti perché con essi possono conseguire i G.U.F.O., i diplomi ordinari che si possono acquisire alla fine del quinto anno; gli esami vanno abbastanza bene per Harry, in particolare quello di Difesa contro le Arti Oscure, ma durante l'esame di Storia della Magia Harry crolla a terra e ha una visione di Voldemort che tortura Sirius all'Ufficio Misteri: sbarazzatosi insieme ai suoi amici della Umbridge, che lo voleva torturare con la maledizione Cruciatus (scoprendo anche che era stata lei ad ordinare ad i dissennatori di attaccare lui e Dudley l'estate scorsa), Harry insieme a Ron, Hermione, Ginny, Neville Paciock e Luna Lovegood sale in groppa a dei thestral e si reca a Londra al Ministero, per soccorrere Sirius (ignorando che, in realtà, la visione è falsa ed è stata provocata da Voldemort stesso, con l'intento di attirare Harry al Ministero). I ragazzi si dirigono verso il luogo sognato da Harry, la Stanza delle Profezie, nell'Ufficio Misteri. Qui trovano su uno scaffale una sfera contenente una profezia su Harry e Voldemort predetta dalla professoressa di Divinazione, Sibilla Cooman circa sei mesi prima della nascita di Harry e Neville (i due, infatti, sono nati lo stesso giorno), che viene poi accidentalmente distrutta. A un tratto vengono circondati da alcuni Mangiamorte, i sostenitori di Voldemort, dai quali cercano di fuggire senza successo. Scoppia una battaglia, e proprio quando tutto sembra perduto, nella Stanza della Morte (una strana stanza che Harry e gli amici hanno visitato poco prima, con un arco e un velo dietro cui si sentono delle voci), sempre all'interno dell'Ufficio Misteri, vengono loro in aiuto i membri dell'Ordine della Fenice, compreso Sirius, che muore in uno scontro con sua cugina Bellatrix Lestrange, la quale invoca contro di lui una maledizione che lo spinge oltre lo strano velo. Harry, che vuole vendicare la morte di Sirius, insegue Bellatrix ma quando arriva all'ingresso compare Lord Voldemort e, nello stesso tempo, Silente. I due maghi duellano e, alla fine, Silente sembra quasi avere la meglio, ma Voldemort invece di arrendersi si impossessa di Harry, sperando che Silente lo sacrifichi per eliminare lui; Harry però, desiderando che tutto finisca, ha un impeto d'amore quando pensa al fatto che morendo rivedrà Sirius, e questo impeto fa sì che Voldemort sia costretto a lasciarlo libero, perché non può possedere (lui che è pura malvagità) un essere pervaso così profondamente dall'amore. Quindi è costretto a fuggire, portando Bellatrix con sé; prima che scompaia, tuttavia, viene visto dal Ministro della Magia Cornelius Caramell, che è costretto a ricredersi: Harry e Silente avevano detto la verità su Voldemort. Silente manda Harry nel suo studio a Hogwarts utilizzando una Passaporta e una volta ritrovatisi nello studio, lasciata sfogare la rabbia violentissima di Harry, spiega a Harry che egli è protetto da un'antica magia invocata su di lui da sua mamma, nel momento in cui fu uccisa da Voldemort: è il fatto che lei è morta per salvarlo che impedì a Voldemort di ucciderlo, e questa stessa magia lo rende intoccabile nel luogo dove vive un consanguineo di sua mamma, motivo per cui egli deve tornare ogni estate a casa dei suoi zii. Spiega inoltre a Harry che Voldemort cercò di ucciderlo dopo aver ascoltato parte della profezia della Cooman, ma che egli non avendola ascoltata per intero (cosa che Harry può fare attraverso il Pensatoio di Silente, perché la profezia fu pronunciata davanti a lui) non sapeva che Harry avrebbe avuto un potere a lui sconosciuto (l'amore). Uno dei due dovrà morire per mano dell'altro, perché "nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive", e ciò renderà necessario che, prima o poi, Harry uccida Voldemort.

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Harry Potter e il principe mezzosangue


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Il sesto libro della saga inizia con un cambio al vertice del Ministero della Magia: il ministro Cornelius Caramell dà le dimissioni e viene sostituito dall'ex-capo degli Auror, Rufus Scrimgeour. Il cambio della guardia è rivelato in una singolare riunione a Downing Street, con il Primo Ministro babbano. La scena si sposta quindi, nel secondo capitolo, a Spinner's End, un sudicio quartiere di periferia dove ha casa Severus Piton; il professore riceve la visita di Narcissa Malfoy, accompagnata dalla sorella Bellatrix Lestrange: Narcissa giunge da Piton per chiedergli aiuto e protezione per suo figlio Draco, che Voldemort ha incaricato di uccidere Silente. In una lunga schermaglia verbale tra Bellatrix e Piton, si intende che sorprendentemente la fedeltà del professore a Voldemort non è mai venuta meno:
« Bellatrix: Non mi fido di te, Piton! Perché hai impedito al Signore Oscuro di prendere la Pietra Filosofale?
Piton: Poteva avermi come complice! E invece no! Ha scelto l'avido, inetto Raptor! »


Piton è convinto da Narcissa a stringere il Voto infrangibile, che durante l'anno scolastico a Hogwarts lo costringerà ad aiutare Draco nella sua missione da Mangiamorte. Nella versione cinematografica non si fa riferimento né alla riunione a Downing Street né al cambio al vertice del ministero della magia né alle frasi pronunciate sopra da Bellatrix e Piton. Il film inizia con degli attacchi dei mangiamorte al mondo londinese dei babbani e con la distruzione del negozio che vende le bacchette magiche a Diagon Alley, dal quale i mangiamorte portano via un gran numero di bacchette.

La prima scena che riguarda Harry si svolge a Privet Drive, dove giunge Silente che preleva Harry per condurlo a La Tana, non prima di avergli rivelato che Sirius aveva lasciato tutti i suoi beni (Grimmauld Place e Kreacher) a lui. Ma chiede anche a Harry di accompagnarlo per una missione. Questa missione si rivela essere alla fine il reclutamento del Professore Lumacorno come docente di pozioni di Hogwarts, il quale dopo l'ennesimo rifiuto accetta. Si vedrà in seguito che Silente ha voluto con forza il ritorno di Lumacorno alla scuola per poter conoscere la vera conversazione avvenuta tra Lumacorno e Tom Riddle quando quest'ultimo era studente ad Hogwarts in quanto il ricordo di quella conversazione in possesso di Silente è stato contraffatto da Lumacorno stesso. È in quella conversazione che viene fuori il concetto di Horcrux.

Harry Potter, giunto al suo sesto anno ad Hogwarts, eredita la casa del suo amato padrino Sirius Black, ucciso proprio da Bellatrix Lestrange alla fine del precedente anno scolastico, durante l'assalto di Voldemort e dei suoi seguaci (guidati da Lucius Malfoy) al Ministero della Magia.

Harry, Ron ed Hermione scoprono che Draco Malfoy sta tramando qualcosa con il proprietario di Magie Sinister. Harry sospetta che Malfoy sia diventato un Mangiamorte.

A scuola, il professor Piton diventa il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, lasciando la cattedra di Pozioni a Horace Lumacorno.

Durante la prima lezione di pozioni, Harry, non avendo ancora il suo libro, ne prende in prestito uno, appartenuto al misterioso Principe Mezzosangue, che si rivelerà poi essere il professor Piton: sua madre infatti aveva come cognome Prince (principe in inglese) ed era sposata con un babbano, da qui lo strano soprannome.

Durante l'anno scolastico Harry segue delle lezioni private con Silente, il quale gli mostra, tramite il Pensatoio, ricordi riguardanti il passato di Lord Voldemort, dall'incontro dei genitori, all'infanzia, al periodo trascorso a Hogwarts, e tutti quelli che Silente è riuscito a raccogliere del periodo precedente alla sua ascesa.

Viene inoltre introdotto il concetto di Horcrux. Un Horcrux è un oggetto o un essere animato all'interno del quale viene custodito il frammento dell'anima di un altro individuo (tramite un complicato incantesimo di magia oscura recitato in seguito ad un omicidio, uno dei gesti contro natura che straziano l'anima), in modo che esso possa sopravvivere qualora il corpo venisse distrutto. È proprio questo l'espediente scelto da Tom Riddle/Lord Voldemort per garantirsi l'immortalità, ed è questo il motivo per cui egli non è morto anche dopo la distruzione del suo corpo causato dal rimbalzo della sua stessa maledizione (l'Avada Kedavra) scagliata per uccidere Harry. Voldemort ha probabilmente creato sette Horcrux: sei oggetti più il suo corpo. Due di questi sei oggetti sono già stati trovati e distrutti:

1. il diario di Riddle della "Camera dei Segreti"
2. la pietra dell'anello (appartenuto alla casata dei Gaunt, discendenti di Serpeverde) che Silente ha spezzato con la spada di Grifondoro per distruggere il frammento di anima in essa contenuto, e che ha causato l'apparente "morte" della sua mano in cui è stata circoscritta una potente maledizione a guardia dell'anello.

Silente è ancora alla ricerca degli Horcrux mancanti ma confida ad Harry alcuni suoi sospetti al riguardo. Egli ritiene che alcuni possano trovarsi:

1. nel medaglione di Salazar Serpeverde
2. nella coppa di Tosca Tassorosso
3. nel diadema di Priscilla Corvonero

entrambi rubati da Tom Riddle e

1. nel serpente di Lord Voldemort: Nagini in quando secondo Silente Lord Voldemort dimostra un attaccamento spropositato verso il serpente.


Hermione intanto si innamora di Ron Weasley, ma quest'ultimo, dopo aver litigato con Ginny, si scopre molto deluso e infastidito dal fatto che i suoi due migliori amici abbiano già dato il loro primo bacio, soprattutto per quanto riguarda Hermione. Quindi comincia ad avere un atteggiamento più scontroso con lei che, non conoscendone la ragione, naturalmente si sente offesa e comincia seriamente a soffrire a causa di Ron quando egli si fidanza con Lavanda Brown, molto attratta da lui che lo bacia in ogni momento. Harry invece scopre i suoi sentimenti per Ginny Weasley, fidanzata però con Dean Thomas: ma i due si lasciano presto anche a causa di Harry che sfiora inavvertitamente Ginny, coperto dal Mantello dell'Invisibilità e sotto l'effetto della Felix Felicis, mentre si reca da Hagrid nel tentativo di recuperare un ricordo molto prezioso da Lumacorno, e scatena l'ennesima e conclusiva lite tra i due. Quindi Harry la bacia in un momento di grande euforia dopo una vittoria a Quiddich, e segna l'inizio della loro storia. Durante l'anno Katie Bell rischia di morire per aver toccato una collana maledetta, e anche Ron, a causa di una bottiglia di idromele barricato avvelenata. E proprio dopo il suo avvelenamento Ron si accorge di provare amore solo verso Hermione e si riavvicinano molto, decretando l'inizio della loro storia. Harry è convinto che dietro questi oscuri avvenimenti si celi Draco Malfoy, ma Ron e Hermione non danno molto peso alle sue teorie ritenendo Malfoy troppo giovane per essere stato reclutato dalle forze oscure. Sul finire dell'anno scolastico, Draco Malfoy fa entrare i Mangiamorte nella scuola grazie a una coppia di armadi svanitori (uno si trova nella Stanza delle Necessità, quello che Draco ha riparato nel corso dell'anno, mentre l'altro da Magie Sinister). Harry e Silente, che erano andati a recuperare un presunto Horcrux, il medaglione di Serpeverde, materializzatisi intanto a Hogsmeade notano con orrore il Marchio Nero sospeso sul castello, evocato dagli stessi Mangiamorte.

Preoccupati dall'apparizione del marchio Harry e Silente si affrettano a tornare a scuola con due scope e, planati sulla torre di Astronomia, Harry viene immobilizzato, per evitare che rischi la propria vita, da Silente che dopo esser stato disarmato da Malfoy, viene ucciso da Piton con l'Avada Kedavra. Dopo l'uccisione di Silente, Piton, Draco e gli altri Mangiamorte scappano. Harry li insegue deciso a fargliela pagare, ma viene respinto da Piton che durante la fuga gli rivela di essere proprio lui il Principe Mezzosangue. Pochi giorni dopo la sua morte, viene celebrato il funerale di Silente, sepolto nel parco di Hogwarts, su di una riva del lago. Harry discutendo con Ron e Hermione afferma di non voler tornare a Hogwarts l'anno successivo ma di dedicarsi esclusivamente alla ricerca dei rimanenti Horcrux così da poter sconfiggere Voldemort definitivamente, Ron e Hermione, niente affatto sorpresi dalla decisione dell'amico, dichiarano di volerlo accompagnare fino alla fine, qualunque essa sia.

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MessaggioInviato: Gio Lug 08, 2010 2:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Harry Potter e i Doni della Morte


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Il romanzo comincia con una riunione di Voldemort con i Mangiamorte a Villa Malfoy, che discutono su come agire per attaccare Harry Potter. Voldemort si lascia convincere dalla teoria che Harry Potter lascerà la casa dei Dursley prima del suo compleanno. Nel frattempo Voldemort uccide la Professoressa Charity Burbage, l'insegnante di Babbanologia a Hogwarts, perché ha scritto sulla Gazzetta del Profeta che i Babbani sono dopotutto simili ai maghi e che vi si può convivere pacificamente. Harry si prepara per la sua fuga prima del suo compleanno, e legge sulla Gazzetta del Profeta un ricordo di Albus Silente, morto nel precedente libro, scritto dal suo amico d'infanzia Elphias Doge. Poi nota un altro articolo riguardante la vita di Silente, che racconta di come suo padre finì ad Azkaban a causa delle sue molestie contro i Babbani e tante altre cose che Rita Skeeter promette di svelare nel suo prossimo libro: Vita e menzogne di Albus Silente.
Harry convince i suoi parenti Dursley a lasciare Privet Drive per evitare di essere catturati dai Mangiamorte; prima di partire scortati da maghi dell'Ordine della Fenice, Dudley saluta Harry con un affetto mai mostrato fino ad allora, e anche la zia Petunia sembra volergli dire qualcosa, ma poi se ne va senza pronunciare parola (in un'intervista la Rowling ha poi dichiarato che Petunia avrebbe voluto augurare buona fortuna al nipote, dicendogli che sapeva contro cosa sarebbe andato a combattere, e che si augurava che tutto sarebbe andato per il meglio[5]). Poco dopo, l'Ordine della Fenice arriva a Privet Drive, con un piano per scortare Harry alla Tana senza che venga catturato da Voldemort. I membri più giovani dell'Ordine bevono una pozione Polisucco, prendendo così le sembianze di Harry, il quale inizialmente si oppone senza successo all'idea, e ognuno di loro parte con un membro adulto dell'Ordine usando manici di scopa, Thestral e la moto volante di Sirius. Harry parte con Hagrid, ma i Mangiamorte nascosti nella notte, che grazie a Piton conoscevano il piano, li attaccano mentre sono già in volo e Harry sfugge per un soffio all'attacco di Voldemort, dopo essere stato riconosciuto da Stan Picchetto sotto l'effetto della maledizione Imperius.
Non tutti riescono ad arrivare alla Tana: Edvige, la civetta di Harry, viene colpita da un'Avada Kedavra all'inizio del viaggio, e Malocchio Moody muore per mano di Voldemort in seguito alla fuga di Mundungus Fletcher. George Weasley invece perde un orecchio a causa dell'incantesimo Sectumsempra di Piton. Lupin spiega ad Harry che i Mangiamorte l'hanno riconosciuto come l'Harry vero perché ha usato l'Expelliarmus, l'incantesimo che ormai è diventato un "segno distintivo" di Harry.
Il giovane mago ha poi una visione della furia di Voldemort dopo la sua ennesima fuga: infatti la sua bacchetta aveva reagito con la bacchetta che Voldemort aveva preso in prestito da Lucius Malfoy, spezzandola, e Voldemort ne chiede a Olivander, da lui rapito, il motivo. Ma l'anziano fabbricante di bacchette è sincero, e non ha idea di cosa possa essere accaduto.
Il giorno del diciassettesimo compleanno di Harry, il Ministro della Magia Rufus Scrimgeour arriva alla casa dei Weasley per consegnare a Harry, Ron e Hermione degli oggetti lasciatigli da Silente nel suo testamento: Ron riceve il Deluminatore(noto anche come Spegnino), che ha il potere di risucchiare la luce, inventato dallo stesso Silente; Hermione Le fiabe di Beda il Bardo, un libro di fiabe per i bambini dei maghi; Harry, invece, il primo Boccino d'Oro da lui catturato (quello che aveva quasi inghiottito) e la spada di Godric Grifondoro, che però Scrimgeour non può consegnargli, in quanto importante artefatto storico. I tre cercano di scoprire a cosa servano gli oggetti lasciatigli, ma non vi riescono e sono costretti a interrompere le loro ricerche per i preparativi del matrimonio di Fleur Delacour e Bill Weasley. Harry usa la pozione Polisucco e si finge un cugino Weasley per non essere riconosciuto durante il matrimonio, come parte della sua protezione contro i Mangiamorte. Prima del matrimonio, Harry nota per la prima volta Xenophilius Lovegood, padre di Luna Lovegood, e lo strano simbolo che porta al collo, che poi verrà indicato da Viktor Krum, anch'egli invitato alla festa, come il simbolo del mago oscuro Grindelwald. Durante il ricevimento, Harry assiste a una disputa sul passato di Silente tra Zia Muriel, parente dei Weasley, ed Elphias Doge, poiché il già citato libro di Rita Skeeter ha gettato molte ombre su Silente e sulla sua famiglia. Muriel crede a ciò che Rita Skeeter scrive nel suo libro. Proprio nel corso del matrimonio, Voldemort prende possesso del Ministero della Magia uccidendo Scrimgeour, e solo grazie ad un tempestivo avvertimento di Kingsley Shacklebolt i partecipanti evitano un attacco dei Mangiamorte diretto alla cattura di Harry. Harry, Ron e Hermione si Smaterializzano prima in un bar Babbano, ma dopo essere stati attaccati da due Mangiamorte fuggono al vecchio quartier generale dell'Ordine della Fenice, il numero 12 di Grimmauld Place, dove si nascondono.
Alla ricerca degli Horcrux [modifica]

Lì i tre scoprono che Regulus Arcturus Black era il misterioso R.A.B., l'autore dello scambio dell'Horcrux del medaglione di Serpeverde; l'elfo domestico Kreacher gli racconta che Voldemort l'aveva portato con sé nella caverna dove era custodito l'Horcrux e che poi lui e Regulus Black erano ritornati in quella caverna, che Regulus aveva scambiato i medaglioni, che aveva ordinato a Kreacher di distruggere il medaglione originale e che poi era morto ucciso dagli Inferi che popolavano il grande lago nero della cavità sotterranea. Kreacher ovviamente non è riuscito a distruggere il medaglione, e lo ha conservato per tutti questi anni. Poi dice ai tre ragazzi che lo ha rubato Mundungus Fletcher per rivenderlo. Harry manda Kreacher a trovarlo, e tre giorni dopo l'elfo ritorna con Fletcher, il quale racconta che glielo ha confiscato Dolores Umbridge.
Dopo un mese di appostamenti al Ministero della Magia, il 2 settembre i tre amici tentano di infiltrarsi per recuperare l'Horcrux da Dolores Umbridge. Attaccano tre maghi e usano la pozione Polisucco per prendere le loro sembianze. Scoprono così che il Ministero della Magia è molto cambiato: maghi e streghe nati in famiglie Babbane sono perseguitati apertamente e il Ministero stesso cerca di dimostrare la superiorità dei maghi purosangue sui nati Babbani. Harry, Ron e Hermione riescono a rubare l'Horcrux a Dolores Umbridge, mettendola al tappeto, e prendono anche l'occhio magico di Moody che la strega usava per spiare al di fuori del suo ufficio. Inoltre liberano svariati maghi e streghe nati Babbani, dicendo loro di fuggire all'estero. Tuttavia il loro nascondiglio viene scoperto dal mangiamorte Yaxley, ora capo del Dipartimento per l'Applicazione della Legge sulla Magia, che li stava inseguendo, ed essi sono costretti a nascondersi nelle campagne, non restando mai più di una nottata nello stesso posto e portando a turno il medaglione con l'Horcrux, che rende più difficile praticare magie. Dopo alcuni mesi di spostamenti tra le campagne, sentono una conversazione tra altri fuggiaschi, tra cui Dean Thomas, in cui il folletto Unci-Unci rivela che la spada di Grifondoro in possesso di Piton, ora preside di Hogwarts, è un falso, e che questi l'ha nascosta, dietro ordine di Voldemort, in una camera di sicurezza alla banca Gringott, poiché alcuni studenti, fra cui Ginny Weasley, Neville Paciock e Luna Lovegood, avevano tentato di rubarla. Sentendo questo Harry è rincuorato, e dal ritratto di Phineas Nigellus (che Hermione aveva preso da Grimmauld Place e che ora usa per avere notizie da Hogwarts) scopre che l'ultimo ad usare la spada originale era stato Silente, per distruggere un altro Horcrux, l'anello di Gaunt. Però, Ron è contrariato dalla scoperta, sentendola come un'ulteriore difficoltà e, reso più furioso dal medaglione che portava al collo, ha un litigio con Harry e se ne va, lasciando Harry e Hermione. I due sono molto rattristati, ma decidono di recarsi a Godric's Hollow nella speranza che Silente abbia lasciato lì la spada originale. Arrivati a Godric's Hollow la vigilia di Natale, i due ragazzi visitano il cimitero, dove sono seppellite le famiglie di Harry e di Silente: lì notano inoltre la tomba di Ignotus Peverell, che riporta inciso un simbolo visto sia nel libro Le fiabe di Beda il Bardo ricevuto da Hermione, sia sotto forma di pendaglio al collo di Xenophilus Lovegood al matrimonio di Bill e Fleur e usato anche da Grindelwald, il mago oscuro sconfitto da Silente. Girando per Godric's Hollow, vedono le rovine della casa dei genitori di Harry, mantenuta magicamente nello stesso stato della sera della caduta di Voldemort. Sulla staccionata è appeso anche un cartello con un monito e con incise dediche incoraggianti a Harry. Incontrano poi un'anziana donna, Bathilda Bath, vecchia amica di Silente e autrice di Storia della Magia. Credendo che sia in possesso della spada, i due la seguono fino a casa, dove trovano una foto del mago oscuro Grindelwald, parente della strega e un tempo migliore amico di Silente. Si tratta però di una trappola; la signora è in realtà Nagini, il serpente di Voldemort, e Harry ed Hermione sfuggono per un pelo a Voldemort; durante la lotta con Nagini, Hermione spezza accidentalmente la bacchetta di Harry.
Il giorno dopo Harry e Hermione leggono l'ultimo libro di Rita Skeeter, preso "in prestito" dalla casa di Bathilda Bath, Vita e Menzogne di Albus Silente, ed Harry è corroso dal dubbio che Silente lo abbia abbandonato al suo destino.
Dopo altri giorni di fuga, un Patronus in forma di cerva appare vicino alla tenda di Harry ed Hermione; seguendolo, Harry trova la spada di Grifondoro, sul fondo di un lago ghiacciato. Tuffatosi per prenderla, Harry viene quasi strangolato dalla catena del medaglione Horcrux che porta al collo, ma viene salvato da Ron, che recupera anche la spada, dopo essere ritornato dai suoi amici grazie a un potere ignoto del deluminatore. Quindi Ron distrugge l'Horcrux, colpendolo con la spada, e lui ed Harry fanno ritorno alla tenda, al settimo cielo per essersi ritrovati, per aver trovato la spada di Grifondoro e per essersi finalmente liberati dell'Horcrux.
I Doni della Morte [modifica]
Il simbolo dei Doni della Morte

Hermione ha difficoltà a perdonare Ron per il suo allontanamento, ciò nonostante i tre pianificano la prossima mossa: parlare con Xenophilius Lovegood, padre di Luna, e chiedergli notizie sul marchio di Grindelwald, che egli aveva indosso come ciondolo al matrimonio di Fleur e Bill e che era più volte comparso nei viaggi dei tre ragazzi. Giunti in casa Lovegood, Xenophilius racconta loro una vecchia storia su tre fratelli che avevano ingannato la Morte, presente anche nel libro Le fiabe di Beda il Bardo di Hermione, da cui ognuno di loro aveva poi ricevuto un premio, i tre Doni della Morte: una bacchetta invincibile (chiamata Bacchetta di Sambuco), una pietra in grado di riportare indietro i morti (la Pietra della Resurrezione, che si scoprirà essere la pietra incastonata nell'anello di Orvoloson Gaunt, nonno di Voldemort), e un Mantello dell'invisibilità che non si consuma con gli anni. Harry, intrigato, è convinto che il suo sia il Mantello dell'Invisibilità della storia, ma dopo poco i tre ragazzi si accorgono che Luna non è in casa e che il signor Lovegood li ha traditi, chiamando dei Mangiamorte dal Ministero: infatti sua figlia Luna era stata imprigionata ed egli credeva che consegnando Harry Potter avrebbe potuto riaverla indietro. Harry, Ron e Hermione sfuggono ancora alla cattura e Harry si convince che solo trovando tutti i Doni della Morte potrà sconfiggere Voldemort.
Qualche settimana dopo, il trio non ha ancora trovato né altri Horcrux né i Doni della Morte. Riescono a collegarsi ad una radio clandestina (Radio Potter, nell'originale inglese Potterwatch), da cui Lee Jordan, Remus Lupin, Kingsley Shacklebolt e Fred Weasley danno notizie sulla reale situazione nel mondo magico; ma, durante l'ascolto, Harry pronuncia per sbaglio il nome di Voldemort, che era stato stregato in modo da rintracciare all'istante chiunque lo avesse pronunciato; così Harry, Ron e Hermione vengono catturati da Fenrir Greyback e condotti alla villa di Lucius Malfoy. Qui Hermione viene torturata e interrogata da Bellatrix Lestrange per scoprire come avesse fatto a trovare la spada di Grifondoro, che crede nascosta nella sua camera di sicurezza alla Gringott, dove in realtà si trova la falsa. Harry e Ron invece vengono imprigionati nei sotterranei, dove trovano Dean Thomas, il folletto Unci-Unci (colui che sette anni prima aveva mostrato a Harry, per la prima volta, la sua camera blindata alla Gringott), Olivander e Luna Lovegood.
Harry, disperato, invoca aiuto allo specchio di Sirius che porta sempre con sé; incredibilmente, appena dopo aver visto un penetrante occhio azzurro (che gli sembra quello di Silente), appare Dobby, ex elfo domestico di casa Malfoy, che lo libera, e porta al sicuro Dean, Luna ed Olivander. Tuttavia, il rumore attira Lucius Malfoy, che manda Codaliscia a controllare. Harry e Ron riescono a disarmarlo, e Codaliscia tenta di strangolare Harry. Quando questi gli ricorda di avergli salvato la vita, Minus si ferma, ma viene strangolato lui stesso dalla sua mano d'argento, creata da Voldemort, che lo punisce per quel piccolo istante di pietà. Ron e Harry, incapaci di aiutarlo, corrono di sopra per salvare Hermione con l'aiuto di Dobby. Riescono nuovamente a scappare prima che arrivi Voldemort, rubando le bacchette di Draco e Bellatrix, e salvando anche Unci-Unci, anche lui interrogato dalla Lestrange. Purtroppo l'elfo domestico viene colpito con un pugnale da Bellatrix e muore poco dopo la fuga.
Rifugiatosi con gli altri a villa Conchiglia, la nuova casa di Bill e Fleur, dopo aver seppellito Dobby, Harry chiede ad Olivander notizie sulla Bacchetta di Sambuco e decide di non provare a impedire a Voldemort di prenderla dalla tomba del suo ultimo possessore, Silente (Harry vede questa scena nella sua mente, grazie alla connessione che c'è fra la sua mente e quella di Voldemort, come aveva visto nella sua mente tempo prima la scena dell'uccisione del fabbricante di bacchette Gregorovich e, nel sotterraneo di Villa Malfoy, Voldemort che uccideva Grindelwald, e che poi si recava a Hogwarts per prendere la bacchetta dalla tomba di Silente). Ad Unci-Unci, invece, chiede ausilio per poter entrare alla Gringott, dove crede sia custodito un altro Horcrux; in cambio il folletto chiede di avere la spada di Godric Grifondoro, ed Harry acconsente (stando ben attento, però, a non specificare quando). Quindi, i tre si recano alla Gringott insieme al folletto, nel tentativo di entrare nella camera di sicurezza dei Lestrange; Hermione prende le sembianze di Bellatrix grazie alla pozione Polisucco, Ron si camuffa, Harry ed Unci-Unci si nascondono sotto il Mantello dell'Invisibilità. Riescono ad entrare oltrepassando tutti gli ostacoli e recuperano l'Horcrux, la coppa di Tassorosso, ma Unci-Unci li tradisce e scappa con la spada. Harry, Ron ed Hermione sfuggono alla cattura liberando un drago che custodiva le camere di sicurezza e volando via in groppa ad esso, ma Voldemort ora capisce che i tre stanno cercando i suoi Horcrux.
Harry ha un'altra visione poco dopo la fuga: Voldemort, furioso per la scomparsa dei suoi Horcrux, elenca i luoghi dove li ha nascosti, temendo per essi, e in questo modo Harry viene a sapere che l'ultimo Horcrux, di cui non conosceva la locazione, si trova a Hogwarts, e che deve trovarlo subito prima che Voldemort possa spostarlo.
La battaglia di Hogwarts [modifica]

Harry, Ron e Hermione si recano subito a Hogsmeade sotto il Mantello dell'Invisibilità, ma vengono intercettati dai Mangiamorte di guardia, che per trovarli decidono di chiamare i Dissennatori. Per scacciarli Harry evoca il suo Patronus e i Mangiamorte li localizzano. Riesce a salvarli solo l'intervento di Aberforth Silente, fratello di Albus, che inganna i seguaci di Voldemort. Aberforth spiega loro la verità sul passato di Albus e sulla loro famiglia, dopo le tante dispute che il libro di Rita Skeeter aveva suscitato e dopo le scoperte fatte su Silente e la sua amicizia giovanile con Gellert Grindelwald. Poi apre un passaggio segreto verso Hogwarts, da dove sbuca fuori Neville Paciock, ora diventato capo dell'Esercito di Silente assieme a Luna Lovegood e Ginny Weasley, che li saluta e li conduce nella stanza delle necessità, divenuta il centro focale della resistenza a Piton e ai Mangiamorte, che hanno preso il controllo di Hogwarts.

Convinto che l'ultimo Horcrux sia il diadema perduto di Corvonero, Harry entra nella sala comune dei Corvonero, dove trova ad aspettarlo la Mangiamorte Alecto Carrow, ora insegnante di Babbanologia della scuola. Harry stende sia lei che suo fratello Amycus e rivela alla professoressa McGranitt che Hogwarts sta per essere attaccata da Voldemort. I professori McGranitt, Vitious e Sprite attaccano Piton, il quale decide di fuggire. Intanto i direttori delle quattro case prendono misure per la difesa della scuola e l'evacuazione degli studenti più giovani o che non vogliono restare a lottare. Nel frattempo Ron ed Hermione si recano nella Camera dei Segreti (riuscendo ad entrare grazie a Ron che ricorda la parola in Serpentese per aprire gli oggetti) per recuperare le zanne del Basilisco sconfitto da Harry al secondo anno, poiché il veleno del Basilisco può distruggere gli Horcrux, e distruggono così anche l'Horcrux contenuto nella coppa di Tassorosso. Quindi i tre si recano insieme nella Stanza delle Necessità, dove si trova l'Horcrux che Voldemort ha nascosto nel diadema di Priscilla Corvonero, e alla preoccupazione di Ron che si rende conto che nessuno ha pensato ad evacuare gli elfi domestici, Hermione risponde con un bacio appassionato, corrisposto dall'amico. Tuttavia, i tre vengono attaccati da Draco, Tiger e Goyle. Tiger scaglia un incantesimo evocando delle fiamme che inseguono il nemico (Ardemonio, ovvero del fuoco maledetto), mettendo in pericolo anche Malfoy e Goyle; Harry riesce però a recuperare l'Horcrux e salvare Malfoy e Goyle, mentre Tiger non riesce a scappare. Le fiamme hanno distrutto anche l'Horcrux, così Harry, Ron e Hermione si recano nei piani bassi del castello, dove infuria la battaglia tra Mangiamorte e difensori della scuola, tra cui c'è anche Percy Weasley, di nuovo riunito con la sua famiglia e i suoi amici. Hagrid viene catturato dagli Acromantula e portato come prigioniero dai Mangiamorte; George Weasley e Lee Jordan sconfiggono il mangiamorte Yaxley; Fred Weasley muore per mano di Rookwood, mentre ride ad una battuta di Percy. Anche Tonks e Lupin vengono uccisi. Harry, Hermione e Ron devono distruggere l'ultimo Horcrux, Nagini, che Voldemort ormai porta sempre con sé, per cui si recano alla Stamberga Strillante, dove Harry aveva visto Voldemort in una visione. Qui Voldemort ordina a Nagini di uccidere Piton, ritenendo che in questo modo la Bacchetta di Sambuco avrebbe funzionato pienamente per lui (dato che una bacchetta non propria funziona bene soltanto se se ne è sconfitto l'ultimo proprietario, ed era stato Piton a uccidere Silente), quindi va via. Prima di morire, Piton consegna a Harry i suoi ricordi. Esaminandoli con il Pensatoio, Harry scopre come Piton fosse sempre stato dalla parte di Silente, poiché aveva amato, fin da bambino, Lily Evans, madre di Harry. Anche l'assassinio di Silente era stato un ordine di quest'ultimo, la cui vita era comunque al termine, poiché si era incautamente fatto colpire dalla maledizione che proteggeva l'Horcrux contenuto nell'anello dei Gaunt, prima di distruggerlo. Harry scopre anche che Voldemort aveva inavvertitamente creato un settimo Horcrux: la sua anima era infatti tanto lacerata che quando aveva tentato di uccidere Harry se ne era staccato un altro pezzo, che aveva occupato il corpo dell'essere vivente più vicino, ovvero Harry stesso (attivando la connessione fra le due menti e conferendogli varie abilità proprie di Voldemort, come il saper parlare in Serpentese). L'unico modo per distruggere questo Horcrux è che Harry venga ucciso per mano di Voldemort. Harry quindi avverte Neville Paciock della necessità di uccidere Nagini, poiché lui non potrà farlo, e si avvia verso la Foresta Proibita. Durante il cammino si ricorda del boccino lasciatogli in eredità da Silente, che aveva incisa la scritta "mi apro alla chiusura", e lo inserisce in bocca, dicendo "sto per morire". Il boccino si apre e rivela al suo interno il terzo ed ultimo dono della morte, la pietra della resurrezione. Compaiono così sua madre, suo padre, il suo padrino Sirius Black e Lupin che lo aiutano a superare i Dissennatori e lo incoraggiano sorridendo. Quindi Harry lascia cadere la pietra, che verrà così perduta, e si consegna a Voldemort, che gli scaglia la maledizione Avada Kedavra per ucciderlo.

Harry si risveglia in un luogo dove il tempo scorre in modo strano, che a poco a poco si rivela per lui la stazione di King's Cross deserta, dove incontra Albus Silente. Questi spiega infine a Harry tutte quelle cose che non gli aveva mai potuto o voluto svelare, tra le quali che Harry non può morire finché Voldemort è vivo, poiché il Signore Oscuro ha usato il sangue di Harry per ricreare il proprio corpo, e la protezione di Lily lega entrambi. Gli spiega poi che aveva "indovinato" che Harry avrebbe dovuto lasciarsi volontariamente uccidere, in modo che l'incantesimo di Voldemort distruggesse definitivamente la parte dell'anima di Voldemort che Harry aveva dentro di sé. Harry viene anche a sapere che, in gioventù, Silente stesso aveva cercato i Doni della Morte insieme a Grindelwald, per scopi tutt'altro che nobili. Durante un litigio con Aberforth, che gli rimproverava di trascurare la sorella malata Ariana (era stata attaccata ancora bambina da tre ragazzi Babbani, su cui Percival Silente si era vendicato finendo per questo ad Azkaban), Grindelwald aveva rivelato la sua natura malvagia e c'era stata una lotta tra Albus, Aberforth e Grindelwald, in cui Ariana era morta colpita da un incantesimo scagliato da uno dei tre. Infine confessa ad Harry di aver capito da queste disavventure di non essere degno di possedere i Doni e che invece considera Harry il prescelto per riunire finalmente i tre oggetti. Il dialogo termina con Harry che chiede a Silente se questa scena sia reale o si stia svolgendo nella sua testa e Silente risponde che ovviamente si sta svolgendo nella sua testa, ma ciò non la rende meno reale. Harry ha comunque la possibilità di proseguire, o tornare indietro per cercare di fermare Voldemort, cosa che decide di fare, a malincuore, ma senza esitazione.
Nella foresta, su ordine di Voldemort, Hagrid prende il presunto cadavere di Harry e lo porta indietro ad Hogwarts, fra la disperazione di coloro che sono lì. Coraggiosamente, Neville affronta Voldemort, rifiutando l'offerta di diventare un Mangiamorte e unirsi a lui. Così Voldemort tortura Neville paralizzandolo, e facendogli indossare il Cappello Parlante a cui aveva dato fuoco. In quell'istante, i Centauri della Foresta Proibita (che poco prima Hagrid aveva insultato per non aver aiutato i difensori di Hogwarts) attaccano. Nella confusione che segue, Harry si copre con il Mantello dell'Invisibilità, e Neville riesce a liberarsi dal cappello e a uccidere Nagini, decapitandola con la vera spada di Godric Grifondoro, che estrae dal Cappello Parlante. La battaglia ricomincia, ma stavolta i difensori di Hogwarts sono in superiorità numerica. Voldemort stesso partecipa alla battaglia, combattendo contro Kingsley Shacklebolt, la professoressa McGranitt e il professor Lumacorno, tuttavia non riesce a uccidere nessuno: infatti, proprio come sua madre era morta per salvare la sua vita, anche Harry era andato incontro alla morte per salvare i suoi amici e le persone che lottavano contro il Signore Oscuro. Molly Weasley uccide in duello Bellatrix Lestrange ed Harry si libera del Mantello dell'Invisibilità per salvarla dalla vendetta di Voldemort. Faccia a faccia contro Voldemort, ormai rimasto solo e circondato dai nemici, Harry sembra tuttavia in difficoltà, poiché il Signore Oscuro ha la Bacchetta di Sambuco, che non può essere sconfitta. Tuttavia, Harry ha capito che il vero padrone della Bacchetta di Sambuco non era Piton, ma Draco Malfoy, poiché era stato lui a disarmare Silente, e Piton aveva ucciso l'anziano mago senza più la bacchetta, rinvenuta poi nel prato sottostante e seppellita col corpo. Harry, avendo disarmato Draco (anche se non della Bacchetta di Sambuco, ma solo della sua bacchetta) durante la lotta a Villa Malfoy, è quindi il reale padrone della Bacchetta di Sambuco. Nel momento culminante, Voldemort lancia una maledizione Avada Kedavra contro Harry usando la Bacchetta di Sambuco, ed Harry lancia nello stesso momento un incantesimo di disarmo: i due incantesimi collidono ed è quello di Harry a prevalere a causa della volontà della Bacchetta di Sambuco di non attaccare il suo padrone. La Bacchetta di Sambuco viene strappata dalle mani di Voldemort e afferrata da Harry; la maledizione di Voldemort rimbalza indietro, uccidendolo una volta per tutte.

Harry decide di non tenere per sé la Bacchetta di Sambuco, ma di rimetterla nella tomba di Silente, però solo dopo aver riparato la sua vecchia bacchetta con essa. Allo stesso modo, Harry decide di non recuperare la pietra della resurrezione, persa nella foresta. Decide, invece, di tenere il Mantello dell'Invisibilità donatogli da suo padre James.
Epilogo

Nell'epilogo della storia, 19 anni dopo la morte di Voldemort, Harry e Ginny Weasley sono sposati e hanno tre figli: James Sirius, Albus Severus e Lily Luna. Anche Ron e Hermione sono sposati con due figli, Rose e Hugo, mentre Draco Malfoy ha un figlio di nome Scorpius. Il figlio orfano di Lupin e Tonks, Teddy, ormai diciannovenne, è fidanzato con la figlia di Bill e Fleur, Victoire. Si incontrano tutti il primo settembre alla stazione King's Cross, per accompagnare i loro figli al treno per Hogwarts. Neville Paciock è diventato professore di Erbologia a Hogwarts. Harry ricorda come la sua cicatrice non gli abbia più fatto male dalla sconfitta di Lord Voldemort, e così la storia si conclude.

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MessaggioInviato: Ven Lug 09, 2010 10:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

ASSASSINE


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Negli annuali criminali le assassine occupano uno spazio esiguo se paragonato a quello degli assassini. Il loro numero è però inversamente proporzionale al grado di atrocità dei delitti compiuti: dotate di minor forza fisica rispetto agli uomini, le donne hanno dovuto ricorrere a strategie più tortuose e originali per uccidere. E se i crimini al maschile si devono a collera violenta o a calcolo cinico, quelli al femminile sono dovuti a intimi e lente macerazioni- per gelosia, vendetta, perversione erotica- e suscitano un particolare orrore, terribile quanto affascinante.

Dai casi raccontati in questo libro, dal XVII secolo a oggi, appare una strana moltitudine di donne uniche e spesso inafferrabili, insieme astute e indifese, torbide e ingenue, vampire e martiri. Donne che, in bilico tra paura ed eccitazione, costruiscono con cura maniacale feroci macchine di morte per ritorsione contro un mondo da cui vorrebbero essere amate e che invece le sta stritolando. Come la contessa Erzsébet Bathory, che nel tetro Seicento ungherese sevizia giovani vergini con l’aiuto di un nano sadico, riscattando nel sangue un’infanzia infelice in compagnia di un fratello depravato. O come Mary Blandy, che nel puritano Settecento inglese avvelena il padre perché le impedisce di amare un uomo bigamo e traditore, l’unico però che l’abbia mai trattata con dolcezza. O come Marguerite Fahmy, avventuriera parigina d’inizio Novecento che sposa un arabo ricchissimo sognando lo sceicco di Rodolfo Valentino e si ritrova prima schiava, poi assassina per sopravvivere.

Non mancano le criminali più mostruose che con le loro storie hanno turbato le coscienze e diviso l’opinione pubblica, ad esempio la francese Jeanne Weber, ambigua strangolatrice di bambini, e l’italiana Leonarda Cianciulli, l’agghiacciante “saponificatrice di Correggio”; né le innocenti, quali Edith Thomson, ingiustamente ritenuta responsabile con l’amante, vero colpevole, dell’omicidio del marito, e Marie Besnard, condannata, a causa delle maldicenze del paese, per aver avvelenato undici persone.

In Assassine Cinzia Tani ricerca le origini di ciascun delitto nelle coincidenze tra evoluzione psicologica e fatalità del destino e riesce così a offrire trentacinque storie appassionanti come altrettanti brevi gialli. Grazie alla sua prosa asciutta, quasi da cronaca giudiziaria, imprime una scansione “nera” alla narrazione, calando il fatto criminoso nella sua cornice quotidiana e quasi spiegando l’”incomprensibile” che si cela dietro ogni omicidio.

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MessaggioInviato: Ven Lug 09, 2010 10:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Senza famiglia


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La compagnia di Vitali è formata da tre cani ammaestrati, tra cui Capi (dalla parola 'capitano', questo è il suo ruolo nel piccolo branco), Zerbino e Dolce, nonché dalla scimmietta Joli-Coeur. Col tempo il rapporto tra Remì e Vitali diventa sempre più affettuoso e familiare. A Tolosa, per difendere Capi dal maltratamento di un poliziotto, Vitali viene arrestato e condannato ad un periodo di detenzione, durante il quale il piccolo Remì gira solo per la Francia fino ad incontrare il battello della signora Milligan, dama inglese che risale i canali della Loira col figlio infermo Arthur. Uscito Vitali di prigione, la compagnia si riforma e dopo aver toccato Parigi, si avvia per passi innevati dal rigido inverno, dove Zerbino e Dolce vengono uccisi dai lupi, Joli-Coeur muore di polmonite, mentre Vitali, per proteggere Remi febbricitante, lo copre col suo corpo e col mantello, ma muore lui stesso per il freddo. Poco dopo Remì scoprirà un manifesto che gli rivelerà la vera identità di Vitali, quella di un grande cantante dei teatri italiani. Dopo aver girovagato per tutta la Francia, Remì incontra a Parigi un piccolo violinista italiano, Mattia con cui forma una nuova piccola compagnia.A Londra Remì incontrò la signora Milligan e scopre di essere suo figlio.

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MessaggioInviato: Ven Lug 09, 2010 10:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Maria Antonietta


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Il 2 novembre 1755 l'imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo dà alla luce il suo quindicesimo figlio: una bella bambina che battezza Maria Antonia.
Il suo futuro sarà legato alle alternanze del potere politico in Europa: il re di Prussia, nemico degli Asburgo, firma un trattato con l'Inghilterra; in risposta, l'imperatrice Maria Teresa si prepara a stringere un'alleanza con il re di Francia.

Maria Antonia non ha ancora 14 anni quando è promessa in sposa al nipote ed erede di Luigi XV. Nell'aprile del 1770, lascia per sempre l'Austria alla volta della Francia, dove diverrà Maria Antonietta.

Luigi, erede al trono di Francia, è cresciuto diffidando degli austriaci, come la maggior parte dei suoi connazionali, ed è tutt'altro soddisfatto della decisione che suo nonno ha preso per lui. Ma deve inchinarsi alla ragione di stato, e sposare Maria Antonietta. La cerimonia è fastosa, ma il matrimonio non dà i frutti voluti: l'imperatrice Maria Teresa viene informata dall'ambasciatore austriaco che il matrimonio non è stato consumato, e che di ciò è ritenuta responsabile sua figlia. Alla corte di Parigi si mormora, infatti, che Maria Antonietta pensi solo a divertirsi, trascurando i propri doveri matrimoniali. Ha reputazione di persona frivola e superficiale, disposta a seguire ogni moda stravagante che giunga a Parigi.

Anche l'amicizia con la sua dama di compagnia diviene uno dei pettegolezzi preferiti a corte: la loro intimità, unitamente al mancato arrivo di un erede, alimenta le dicerie sui suoi costumi. In realtà, Luigi non può avere rapporti sessuali a causa di una malformazione fisica, che un intervento chirurgico correggerà solo anni più tardi.

Nel 1774, Luigi XV è colpito dal vaiolo. Alla sua morte, Maria Antonietta e il marito diventano i nuovi sovrani di Francia. Il delfino, ora re con il nome di Luigi XVI, si adopera per soddisfare le richieste della moglie, alla quale permette di vivere da sola nel Petit Trianon, nei giardini di Versailles. Lo sfarzoso stile di vita che Maria Antonietta vi conduce è molto lontano da quello del popolo francese.

All'inizio del regno di Luigi XVI, la regina viene informata che è interrotto l'approvvigionamento del pane, alimento base del sostentamento dei contadini. La frase che le viene attribuita ("Dategli le brioches") testimonia assai bene l'ostilità che la circonda. Si tratta di una falsità: Maria Antonietta è ben consapevole dell'importanza di mostrare interesse per i problemi del popolo. Ciò, d'altra parte, non significa che se ne preoccupi davvero. Se il popolo non l'ama, molti a corte la detestano, a causa dell'influenza che ha acquistato su Luigi XVI e del potere che gliene deriva.

Dopo otto anni di matrimonio, e quando Luigi si è finalmente sottoposto ad un'operazione chirurgica, Maria Antonietta rimane incinta. Il 18 dicembre 1778, dà alla luce una bambina. Nel 1781 arriva anche il sospirato erede maschio. Frattanto, la situazione finanziaria dello stato si fa sempre più grave. Così, quando Maria Antonietta ordina la costruzione di un costosissimo villaggio con otto cottage e una fattoria nei suoi giardini privati al Trianon, il risentimento nei suoi confronti raggiunge l'acme, rendendola il capro espiatorio di tutti i problemi del paese.

Nel rigido inverno tra il 1788 e il 1789, Versailles è colpita da un'altra tragedia: il figlio maggiore di Maria Antonietta, l'erede al trono di Francia tanto atteso, si ammala di tubercolosi e muore. In primavera, mentre i sovrani sono ancora sconvolti dal dolore, la situazione politica precipita: i membri eletti degli Stati Generali costituiscono l'Assemblea Nazionale e, sfidando l'autorità assoluta del re, giurano di non sciogliersi finché la Francia non avrà ottenuto una costituzione. La situazione sfocia in rivolta il 14 luglio 1789, quando il popolo di Parigi insorge contro la monarchia. Mentre i rivoltosi prendono d'assalto la Bastiglia, Maria Antonietta cerca invano di convincere il re che è arrivato il momento di usare la forza.

Il popolo di Parigi insorge di nuovo in ottobre. Questa volta le donne parigine marciano su Versailles. Maria Antonietta fugge dal Petit Trianon, che non rivedrà più. All'alba del giorno seguente, è preso d'assalto il palazzo reale. Maria Antonietta riesce a fuggire attraverso un passaggio segreto, sottraendosi al linciaggio. Braccati e spaventati, il re e la regina si rifugiano nel palazzo abbandonato delle Tuileries. Vi resteranno, di fatto prigionieri, per 18 mesi, durante i quali la situazione peggiora di giorno in giorno.

La notte del 20 giugno 1791 Maria Antonietta e la famiglia reale tentano la fuga, lasciando Parigi nel più gran segreto. Ma il loro piano va in fumo: sono riconosciuti e bloccati nella cittadina di Varenne.

Nel settembre del 1791, Luigi XVI è costretto ad accettare la costituzione, nonostante l'opposizione della regina. Intanto, Maria Antonietta in segreto chiede aiuto ai sovrani stranieri, sperando di intimidire i radicali con la minaccia di un intervento armato. In aprile l'Austria e la Prussia dichiarano guerra alla Francia. Incautamente, mentre a Parigi infuria la rivolta, il duca di Bruswick, comandante delle truppe prussiane, minaccia l'invasione e la distruzione di Parigi nel caso in cui qualcuno attenti alla vita del re e della regina. In questo modo, firma la condanna a morte della monarchia. All'alba del 10 agosto 1792, ventimila parigini circondano il palazzo reale. Luigi XVI è conscio che ogni resistenza è inutile e lascia il palazzo alla testa del misero corteo della sua famiglia e dei suoi ministri. La famiglia reale viene portata nel Tempio, una fortezza medievale che diventa la sua prigione.

Nella disgrazia, Luigi XVI e Maria Antonietta si riavvicinano. Ma all'esterno il popolo di Parigi è in tumulto. Mossi dalla paura di una controrivoluzione, gli animi dei parigini si infiammano. Nel settembre 1792, 1.400 nobili sono massacrati. Nello stesso mese, l'esercito rivoluzionario sconfigge i prussiani nella battaglia di Valmy. Non più impauriti dalla minaccia di un intervento straniero, i rivoluzionari abbattono la monarchia e fanno nascere la Repubblica Francese. Viene scoperta la corrispondenza segreta di Luigi XVI, che fornisce la prova che il re ha tentato di soffocare la rivoluzione. Ora non ci sono più dubbi sul fatto che sarà processato.

Il re di Francia Luigi XVI viene ghigliottinato il 21 gennaio 1793. Il 1 luglio la regina viene separata dal figlio, rinchiuso in un'altra parte della prigione. Quando Marat, uno dei capi della rivoluzione, viene trovato assassinato nella sua vasca da bagno, il popolo di Parigi chiede vendetta. Maria Antonietta viene trasferita alla Conciergerie, la prigione tristemente nota per ospitare i condannati a morte prima della ghigliottina. Il verdetto del processo a cui viene sottoposta è scontato: il 16 ottobre 1793 Maria Antonietta viene ghigliottinata.

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MessaggioInviato: Dom Lug 11, 2010 1:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il Diario di Anna Frank


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Trama

Per il tredicesimo compleanno riceve in regalo un quaderno, che diventa il suo diario di adolescente, diretto a Kitty, un'amica immaginaria cui confidare i suoi pensieri, visto che dice di non avere amiche vere a cui confidarsi. Ben presto la vita di Anna subisce un mutamento radicale: l'occupazione tedesca dell'Olanda e le persecuzioni convincono la famiglia di Anna a diventare clandestini, nascondendosi in un alloggio segreto (chiamato "L'Annesso" - nonché primo titolo dell'opera) posto al numero 263 di Prinsengracht, sopra la fabbrica di lavorazione della frutta di proprietà del padre di Anna, Otto Frank. A loro, più avanti, si uniscono la famiglia Van Daan e il dottor Dussel. La famiglia dei Van Daan era composta dalla signora Van Daan, il signor Van Daan e Peter, un ragazzo sedicenne.

Da questo momento il diario diventa il racconto della vita nell'alloggio segreto e delle sue difficoltà quotidiane: dai lavori comuni come pelare le patate, ai turni per il bagno, ai lunghi pomeriggi di studio, con tutte le tensioni che derivano dall'affollamento di molte persone in locali piccoli, e dalla tensione dovuta alla continua paura di essere scoperti o di venire traditi.

Il diario diventa per Anna l'unica possibilità di esprimersi, di raccontare le proprie esperienze e i propri pensieri di adolescente che sta vivendo: i primi amori verso Peter, il figlio dei Van Daan che era rifugiato con lei, le incomprensioni con il padre e il distacco dalla madre, il rapporto poco confidenziale con la sorella maggiore.

Per Anna il diario è anche qualcosa di più: nella primavera del 1944, il ministro dell'educazione olandese in esilio afferma ad una radio clandestina l'intenzione di raccogliere e pubblicare le testimonianze delle sofferenze subite dal popolo olandese nel Paese occupato dai nazisti. Anna, che sognava il mestiere di scrittrice, decide di trasformare, a guerra finita, il suo diario in un libro.

Non potrà mai vedere il suo sogno realizzato: l'ultima pagina di diario è il giorno 1 agosto 1944. Tre giorni dopo quattro agenti della Grüne Polizei fanno irruzione nell'alloggio segreto.

Anna Frank dopo l'arresto avvenuto il 4 agosto 1944 viene deportata nel campo di Bergen-Belsen. Non si sa con assoluta certezza quando sia morta Anna, ma attraverso varie testimonianze si suppone tra gli ultimi di febbraio e i primi di marzo del 1945.

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